Continuano gli attacchi alla categoria degli Ingegneri triennali sulle competenze in zona sismica. Le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni del 2008, entrate in vigore il 31 luglio 2009, in occasione del terremoto dell’Aquila dove centinaia di edifici in cemento armato progettati dagli Ingegneri iscritti alla sez. A, sono crollati causando migliaia di vittime, hanno fatto si che sia limitata la progettazione di opere in zona sismica ai nuovi giovani Ingegneri Laureati Italiani e iscritti alla sez. B dell’Albo, almeno a sentir i meri PARERI del Consigli Nazionale degli Ingegneri. Questa decisione spiazza tutti, <<ma come gli ingegneri iscritti alla sez. A, fanno crollare gli edifici e quelli della sez. B devono limitarsi in zona sismica>>. A sentir parlare in TV il grande ex presidente dimissionario Stefanelli, non è colpa degli ingegneri ma del cemento, purtroppo il “cemento” negli anni in cui venivano costruiti i palazzi a l’Aquila aveva studiato poco, anzi era un cemento iunior e quindi non aveva competenze in campo sismico.
In Italia purtroppo, ci sono due categorie di Ingegneri, gli ingegneri sez. A e gli ingegneri sez. B, anzi per il CNI sono di serie B, ed essendo la penisola Italiana tutta sismica ad eccezione dell’isola della Sardegna, gli ingegneri di serie B, cioè quelli del settore civile-ambientale, che studiano le materie tecnica del costruire, non possono esercitare la loro professione, non possono progettare nessuna struttura. Allora ci chiediamo tutti ma il corso di ingegneria triennale a che serve? ma perchè mai dovremmo studiare in tre anni di università le NTC 2008 se non le possiamo applicare?
Invece ci sono gli Ingegneri della sez. A, loro si che sanno cosa sono le NTC 08, loro si che conoscono la progettazione in zona sismica, non ci credete? basta farvi un giro per L’Aquila. Soprattutto gli Ingegneri laureatisi prima degli anni 90 hanno conoscenze che vanno ben al di fuori delle NTC 08, talmente al di fuori che non hanno mai fatto un esame che gli spiegasse la progettazione agli SLU, tanto meno quella in zona SISMICA.
Ma non basta ci sono poi migliaia di Ingegneri sez. A, che magicamente, senza aver fatto NESSUNO e dico NESSUNO degli esami relativi alla progettazione STRUTTURALE, oltre a non aver neanche mai sentito parlare nei loro corsi di SISMICA, in quanto non sono ingegneri CIVILI, hanno, con un unico esame di stato avuto l’abilitazione a tutte e 3 i settori dell’ordine degli Ingegneri. In pratica lo STATO li ha autorizzati a progettare edifici complessi in ZONA SISMICA senza avere nessuna competenza, in pratica li ha autorizzati a giocare con l’incolumità delle persone che vivono nelle strutture in zona sismica.
Tutto questo è coperto dalla OMERTA’ del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, dalla OMERTA’ del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, dalla OMERTA’ di tutti gli INGEGNERI sez. A.
Vedremo se ci sarà omertà anche tra i progettisti, civili e NON, degli edifici dell’Aquila, che si sono resi complici della tragedia e hanno giocato con la vita delle persone.
Che bella categoria quella degli INGEGNERI!!!
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Se non sbaglio , non è nulla di nuovo, a parte la circolare del CNI, che ribadisce il suo pensiero (e a questo punto credo che non abbia intenzione di rivedere il suo parere, come aveva promesso), ed era una delle nostre battaglie, no?
Secondo me dovremmo risalire a monte, ovvero su queste norme tecniche , chi le ha fatte? Chi le ha firmate?
Forse non ha ascoltato tutte le campane….
E’ mia convinzione che i nostri fax , abbiano già dato un bello scossone.
Guardate qua, potete prenderla a ridere… oppure no
http://www.cgmo.it/3_attivi/3_1/sismica_dispense/lettera_cuoghi_2008.pdf
SONO PIENAMENTE DACCORDO!!!!!!
FACCIAMO CAPIRE A CHI NON SA CHE GLI “INGEGNERONI” CHE CALCOLANO LE STRUTTURE SONO INEGNERI ELETTRONICI, INGEGNERI CHIMICI,ECC ECC. INGEGNERI DEI MATERIALI
P.S. IL GOVERNO DEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI MESSINA E’ STATO FATTO DAGLI INGEGNERI TRIENNALI…COSì COME LA COPERTURA DEGLI ALVEI FLUVIALI…….R A D I A T E L I ……
L’ITALIA E’ IL PAESE DELLA V E R G O G N A, DEL NIPOTISMO E DEL BARONISMO…-
Leggendo la Circolare n°262 del CNI si resta allibiti di fronte alle contorsioni mentali ed ai sofismi a cui hanno dovuto ricorrere per tagliarci fuori. Il concetto è il seguente: “per fronteggiare la crisi economica togliamo di mezzo un pò di concorrenza”. Siccome non poteva essere espresso in questi termini sono ricorsi ad una commissione di emeriti professori universitari che, col piglio da teorici che li contraddistingue, hanno scritto 15 pagine di “aria fritta”. Mi complimento con chi pensa di uscire dalla crisi salvaguardando il proprio orticello! Concludo con un’osservazione che la dice lunga sulla serietà di questo paese: si istituiscono i corsi di laurea triennali e dopo quasi dieci (!) anni si va a dire a chi vi ha investito tempo e denaro che il suo titolo è carta straccia? Bravi davvero!
Mi farò firmare la casa da un ingegnere informatico. Ma provate a dire ste robe fuori da questo ridicolo paese. Dite loro che in italia un elettronico può firmare un ponte, ma un ing.triennale neanche un garage e poi chiedevi quanto può durare un paese del genere.
Assolutamente d’accordo con il commento! la cosa più scandalosa è permettere ai laureati vecchio ordinamento di poter firmare progetti che esulano dalle loro competenze, fatto oggettivo visto che non hanno sostenuto nessun esame in merito ma è permesso loro di esercitare, di fatto sottraendo lavoro a chi ha, per merito, le competenze necessarie! una legge all’ italiana sulla quale bisognerebbe riflettere………
RAGAZZI,
non ci dimentichiamo di S.Giuliano di Puglia!!!!
Quella scuola è stata ristrutturata (sicuramente non da un ingegnere iunior) con l’aggiunta di un mastodontico tetto in cemento armato su una struttura che consentiva a mala pena un tetto in legno…
CI SONO STATI DEI MORTI…AVETE VISTO QUALCUNO RADIATO DALL’ORDINE O QUALCUNO AL FRESCO?????
CHISSA’ IL PROGETTISTA DOTTORE INGEGNERE TUTTI I SETTORI VECCHIO ORDINAMENTO CHE GRANDE PROGETTO ABBIA FATTO…
Mi chiedo a questo punto cosa possa fare un ingegnere iunior. Siamo abilitati all’esercizio della libera professione…di cosa? Visto che non possiamo più progettare niente?
Inizio veramente a farci un pensierino all’albo unico dei tecnici laurati. Se continua così il CNI…tanto vale toglierci il timbro.
Tali argomentazioni meritano attenzione e una certa dose di scaltrezza.
E’ chiaro che gli ordini professionali tendano a minimizzare le competenze degli iunior. I consigli degli ordini sono governati di fatto dai magistrali.
Ora, come fare per tutelare i professionisti di primo livello (alias – laureati in ingegneria o in architettura)?
Proposta: fondare una associazione – sindacato alla quale possano iscriversi tutti i laureati di primo livello di “area tecnica”, indipendentemente dall’albo di appartenenza!
Lo statuto dell’associazione – sindacato dovrebbe essere impostato in maniera che sia titolato a tutelare gli interessi di tutti i professionisti laureati in ingegneria e in architettura (liberi professionisti e dipendenti professionisti).
Bisogna fare numero e avere risorse economiche.
Articolare l’associazione – sindacato anche su base territoriale: sede centrale in Roma e almeno una sede per ciascuna regione.
Incaricare poi avvocati di alto livello in modo di esercitare al meglio le azioni di tutela.
Intraprendere tutte quelle attività che possano tessere rapporti con il “mondo politico” e con le università; molti atenei sono molto favorevoli ai laureati di primo livello.
Attendo vostre.
Caro collega Ale,
finalmente uno che parla la mia lingua!
Occorre iniziare a ragionare sul primo passo da fare.
Non è cosa facile, si era già provato con INARSIND3, ma è stato inutile, il sindacato non è decollato. Per fare ciò ci serve qualcuno che lo fonda ci si mette a capo e lo sponsorizza con lo scopo di attirare soci e portarlo a livello nazionale. Ma per fare tutto ciò servono risorse economiche, tempo, determinazione e capacità. Io ci sono riuscito con questo sito che oggi conta 500-600 visite e 1000-1300 pagine viste al giorno, ma un’associazione è ben diversa. Comunque i primi 500 soci saranno i visitatori di questo blog. Chi ha la forza di fare quello che dici si faccia avanti.
Sono compiaciuto dell’apertura dimostrata.
Concordo sul fatto che non sia cosa facile.
Ci vuole tempo per fare le cose per bene, dato che abbiamo i nostri studi di progettazione da condurre.
Credo però che si potrebbe iniziare con ipotizzare una bozza di statuto e con la deteminazione del titolo dell’associazione – sindacato.
Il problema maggiore sono le risorse economiche; non tanto e non solo per l’avvio dell’ente privato, ma piuttosto per il mantenimento.
Le quote associative non sarebbero sufficienti. Il vostro sito, che ammiro, potrebbe essere un ottimo veicolo, visto il numero di accessi – magari un pò di sponsor potrebbero essere interessati (ditte produttrici di materiali e sistemi per le costruzioni).
Ragioniamoci.
Un primo passo sarebbe capire quali sono stati i punti deboli dell’inarsind3.
In effetti, il problema del fianziamento è cruciale, ci stavo pensando anche io…. buona la proposta degli sponsor e si potrebbe pensare anche ad un qualche servizio professionale (che ne so… consulenze on line…) che possiamo vendere .
Ho scaricato la normativa NTC 2008, in quali punti si pongono i limiti circa i titoli di studio?
In attesa ciao
In effetti, le limitazioni sono dettate da pareri vari, basati su interpretazioni, discutibili della normativa in merito alle nostre competenze…
Quello che a me non è ben chiaro è il valora di questi pareri, vedi CNI e LLPP.
Cari amici ormai sono più volte e da tempo che lo sto dicendo ormai non c’è più niente da fare, è inutile discutere parlare, fax, ministero, ricorso, la sonata è quella, hanno deciso di non farci lavorare ed quiparare la Laurea al diploma e non c’è niente da fare. L’italia dunque a questo punto non mi sembra così avanzata, ma rimane indietro rispetto all’Europa.
Oggi la libera professione di ingegnere non la si può fare se si è iscritti alla sez. B. A che serve allora la laurea perchè non la si abolisce e si ripristina il ciclo unico ? perchè illudere tanti giovani e che colpa ne abbiamo ora noi e cosa dovremmo fare per aver creduto nello stato e nella legge e nello studio ?
Parole solo parole inutili…..
Mi fa rabbia poi sentire i politici che parlano di dare lavoro ai giovani di incoraggiare e sostenerli , e poi ci si lamente che i cervelli scappano dall’Italia, che pagliacci.
E’ chiaro che il parere sia di parte, lo si intuisce subito. Per primo cercano di appropriarsi tutto il comma 1 che parla di professione di Ingegnere in generale ( quindi sia A che B) e poi anche quando viene affermato che le competenze degli iscritti alla Sez. A, vanno inquadrate anche alla luce del vecchio R.D. (ignorando che questo invece è valido anche per gli iscritti alla sez. B perchè inerente alla professione di Ingegnere). Del codice deontologico nemmeno l’ombra e nemmeno se ne fa menzione allora aboliamolo a che serve. SVeglia
ciò che io dicevo da tempo agli albori di tutta la questione si sta materializzando purtruppo vedrete che presto ingegneri elettronici, informatici, gestionali, N.O. e addirittura i laureati in Informatica n.o. iscritti nella sez. A settore informazione si metterano a progettare edifici in zona sismica e nessuno potrà dirgli niente mentre noi a fare niente, gli stupidi. A questo punto anche contro il mio interesse bisogna al più presto inoltrare un denuncia alla procura per verificare in tutta Italia i progetti approvati degli iunior e quindi le relative responsabilità a partire dal genio civile dal dirigenti che li ha vistati fino a tutti coloro che siano responsabili così vedremo un pò come andrà a finire tanto noi non abbiamo più niente da perdere.
Ingegnere iunior
Che valenza ha questo parere ?
Credi che possa cambiare qualcosa e migliorare per noi la situazione ?
E chi già lavora cosa deve fare chiudere lo studio e chi ha già progettato edifici a cosa andrà incontro ?
A questo punto non possiamo fare niente,
siamo e valiamo meno di un geometra oppure c’è qualcosa che si può fare. Io credo di no.
A me pare che seguendo le vicende dall’università ad oggi più giorni passano e più diminuiscono le speranze e l’ingegnere iunior si sta spegnendo poco a poco fino a divenire zero.
Sono da poco abilitato alla professione settore civile e ambientale. Mi hanno anche fatto progettare un villa pluripiano in c.a. all’esame pratico di abilitazione, mi hanno fatto studiare per niente.
Per ora come vanno le cose allora non vale la pena iscrivermi all’albo pagare tasse e inarcassa ed intraprendere la libera professione. La mia regione e quasi tutta zona sismica della più alta categoria. Forse mi conviene più che altro rimanere solo dott. cercare lavoro in qualche azienda o peggio proseguire magari con la specialistica.
Aggiungo
MA I CONSIGLIERI O NAZIONALI E PROVINCIALI DOVE STANNO COSA FANNO ?
Non credo che “attaccare” gli ingegneri del V.O. o del N.O. quinquennali possa risolvere il problema di noi iuniores.
Anzi credo che gli Ing. sez. A dovrebbero in qualche modo appoggiarci dal punto di vista professionale, cosa che molto spesso non fanno.
Ora questo parere del Consiglio Nazionale dei Lavori Pubblici è un pò contraddittorio visto che si parla molto spesso della NTC 2008, che solo la sez.A può fare perchè si tratta di una normativa innovativa, ma la normativa è sempre innovativa, altrimenti non ne farebbero di nuove. Senza dire che gli ing. sez. A e V.O. non hanno studiato la NTC 2008 e la stanno studiando ora, solo perchè è obbligatorio da luglio 2009, ma che i triennali studiano all’università già da un paio di anni, ma il punto è che bisogna sempre aggiornarsi perchè le normative cambiano spesso a prescindere dalla triennale o dalla specialistica. Bisogna anche dire che se a L’Aquila le case sono crollate non è “colpa” degli ing. V.O. perchè non si può attribuire una colpa dicendo che noi siamo migliori, perchè non sappiamo esattamente come sono andate le cose e non sarà certo andando contro i nostri colleghi che risolveremo il problema. Inoltre dal parere emerge che gli architetti magistrali possono firmare in zona sismica. E che preparazione hanno in zona sismica gli architetti, quando anche l’esame di scienza delle costruzioni è un esame a scelta???
Ci sono molti punti incoerenti sul parere del CNI e del CNLP e sembra che vogliano arrampicarsi sugli specchi!!!!
Ma il problema fondamentale è:
COSA FARANNO GLI INGEGNERI IUNIORES CHE ORMAI SVOLGONO LA PROFESSIONE????
Ricominceranno l’università??? O diventeranno “operai” dei geometri?????
Dobbiamo fare qualcosa!!!!!!!
MA COSA?????
Una cosa è certa: se andranno avanti su questa linea mi cancellerò dall’albo e andrò a lavorare all’estero dove non si pongono questi problemi…
Tanto ci stanno costringendo a fare queste scelte…QUESTA è L’ITALIA!!!!
Questo non è un attacco agli ingegneri quinquennali, e la pura realtà.
Gli ingegneri dovrebbero iniziare a preoccuparsi di loro stessi prima di preoccuparsi degli ingegneri iscritti alla sez. B.
Vietare la progettazione a un ingegnere civile ambientale iunior di qualunque struttura in zona sismica e consentire la progettazione ad un ingegnere dell’informazione di qualunque struttura in zona sismica è un atto di IRRESPONSABILITA’ che causa tragedie come quelle viste nei mesi scorsi.
Non vedo l’ora di incontrare Roberto Brandi del mio ordine, segretario del CNI, fin’ora si è fatto sempre negare a tutte le riunioni dei colleghi sez. B, ma quel giorno che ci sarà, dovrà starmi a sentire davanti a tutti. Per prima cosa, dato che è un meccanico, gli dirò che è un incompetente in zona sismica e dovrà dimostrarmi il contrario esami alla mano.
Hai perfettamente ragione, ma non dobbiamo andare contro di loro, sono una forza troppo grande da combattere, invece noi siamo pochi. Se andiamo contro di loro finiremo per scontrarci con una potenza superiore, non possiamo sperare di vincere.
Invece dobbiamo portare i nostri colleghi sez. A dalla nostra parte. Convincerli ad appoggiarci anche di fronte al CNI. Il mio presidente dell’ordine mi dice ogni volta che al consiglio di tutti i presidenti è una lite continua su questo argomento. Nonostante è un V.O. ci sta sostenendo in tutti i modi.
Ma contro una forza politica c’è poco da fare.
NON POSSIAMO COMBATTERE DA SOLI QUESTA GUERRA!!!!!
Una cosa che sembra evidente , visti i tempi è che le NTC siano state prodotte in base al parere del CNI;
tra l’altro come è successo per il nucleare in passato, è ancora troppo forte l’emozione per i disastri accaduti di recente, e qualunque normatore o consigliere consultato in proposito, non andrebbe mai contro il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, e il CNI approfitta di una situazione per noi sfavorevole, visto che comunque non abbiamo una voce molto forte.
Senza attaccare nessuno dobbiamo dimostrare che noi le competenze necessarie le abbiamo, le università non possono non aiutarci, visto che ci hanno “creato” loro!
Altrimenti sarebbero colpevoli di avere prodotto delle illusioni!
giusto!
Purtroppo non riusciamo e secondo me non riusciremo a coordinarci mai in un’azione concreta e quindi ci sfogheremo soltanto in questo sito e nient’altro. Io ho sostenuto più volte che a questo punto piuttosto che rimanere cosi io mi butterei nell’albo unico almeno li avremo un esercito di persone che lotterrano per poter progettare e alla fine se si vince la battaglia allora tutti i vertici dl CNI se la prenderanno in quel posto perchè a quel punto tutti progetterrano quasi tutto e a quel punto altro che concorrenza avranno. SECONDO ME MEGLIO FINIRE COSI CHE RESTARE IN QUESTA SITUAZIONE
sti pareri vengono fuori da gente che a mio avviso non conosce il territorio
non sà che ci sono tanti geometri che progettano strutture, anche se modeste e non in c.a….
o forse potrebbero anche saperlo (informarsi è facile!!!)
ma c’è una questione politica dietro
questione di numeri…
vi siete mai chiesti perchè ne il CNI ne il CSLP non speficano mai che i geometri non possono progettare struttura alcuna?
la risposta è facile: perchè non c’è una legge chiara che lo affermi
ci sono sentenze su sentenze, ma queste metà volte negano le competenze ai geometri, metà volte le affermano (leggetevi le circolari dei geometri e periti, quante sentenze su sentenze affermano la loro competenza su strutture modeste!!!)
e allora direte voi, perchè visto che in questo anche il DPR328 non è chiaro, perchè CNI e CSLP si scagliano contro i triennali?
semplice: nessuno li rappresenta
per i consiglieri è difficile far qualcosa perchè far qualcosa vuol dire “mobilitare” l’ordine, ma nel consiglio sono 1 contro 14
…
perchè aggiungo io CNI e ora CSLP non specificano MAI nulla sui geometri?
risposta facile
chi è stato a Pescara il 23 luglio lo sa bene…
questione di numeri (e di forza politica)
non possono scrivere nulla contro i geometri, perchè questi li attaccherebbero subito e inferociti…
e i geometri “vincerebbero” perchè politicamente “contano” tre volte tanto rispetto agli ing tutti…
una prova ne è l’essersi “piegati” alla volontà dell’albo unico da parte del CNI
TRAGEDIA DI MESSINA :
DISSESTO IDROGEOLOGICO
A seguito della tragedia accaduta a Messina,
sono sicuro che uscirà una circolare del CNI in cui vieta algli ingegneri sez.B settore a) di operare in zone a riscghio idrogeologico.
Se ciò acceaddesse per davvero………..è meglio non pensarci.
Ricordo che le case crollate a l’AQUILA, i piani urbanistici di Messina e le case abusive li progettate, portano tutti la firma di INGEGNERI QUINQUENNALI.
I primi nuovi laureati sfornati dal DPR 328/2001, si sono immessi nel mondo del lavoro attorno al 2005/2006.
Complimenti vivisissimi, quindi, a quei cervelloni quinquennali responsabili di tanti morti.
Dott.Ing.Jr N.P.
Cari colleghi,
ho letto le Vs lamentele ed amarezze per il recente “Parere del Consiglio
superiore dei Lavori Pubblici” che interdisce la progettazione strutturale agli
ingegneri e Architetti iunior.
Io ho 45 anni e da 23 sono professionista, prima come geometra e poi (dopo aver
conseguito la Laurea 3) come ingegnere ir, e nella mia vita professionale ho
imparato una cosa: “Si Vince SOLO davanti alla Giustizia Amministrativa”.
Tutte le altre proposte (pur lodevoli e veritiere) come quelle di paragonare i
vari piani di studio ecc. ecc. davanti alla Legge non hanno valore (se non come
corollario ad altre azioni).
Inoltre evitiamo le azioni legali SOLITARIE, questo non è un segno di “spirito
di categoria” nè di Solidarietà professionale.
Inoltre si ricordino tutti gli altri colleghi iscritti nei settori industriale e
informatico, che “perdere” nel settore “Civile-Strutturale” è solo l’inizio di
una disfatta che coinvolgerà anche loro, pertanto chiedo la loro SOLIDARIETA’.
Per Noi parla solamente l’autentica interpretazione del Legislatore che ha
scritto il DPR 328/2001, e l’autenticità la firma solo il Tribunale
Amministrativo e/o il Consiglio di Stato.
Per questo motivo invito tutti i colleghi a fare un accorato appello a coloro
che ci RAPPRESENTANO per l’unica vera Azione di contrasto;
UN RICORSO AL TAR DEL LAZIO CONTRO IL PARERE DEL CSLP
Mi rivolgo ufficialmente a:
Dott. Antonio Picardi
Dott. Enzo Bocassini
Dott.ssa Elena Zunino
Per favore organizzate un RICORSO in sede amministrativa contro tale parere
devastante (più di quello del CNI) e noi sosterremo economicamente questo
ennesimo sforzo.
Se vi posso essere di aiuto personalmente lo farò volentieri; contattatemi pure
per e-mail.
GUAI A LASCIAR CADERE QUESTA OCCASIONE.
Buon lavoro
Mauro Provana
Io sono industriale
per Mauro Provana
(… “Si Vince SOLO davanti alla Giustizia Amministrativa”)
Ho visto un film giorni fa dove un tizio diceva ad un altro:
“a volte si perde, … e a volte non si vince”
, ed è esattamente il nostro caso.
Posto che i tempi sono lunghi, fa ricorsi e appelli vari, ritengo a questo punto che si faccia prima (molto prima) a sostenere gli esami che mancano per la magistrale.
…. Il parere del consiglio superiore non è assimilabile a quello espresso dal cni, ed ha una valenza del tutto diversa, graniticamente diversa, stante il fatto che trattasi di una emanazione diretta del ministero di riferimento.
Pertanto, o il ministro competente sconfessa tale linea, e cadono molte teste, o…. è la voce ufficiale che parla.
SCUSATE AVETE LETTO SUL SITO DEL SINDINAIR3 CHE HA DENUNCIATO IL PARERE ESPRESSO DAL CNI??…MA ALLORA FUNZIONA O MENO QUESTO SINDACATO??….SAREBBE UN OTTIMO PUNTO DI PARTENZA SE VERAMENTE FUNZIONASSE AL MEGLIO QUESTO SINDACATO…QUALCUNO SA QUALCOSA IN PIU’??
Voglio ricordarvi che la lettera del CNI è solo un parere, certo bisogna allarmarsi, ma non mi và di vivere costantemente con l’idea di aver già perso tutti i diritti.
Io me ne frego, e tra 15 giorni vado al genio civile a depositare il progetto di una struttura.
E poi mi ripeto, ma quanta cacchio di differenza può esistere, a livello di preparazione, fare due anni di studio in più?
Una cosa è certa, con quello che mi hanno fatto studiare non pretendo di progettare strutture per dighe, ponti, stadi, ospedali, centrali nuecleari, grandi coperture, ristrutturazione totale di edifici stroici ecc.. ecc.., è ovvio che queste sono le competenze di un laureato magistrale o almeno dovrebberlo essere.
Un ingegnere triennale ha le capacità di progettare strutture palazzine, hotel, villette, piccoli e medi capannoni industriali, interventi locali di ristrutturazione (ad es. apertura vani).
Ecco, secondo me, dove si delinea la differenza tra un triennale ed un quinquennale.
Se un professionista ingegnere vuol fare la vera carriera deve buttarsi sulle grandi strutture e non nel mercato delle palazzine o delle villette a schiera.
Che cavolo studi a fare 5 anni? Ti fai un mazzo così per metterti a progettare le villette a schiera? Sarebbero questi i grandi ingegneri?
I grandi ingegneri progettano strutture di grattacieli mica villette, progettano gallerie e viadotti stradali mica le strade urbane di quartiere, prgettano capannoni che ospitano attivita industriali pesanti mica capannoni per il settore del piccolo-medio terziario, progettano stadi mica un semplice spogliatoio per i giocatori.
Se mai continuerò gli studi sarà perché voglio entrare nel mercato delle grande opere pubbliche e non per litigarmi gli le piccole strutture pagate da privati.
Quindi il CNI spara solo caxxate, mentre tutti i vecchi ingegneri che non sanno un caxo di sismica (perché questa è la realtà) sono dei falliti visto che litigano con noi per fare le villette a schiera.
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Ve lo dico io perché l’ingegnere di 50anni con laurea V.O. non vuol cedere la fetta di mercato al laureato triennale, non lo vuole fare perché vuol raccattare più soldi possibile per mantenersi il suo grande ufficio tecnico (stile banca) con 10 dipendenti (laureati triennali, geometri o altro, servi a basso costo) e 2 segretarie (pagate più dei dipendenti). Tutto per fare il figo e per non lavorare (praticamente diventa un dirigente che alla fine del processo progettuale mette solo la firma).
Ecco spiegato, secondo la logica dei vecchi laureati 50enni (l’unica cosa che gli differenzia da uno junior è che una volta per studiare non avevano internet e il PC, ma di sismica non sanno un caxxo), dove vogliono mettere i triennali: a fare gli schiavi per 700euro al mese come operatore CAD al PC, oppure come operature per il calcolo strutturale.
Praticamente, se il parere del CNI andasse in porto come D.M., le donne che vengono dalla Romania a fare le badanti in Italia hanno molta più possibilità di fare carriera in ambito lavorativo di un Dottore Ingegnere.
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Mi raccomando specifica sul progetto che IL TUTTO E’ CONFORME AI VIGENTI DPR 328/2001 e MIUR 270/2004
Leggi l’art.3 comma 4&5 del vigente MIUR 270/2004
Nessuno ti può toccare.
Nicola
Giampa,
hai appena descritto la mia attività ed il mio studio, solo che io sono un ingegnere triennale come te.
Io ho una segretaria, una assistente, una web master, un consulente fisso ing. quinquennale e circa 10 collaboratori tra cui diversi laureati quinquennali pagati da me.
Ho due orologi interamente d’oro, una super car ed uno studio niente male e non ho ancora 30 anni.
Faccio il figo tutto il giorno….mi piace fare il vip, lavoro poche ore al giorno e non mi faccio mancare nulla.
Io all’inizio sono stato aiutato dalla fortuna…..poi ho scoperto di essere vocato a fare “il figo ……..che praticamente mette solo la firma”.
Se ce l’ho fatta io, potresti farlo anche tu. Magari ti lamenti un po meno e ti dai da fare come imprenditore/ ing.libero professionista…..
Il rimedio c’è!
Saluti
Nicola
Gentili colleghi,
sono un ing.iunior del settore dell’informazione. Quando sento questo accanimento verso i miei colleghi di settore (l’informatica/elettronica appunto) resto molto infastidito.
Certo avete ragione quando dite che gli ing.informatici/elettronici ecc. conoscono poco o nulla di calcoli strutturali, cemento armato ecc., ma del resto quanti ing.civili/ambientali fanno uso dei software e dei computer, senza averne veramente le competenze ?
Concordo pienamente con voi che gli ingegneri sez.A che non hanno le competenze specifiche del settore civile/ambientale e firmano dei progetti di quel settore, sono dei CRIMINALI che mettono a rischio la vita delle persone.
Detto questo, la motivazione di fondo per cui gli Ing. settore informazione sez.A firmano i progetti del settore civile ambientale, è che ….cosa altro potrebbero mai firmare visto che la firma di un ing. dell’informazione NON serve e NON è mai richiesta da nessuna normativa o legge Italiana ?
Come mai potrebbero campare tali ingegneri dell’informazione ?
Certo non devono campare sulla vita e la sicurezza delle persone, ma la carenza normativa resta…
Ovviamente il problema è uguale per gli ing. sez.B del settore dell’informazione :
a che cavolo serve la loro firma ?
A che cosa serve l’iscrizione all’ordine, se tanto poi la firma degli ing. sezione dell’informazione non ha nessun collocamento professionale ?
Se ogni settore avesse l’impiego regolamentato dalle leggi e dalle normative, sicuramente gli abusi e gli “sconfinamenti” si ridurrebbero drasticamente, perché tutti avrebbe il loro spazio professionale…ma non è così :
l’unico settore che ha questo spazio è purtroppo quello civile/ambientale, con tutti gli abusi, ripicche, sconfinamenti, ecc.
Meditate su questo particolare !!!
Personalmente non ho niente contro chi si è laureato negli altri settori dell’ingegneria, c’è l’ho solo con chi fà abuso della professione.
Purtroppo in Italia gli viene permesso di farlo (almeno ai laureati V.O. che hanno approfittato dell’occasione) e non ci si può fare niente, ma almeno permettimi di essere incazzato.
Per il discorso programmi, si gli usiamo, ma per “usare” un programma non serve essere un informatico.
La mia opinione è che i programmi di calcolo strutturale (e altri) servono solo a far espellere un mucchio di carta dal calcolatore e per avere una bozza di progetto, gli ingegneri che non riguardano i progetti e non si fanno un po di conti a mano, per controllare se è tutto andato bene, sono molto coraggiosi!
Sono d’accordo con te che
se il tutto si basa sull’uso di un semplice programma pre-confezionato certo non richiede una particolare conoscenza di elettronica/informatica.
Ma..fermo restando il massimo rispetto per i colleghi del settore civile ambientale… ad esempio,
se un edificio prevede dei dispositivi elettronici gestiti da software, per implementare la gestione automatica di sensori di sicurezza contro incendi o altro…
secondo te chi è che sviluppa le circuiterie e i relativi software ? Ovviamente NON un Ing.del settore dell’Informazione,
tipicamente è l’ing. civile/ambientale che con 1 forse 2 esami di informatica/elettronica è sicuramente la persona più indicata per quel tipo di progettazione…no ?
Del resto, per quanto attiene all’informatica e all’elettronica, NON esiste una regolamentazione:
tutti possono fare tutto !!!!
se il panettiere una mattina si sveglia è decide che è un esperto di informatica, magari perché è in grado di usare si e no qualche tool di sviluppo pre.-confezionato, puoi stare sicuro che una bella fetta di lavori li porterà via agli ing. del settore dell’informazione, tanto….la legge non chiede a nessuno l’analisi e firma di un professionista del settore dell’informazione, e sicuramente il panettiere sarà più concorrenziale dal punto di vista delle tariffe di un ing….
Tanto i committenti se sentono dire “ing. dell’informazione”
pensano ad una specie di “esperto in giornalismo” o altre cavolate del genere….
Certo il mio è solo un esempio banale,
ma le implicazioni e le casistiche sono molto più ampie…
Sicuramente gli “sconfinamenti”, grazie alle carenze legislative, sono più quelle di informatici che fanno i civili/ambientali, che non il contrario..ma il problema da me citato resta…
Caro Iz, a parte il fatto che sono un perito elettrotecnico corso ambra e ho progettato molti impianti elettrici e anche meccanici (riscaldamento e condizionamento), comunque ho imparato che un impianto non esiste da solo.
Per progettare bene l’impianto devi conoscere l’edificio a 360° e devi avere la visione di insieme (architettonico+strutture+impianti) quindi servono anche conoscenze di architettura e ingegneria.
Per fare un impianto domotico servono conoscenze informatiche per progettare l’automazione (indicizzazzioni e altre cose affini), ma queste sono demandate alla ditta specializzata che realizzerà l’impianto e quindi al loro tecnico interno, infatti io mi limito a dire che c’è il software e che deve essere realizzato da uno specialista informatico, indico le automazioni che devono essere fatte ed i dispostivi che servono.
Certo che mi sogno di sconfinare (mica sono pazzo alla fine deve funzionare!!!!) ad ognuno il suo.
Ma fare qualcosa invece di parlare solo?
Ma il CNLP ha competenza per dare un parere del genere? Questi signori hanno idea dei piani di studio dei NUOVI LAUREATI? L’università dorme? chiunque va contro gli Ingegneri iunior dandogli, in maniera non troppo celata, degli incompetenti da anche lo stesso parere all’università italiana e ai professori, INGEGNERI VO, che ci hanno formato.
Poi cosa c’è di non standardizzato in una cosa normata? e poi nel parere si legge che gli architetti magistrali sono competente, ma i sigg. che hanno scritto questo parere ha mai parlato di strutture con un architetto? alla facoltà di architettura di certo non fanno strutture come gli ingegneri!
Se si vuole essere fiscali e proteggere le persone, allora solo chi ha studiato strutture dovrebbe progettare strutture sia VO o NO in altre parole solo gli strutturisti dovrebbero progettare le strutture, lasciando fuori anche chi come me è edile…
LEGGETE
Ingegnere Iunior Tanto E’ inutile comunque
All’ing. Brandi dovresti chiedere anche come è possibile che non si possono realizzare e non esistono edifici semplici in zona sismica (in Italia), se un edificio a cinque piani in c.a. non è semplice, allora le altre megastrutture sono oggi con le nuove ntc irrealizzabili ed un rischio per la incolumità delle persone. Inoltre io credo che solitamente il ruolo dell’ingegnere quale progettista e tecnico sia quello di applicare quei modelli indicati dalla normativa sviluppati e provati dai ricercatori e professori universitari (quindi già collaudati – standard) per redigere ed eseguire i calcoli strutturali. A questo punto invece con le nuove NTC e con quanto affermato dal CNI e dal CNLP contro gli ingegneri B,
l’ingegnere libero professionista sez. A prende il posto e diviene allo stesso tempo un ricercatore mentre il ruolo di quest’ultimi dunque diviene del tutto marginale, poichè ogni volta che si deve progettare ci si trova di fronte a problemi avanzati complessi e così innovativi da dover ricorrere a sviluppare nuovi modelli per poter calcolare un edificio senza la sicurezza che questi poi effettivamente siano corretti e sperimentati.
Senza dimenticare che gli ingegneri informatici v.o. possono progettare qualsiasi struttura.
Inoltre dall’ultima circolare si parla del 328 escludendo il comma 1 per gli B (professione di ingegnere ) e ignorando che che all’art. 2 il dpr 328/01cosa tra l’altro ribadita dalla sentenza del cds recita “Le norme contenute nel presente regolamento non modificano l’ambito stabilito dalla normativa vigente in ordine alle attività attribuite o riservate, in via esclusiva o meno, a ciascuna professione.” quindi a quella di ingegnere (A e B).
Cari colleghi, io appartengo al settore dell’informazione e vedo con dispiacere che voi del settore civile ambientale siete stati ingiustamente privati di un vostro diritto professionale sancito dalla legge.
Almeno voi lo “avevate” questo diritto…noi del settore dell’informazione non lo abbiamo mai avuto, infatti
QUALCUNO SA DIRMI A COSA SERVE LA FIRMA DI UN INGEGNERE DELL’INFORMAZIONE ?
ESISTE QUALCHE NORMATIVA/LEGGE CHE RICHIEDE LA FIRMA/COMPETENZE DI UN ING.DEL SETTORE DELL’INFORMAZIONE ?
NON ESISTE NULLA! (sia per gli ing. sez.A che sez.B).
E’ chiaro poi che gli ing.elettronici, informatici ecc. V.O. sez.A, per “campare” hanno provveduto a “sconfinare” nel settore che non è di loro competenza, probabilmente mettendo a rischio la vita delle persone…
Se la legge/normative avessero dato “lo spazio” professionale a ciascun “settore” (civile/ambientale, industriale, dell’informazione), magari molte ingiustizie verso noi iuniores non sarebbero state fatte…
Pensavo che gli Ing. informatici fossero molto richiesti nelle aziende.
Comunque per esperienza so che le cose vanno male anche a voi, purtroppo.
Prima di tutto ci sono una marea di diplomati in “perito industriale informatico” e, in secondo luogo, conosco molti ingegneri elettronici che lavorano come programmatori nelle ditte che realizzano circuiti integrati.
Anche questa è una grossa ingiustizia, ognuno dovrebbe stare al suo posto!!
Esatto.
Molto della questione si riduce alla possibilità di firmare o no un qualche documento perché richiesto dalle normative e leggi.
Queste richieste di firma sono previste solo per il settore civile/ambientale…ma per il settore dell’informazione no!
In pratica se per avere un certo tipo di prestazione è richiesto l’analisi e firma dell’ing., automaticamente quel settore di ing.hanno delle possibilità lavorative garantite dalle leggi. Altrimenti se tutti possono fare tutto (come accade per il settore dell’informazione), allora “ti saluto” la professionalità, la qualità e le possibilità lavorative…
Finché ciascuno dei 3 settori non avrà il proprio ambito professionale, ma continuerà a esistere sostanzialmente solo quello del settore civile/ambientale, ci sarà una concorrenza spietata tra gli ing. V.O. e di conseguenza anche noi iuniores saremmo ostacolati e penalizzati in tutti i modi possibili, perché ovviamente siamo dei concorrenti agli ing V.O.
Ho letto con attenzione tutto quello che avete espresso su queste pagine.
Io ho scritto “e lo ripeto un’altra volta”, il problema va epurato dalla radice !!
Mi spego meglio.
Quì si tratta di concorrenza nel mercato libero del lavoro, punto e basta !!
Esiste in Italia, l’Autorità per la Concorrenza chiamata anche antitrust, bisogna fare un esposto indirizzato nei termini ed nei modi.Il DPR 328 /2001 viola in pieno i diritti dei cittadini professionisti quali Ing. Argh. ecc.., in quanto con l’inclusione delle sezioni e dei settori nel famigerato 328 /01, non si è fatto altro che nella stessa categoria di professionisti ci fosse una concorrenza in materia di competenze ecc..
Ciò che avvenuto con il 328/01 è anche la prova lampante che laureati in ingegneria del V.O. “nulla da eccepire con questi colleghi”, in chimica, informatica, elettronica ecc.. possono redigere progetti per ponti, strade, grattacieli, fare calcoli geotecnici per il dissesto idrogeologico ecc. ecc.. ecc..senza avere mai sostenuto un solo esame quanto meno di meccanica delle strutture o affine per comprendere i principi fisici delle masse, del moto ecc.
Pertanto, l’azione da intraprendere e solo una ed una sola, far intervenire l’autorità per la concorrenza e se è necessario la Corte di Giustizia Europea, nonchè la Commissione Europea che si occupa delle problematiche inerenti la libera concorrenza e le professioni nell’Unione.
Viva DIO, siamo anche noi parte di questa Unione non solo per la moneta !!
Meditate gente …meditate.
p.s.
Solo così daremo uno scossone forte alle lobby che si sono creati abusando della nostra pazienza.
Distintamente, un collega che svolge l’attività di ingegnere libero professionista a prescindere delle seghe mentali dei vari pareri. La legge Italiana “cosi è scritta alla data odierna” mi permette e ci permette di svolgere l’attività di Ingegnere e non di ingegnere triennale, juonior “la quale dizione e solo ai fini della iscrizione all’albo”, per cui la mia professione è di INGEGNRE così come stabilito dal validissimo ed ancora legittimo Reggio Decreto e succ.
Saluti
Colleghi, le circolari non contano.
Se leggete il MIUR 270/2004 art.3 comma 4 e 5 vi renderete conto che siamo in una botte di ferro.
Questa vigente legge non è nota agli ordini professionali.
Io l’ho resa nota ed ho risolto il problema almeno nella mia provincia.
Non è una circolare, ma una legge del MINISTERO DELL’ISTRUZIONE UNIVERSITA’ E RICERCA che già si è espresso, appunto con una legge tutt’ora in vigore ma che nemmo noi triennali sapevamo che esistesse.
Ora lo sappiamo, quindi facciamone uso.
Nicola
mi piace quello che dici, sarebbe un bene per noi avere una conferma di una qualche autorità dello Stato, altrimenti le parole corrono….
Allora facciamo fare tutto ai professori universitari e ai ricercatori perchè solo loro conoscono i problemi fino in fondo non certo uno della sezione A
BASTA CON LE IPOCRISIE SOLO RICERCATORI E PROFESSORI
Nel sistema Italia, le leggi in materia di ingegneria, il parlamento le ha sempre delegate all’Ordine degli ingegneri e alla sua derivazione che è il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ( il più giovane si è laureato nel 1968) che è sempre composto da ingegneri V.O.
Le molte battaglie dei diplomati per cambiare la loro professione, hanno avuto costantemente per epilogo ” convincete gli ingegneri (V.O). e la cosa si farà, altrimenti niet.”
La nostra professione è stata attratta nell’ordine degli ingegneri per mero calcolo economico-politico. Economico perchè si pensava di rimpinguare le casse del CNI e della cassa previdenza, politico perchè non si voleva che i nostri numeri aumentassero le file dei diplomati, dandogli ulteriore peso politico. Purtroppo tutto ciò non è avvenuto, i nostri numeri sono pochi, ma tali da distrurbare il mercato degli incarichi.
A scanso di equivoci la 328 previde per noi una spece di minorità a vita non dandoci autonoma rappresentanza con la pertetua tutela degli ingegneri A. (15 a 1)
Ora la maschera è caduta, noi siamo i capri espiatori per tutte le cattive progettazioni fatte da loro, e prima hanno annullato con due circolari la nostra professione, e poi ci venderanno in massa come schiavi all’ordine ultimo (vedete qualche contropartita per loro la otterranno).
Personalmente sono mesi che cerco di avvertire sul nostro poco roseo futuro, ma i più mi hanno dato del pauroso!
Andiamo nell’Albo unico almeno ci comanderemo da noi, saremo maggiorenni, e se qualcuno attacca le competenze, essendo anche noi un organo del Ministero di Giustizia, avremo avvocati e legittimazione a difenderci in tribunale.
Almeno salveremo il nostro lavoro e le nostre parcelle e saremo sempre Ingegneri.
Attendo le reazioni degli ammalati della Sindrome di Stoccolma.
saluti.
Ma quale albo unico…io mi sono fatto 32 esami!!!!!!!!!
Per sentirmi dire dai geometri che sono un “ingegnere a metà”!!!!
Così rischiamo che neanche loro ci rispetteranno più…altro che Ingegneri…gli ingegneri saranno loro, sai che ci vuole a passare da tecnico per l’ingegneria a ing???
E noi scompariremo del tutto!!!
Perchè in Italia non si ha la mentalità aperta all’Europa.
Un mio amico ha fatto i due anni di specialistica per andare a gestire un azienda all’ estero, ed ora è responsabile di un intero settore e si occupa di strutture importanti…altro che villette a schiera…LUI RAPPRESENTA LA FILOSOFIA di questa riforma universitaria!!!
C.N.I.T.
CONSIGLIO NAZIONALE INGEGNERI TRIENNALI
Dobbiamo mirare a quello, non ad entrare nel calderone dell’ALBO UNICO e confonderci con chi ha fatto solo la scuola superiore.
Nicola
Sono perfettamente d’accordo con quanto dichiarato in questo post e sono a disposizione con l’associazione per costruire un coordinamento tra rappresentanti di categoria INARSIND E CUP3 per fare fronte comune a tutela dei colleghi sez.B civile ambientale.
Stimata collega,
gli affari si fanno mettendosi in proprio non lavorando alle dipendenze degli altri……non so se ho reso l’idea.
Dobbiamo puntare al C.N.I.T.
consiglio nazionale ingegneri triennali
e voi che siete i nostri rappresentanti dovete capire che è il caso che abbia luogo la scissione dal CNI.
Svegliaaa!!!
Nicola
Per poter avere un’azione incisiva non ha senso che ogni rappresentante di associazione e sindacato vada per suo conto. A nostro avviso l’ideale è il lavoro di gruppo che potrà dare maggiore visibilità alla categoria.
Costituire un consiglio nazionale ingegneri triennali potrebbe essere una buona idea.Il punto è che continuo a vedere gente che si lamenta e non si adopera nel concreto.
Il ruolo di APE è di supporto e di appoggio ad associazioni di triennali come inarsind3 e cup3.Vi ricordo che nel consiglio direttivo di APE sono presenti dei Quinquennali, quindi viene seguita una linea di tutela ben più ampia che non riguarda soltanto le discipline ingegneristiche.
Salve, è la prima volta che intervengo nel forum, anche se spesso leggo ciò che viene scritto a riguardo della riforma delle professioni e dell’albo unico dei tecnici laureati d’ingegneria.
Su tali argomenti voglio esprimere il mio pensiero, nel rispetto di tutti e di tutte le professioni.
Credo, che allo stato attuale delle cose, gli ingegneri sez. A cercheranno di ostacolare, con tutti i mezzi possibili ed immaginabili a loro disposizione, gli ingegneri sez. B, su tutti i fronti, in particolare sulle competenze professionali.
Cercheranno principalmente di sfruttare lo squilibrio numerico degli iscritti, che pende drasticamente in loro favore, cercheranno in tutti i modi di definire i confini tra le competenze dei laureati e quelle laureati magistrali, ovviamente provando a ridurre al massimo le competenze dei tecnici laureati.
Gli iscritti alla sez. A stanno giocando d’anticipo prima che aumenti il numero degli iscritti alla sez. B degli ordini professionali.
Ovviamente, il numero degli iscritti che si rappresenta ha un peso non trascurabile neanche dalle forze politiche interessate per istituzione alle professioni.
Dunque io credo che è importante cercare di superare formalismi e divisioni tra professioni similari e parallele ma unursi per avere lo stesso peso numerico affinché si possano far valere i diritti di tutti i laureati di area tecnica, laureati iscritti alle sez. B degli ordini degli ing. e arch., i laureati iscritti gli Albi dei periti e dei geometri.
A tutela di tutti i laureati di primo livello è opportuno creare un nuovo e autonomo Ordine dei Laureati (O.L), separato e distinto da quello dei Laureati Magistrali (O. LM).
Questa naturale separazione è conseguenza della grande confusione che ha creato il DPR 380/01, che ha costituito i laureati di primo livello degli Architetti e degli Ingegneri sez. B ma parallelamente ha creato i Geometri Laureati e i Periti Laureati (art. 55 del 380/01) evolvendo cosi queste ultime figure professionali ad un livello superiore, pari agli ingegneri sez. B e agli Architetti sez. B poiché i corsi di laurea e le classi di riferimento sono le stesse.
Partendo dunque da quanto indirettamente ha creato il DPR 380/01, si puo arrivare facilmente a questo nuovo Ordine, naturale conseguenza per tutte quelle nuove figure laureate (L) create dal 380/01, Architetti L.- Ingegneri L. – Geometri L. e Periti L. .
E’ importante, in termini numerici, ma anche corretto, secondo me, far confluire all’interno del nuovo ordine anche tutti gli attuali iscritti geometri e periti diplomati, pero con i giusti distinguo, riservando solo a tutti i laureati le competenze maggiori e il titolo di Dottore.
Nel rispetto di tutte le professioni, comunque credo che un diplomato, anche se “promosso” dal DPR 380/01 ad un ordine superiore, non debba avere le stesse competenze professionali dei laureati, a meno che non si prevedano misure compensative idonee per colmare il divario di conoscenze.
Solo cosi tutti insieme, nella stessa barca voluta dal 380/01, si potranno raggiungere ambiziosi traguardi poiché in sede di trattative contano i numeri e questo lo sanno bene anche i rappresentati politici delle istituzioni di riferimento delle professioni, le forze sociali, le forze sindacali, i partiti politici ecc. ecc..
Naturalmente, in questa fase, solo per tutti i professionisti già abilitati e regolarmente iscritti ai rispettivi Ordini o Collegi, esattamente come è avvenuto per i laureati magistrali.
Per il futuro invece arrivare ad una nuova legge che superi il 380/01 e preveda che : a) solo i Laureati (L) possano esercitare una professione tecnica ; b) individuare un percorso di laurea uguale per tutti, con gli stessi esami fondamentali per ogni settore, edile-ambientale, industriale, elettronico ecc. al fine di evitare inutili confusioni e tentativi di delegittimazione.
Il nuovo ordine può nascere con il determinante apporto dei vertici delle professioni già esistenti, mettendo a disposizione il numero degli iscritti, il loro sapere per gestire un ordine, le sedi, l’organizzazione, la capacità di relazionarsi con le istituzioni ecc. ecc..
Bisogna prendere esempio dai laureati magistrali, che pur fare numero e avere tanti iscritti non si sono preoccupati delle singole specializzazioni o dei corsi di studi seguiti, se avevano sostenuto o no esami di scienza delle costruzioni, di tecnica delle strutture, di geotecnica ecc.ecc. , magari ne parlano privatamente, ma tutti insieme difendono tutto e tutti insieme rappresentano gli interessi degli ingegneri iscritti alla sez. A.
Questo nuovo Ordine potrebbe chiamarsi, provvisoriamente, Ordine (O.L.) degli Ingeneri – degli Architetti – dei Geometri Laureati e dei Periti Laureati, distinguendo doverosamente i laureti dai diplomati con l’aggiunta di Dottore sul timbro, come già accade per noi laureati rimasti iscritti all’Albo dei geometri e geometri laureati.
Mentre si riserverebbe ai Laureati Magistrale l’iscrizione all’Ordine Magistrale (O.M.) degli Archietti Magistrali e Ingegneri Magistrali.
L’unione fa la forza, non lasciamoci sfuggire questa importante opportunità, ma puntiamo tutti insieme uniti ad ottenere quello che ci spetta in quanto professionisti Laureati.
In questo momento delicato, epocale per le professioni, per affermare i nostri diritti, bisogna essere uniti anche di malavoglia, infondo ci ha uniti il 380/01, evitare fratture lacerazioni, fare quadrato e dare battaglia nelle sedi istituzionali, sensibilizzare e coinvolgere le forze politiche, l’opinione pubblica, le università ecc ecc. Non cadere nell’antico tranello “dividi ed impera”.
Per quanto riguarda le competenze, credo, che a noi laureati (L) dovrebbe essere precluso solo l’utilizzo di procedure e materiali innovativi sperimentali, cioè fare innovazione sperimentazione e l’insegnamento alle scuole superiori e università. Tutto il resto dovrebbe essere di competenza dei laureati, senza introdurre strani concetti come semplice o standardizzato, che porteranno sempre dubbi e confusione poiché vogliono dire tutto e niente.
Lasciando ai laureati magistrale le progettazioni innovative, la sperimentazione di nuovi materiali e nuove procedure e l’insegnamento anche alle scuole superiori e alle università, oltre al resto.
Sinceramente, sempre nel rispetto di tutti, credo che se non fosse per i numeri degli iscritti che gioca a loro favore e per i ruoli che ricoprono nei posti che contano, gli ingegneri magistrali tutta questa forza di sindacare su cosa possono o non possono fare gli altri professionisti non l’avrebbero.
Nell’interesse di tutti i laureati cerchiamo di essere uniti, purtroppo o per fortuna ci ha uniti il 380/01, e contrapponiamo TUTTI i nostri numeri, tra l’altro crescenti, a quelli dei laureati magistrali per raggiungere il obiettivo.
Con questo intervento ho solo cercato di esprimere il mio pensiero in merito alle professioni create dal 380/01, e dare spunto per ulteriori riflessioni, spero di non aver offeso nessuno, se ciò è accaduto chiedo scusa anticipatamente poiché non era questa la mia intenzione.
Saluti a tutti e buon lavoro
Dott. Luigi, Geometra Laureato.
Mi dispiace Luigi per alcune cose in parte non sono d’accordo con te. Innanzitutto si dovrebbe ripristinare nuovamente l’albo unico quello degli ingegneri fondendo insieme gli attuali sez. A e B. Dunque noi ingegneri B semmai dovremmo passare alla sez. A e non accostare invece diplomati ai laureati B come stanno tentanto di fare. Un laureato in ingegneria può iscriversi all’albo dei geometri ma un laureato in scienze geo-topografiche cartografiche può iscriversi in alternaiva all’albo dei pianificatori iunior e non a quello degli ingegneri.
In merito alle circolari rimangono tali e non legge.
In questi ultimi giorni molti hanno dimenticato e sottovalutato le sentenze a nostro favore e forse il fine delle circolari era proprio quello ed anche quello di far credere che gli B non possono progettare.
Non dimentichiamo che ciò che non è vietato per legge è consentito, che il 328/01 come stabilito dal C.D.S. NON INNOVA LE ATTIVITA’ ATTRIBUITE O RISERVATE A CISCUNA PROFESSIONE MA NE FA SOLAMENTE UNA ELENCAZIONE ESEMPLIFICATIVA DI QUELLE MAGGIORMENTE CARATTERIZZANTI. Le competenze degli ingegneri B vanno inquadrate dunque alla luce del R.D. del 1929, del dpr 328/01 COMMA 1 E 3, del codice deontologico, ed in aiuto infine dell’ultimo citato art.3 comma 4&5 del vigente MIUR 270/2004.
Sicuro di essere ingegnere e di avere le carte in regola per poter fare tutto
comunque e prurtroppo senza la specialistica oggi non si può fare la professione di ingegnere, per la politica ed i numeri sono poco fiduciuso del futuro della nostra professione, tutti dopo questi continui attachi continuano con la sepcialistica quindi saremo sempre in inferiorità numerica
nel frattempo vi consiglio di TIMBRARE E PROGETTARE SENZA ESITI tutto ciò che si è in grado di fare citando le leggi esposte.
“errata corrige”:
x Dott. Luigi Geometra Laureato.
Nell’eventuale Ordine dei laureati (O.L.) di area tecnica, i diplomati presso la scuola superiore NON deveno metterci piede!
A questo punto, anch’io che sono un ing. triennale mi faccio un corso compensativo e mi iscrivo alla sez. A degli ingegneri, partendo dal fatto che sono già laureato!
Per un geometra diplomato troppo facile&bello fare un corso compensativo per acquisire titoli e compenteze di chi invece ha DAVVERO fatto l’università.
Sai che penso?
1) Che se ad un ingegnere della sez.B settore a) si va a vietare il calcolo strutturale, cosa per quale ci si è abilitati, in proporzione al geometra diplomato non rimarrebbe altro che fare il muratore nei cantieri
2) Io sono per la formazione del C.N.I.T. consiglio nazionale ingegneri triennali. Non mi va di confondermi con i geometri sia pur laureati. La laurea (L) in ingegneria ha un peso maggiore di quella che tu hai preso….basta vedere il PIANO DI STUDIO!
3) Se tolgono la scena a noi laureati , i diplomati devono scomparire dalla faccia della terra.
Saluti
Dott.Ing.Jr N.P.
x Dott. Luigi Geometra Laureato.
Nell’eventuale Ordine dei laureati di area tecnica i diplomati presso la scuola superiore NON deveno metterci piede!
A questo punto, anch’io che sono un ing. triennale mi faccio un corso compensativo e mi iscrivo alla sez. A degli ingegneri, partendo dal fatto che sono già laureato.
Per un geometra troppo facile e bello fare un corso compensativo per acquisire titoli e compenteze di chi invece ha DAVVERO fatto l’università.
Sai che penso?
Che se ad un ingegnere della sez.B si va a vietare il calcolo strutturale, cosa per quale ci si è abilitati, in proporzione al geometra non rimmarrebbe altro che fare il muratore nei cantieri.
Se tolgono a noi la scena laureati, i diplomati devono scomparire.
Dott.Ing. Jr N.P.
BENE ELENA ZUINA ALLORA COORDINIAMOCI!! SONO DISPOSTO A PAGARE LA TUA PARCELLA E QUELLA DI CHIUNQUE LAVORERA’ PER LO SCOPO ALMENO PERO’ PORTEREMO AVANTI UNA LOTTA E DIMOSTREREMO DI NON ESSERE ALLA MERCE’ DEL CNI!!!!……RAGAZZI DIAMOCI DA FARE!!!!
@Bruno.
Rappresentanza 15 a 1…? Non è assolutamente vero questo.
E’ in percentuale al numero di iscritti alle due sezioni.
Se ci fosse 50 e 50 tra A e B…il consiglio sarebbe 7 (A) – 7 (B) e il presidente A
forse al posto di farci intimidire in questo modo è anche ora che si continui a lavorare e a firmare tranquillamente progetti … ! i pareri di CNI e CNLP non contano … sono solo pareri … e se noi ci fermiamo diamo ragione a questi pareri del tutto impropriati e fondati su modi di pensare assurdi e senza basi.
CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI
MONDIALI DI NUOTO 2009
……..Gli indagati sono ora una trentina: oltre a Rinaldi sono sotto inchiesta i presidenti e responsabili legali dei circoli oggetto oggi di sequestro. La procura sta indagando, oltre sulle presunte violazioni edilizie contestate oggi, anche su presunti abusi commessi all’epoca della gestione dall’ex Commissario di «Roma 2009», Angelo Balducci, attualmente presidente del Consiglio superiore del lavori pubblici per quanto riguarda la vicenda del «Salaria Sport Village» di Settebagni in cui sono state realizzate, e sequestrate, opere di ampliamento per 160 mila metri cubi con piscine e foresterie….
Sicuramente sarà stato un qualche ingegnere iunior
Ma sarà mica lo stesso ing. Balducci sez A iscritto a Roma???
Visti tutti i pareri rilasciati da vari organismi come CNI, CSLP ecc. sulla progettazione antisismica relativa alla nostra professione.
Propongo di fare ufficialmente un parere sulla progettazione in zona sismica degli ingegneri triennali iscritti alla sez. B, da controfirmare.
Il parere di risposta a quello del CNI sarà pubblicato su questo Web Log per il tempo necessario al suo perfezionamento , tutti i colleghi potranno effettuare commenti e modifiche per arrivare a un parere unico condiviso da tutti. Dopodiché il parere verrà firmato da tutti i colleghi disposti a condividerlo tramite una lettera di accettazione firmata, vorranno indicati nome cognome e albo di appartenenza, verrà pubblicato su questo sito e spedito per conoscenza al CNI e a tutti gli ordini provinciali, con la richiesta di approvarlo in consiglio.
Chi è disposto a stendere una bozza di parere, potrà inviarmela all’indirizzo info@ingegnereiunior.it
Attendo adesioni alla proposta.
Ingegnere iunior mi sembra una ottima idea
inazzitutto come già esposto nel Fax bisogna indicare tutte le sentenze a nostro favore,congiuntamente al parere della consulta giuridica della regione calabria e tutte le leggi a nostro favore come il fatto che ciò che non viene espressamente vietato è consentito. Inoltre sarà oppurtuno far notare e sottolineare come gli ingegneri v.o. informatici, elettronici, ecc. eseguono qualsiasi tipo di calcolo strutturale senza limitazioni. Che applicare la normativa significa rifarsi a regole aggiornate ma ben definite quindi stendard. Paragonare ed ampliare il concetto di semplice paragonandolo con le megastrutture e grandi ponti realizzati in tutto il mondo.
In seguito sarà fortemente opportuno ricordare che gli iscritti alla sez. B sono abilitati alla Professione di INGEGNERE,
va sottolineato che il DPR 328/01 non innova le attività attribuite in via esclusiva o meno a ciascuna professione, così come previsto dall’art. 1 , che identifica il campo di applicazione del decreto, ed in particolare il comma 2 che recita “Le norme contenute nel presente regolamento non modificano l’ambito stabilito dalla normativa vigente in ordine alle attività attribuite o riservate, in via esclusiva o meno, a ciascuna professione”.
Ciò significa che, come da cds, nel DPR 328 “sono state individuate a titolo esemplificativo e NON TASSATIVO, le attività maggiormente caratterizzanti la professione”.
Le competenze degli ingegneri B vanno inquadrate dunque alla luce del R.D. del 1925, del dpr 328/01 COMMA 1( importante il comma 1 che si riferisce alla professione di ingegnere A e B) E 3, del codice deontologico, ed in aiuto infine dell’ultimo citato art.3 comma 4&5 del vigente MIUR 270/2004. per le competenze di ambedue le sezioni ci si deve effettivamente anche riferirsi alla normativa vigente ossia al R.D. 23 ottobre 1925, n. 2537.
Inoltre proporre al CNI di chiedere al governo di ripristanare l’albo unico unendo e fondendo insieme attuali iscritti alla sez. B e sez. A,. Nel frattempo effettuare dei corsi organizzati dagli ordini su pagamento di una quota specifici di approfondimento sui temi strutturali che abbiano una valenza positiva per poter così progettare senza problemi in zona sismica.
Ma nessuno di voi ha mai pensato di proseguire gli studi con la magistrale e rifare l’esame di stato per la sezione A??
Firmato: un ingegnere triennale quarantenne, con lavoro, famiglia, 2 figli ecc ………………….
PS: forse varrebbe la pena di pensarci ……..
Egregio Collega,
probabilmente , tanti altri hanno incontrato le tue stesse difficoltà….
La categoria degli ingegneri è quella di gente che ha affrontato degli studi seri ed impegnativi. Le teorie che si applicano nella progettazione sono quelle che costituiscono le basi culturali del professionista, arricchite dalla conoscenza della normativa tecnica e dall’esperienza. Chi progetta, se ne assume appieno le responsabilità. Gli ingegneri del vecchio ordinamento hanno affrontato un corso di studi completo, che fornisce loro le basi per operare in tutti i settori.
Questa, la mia opinione.
L’ ingegnere sez B settore a ha affrontato un corso di studi completo, che fornisce le basi per operare nel proprio settore, ossia il settore a, nonostante gli siano stati imposti dei limiti per le strutture standardizzate.
Allora che ci lascino la progettazione in zona sismica!!!
Questa è la mia opinione… con tutto il rispetto per i V.O.
gli studi seri ed impegnativi gli abbiamo affrontato anche noi e con lo stesso numero di esami anche se rimodulati nell’essenziale ed in tre anni. Non vedo tutte queste conoscenze complete e approfondote negli ingegneri v.o. in particolare in quelli che operano in settori diversi da quelle della propria specializzazione. E’ innegabile che un ingegnere informatico, chimico ecc. v.o. ne sappia, tanto ma proprio tanto di meno, di un civile triennale nel proprio campo specifico civile-ambientale a parità di esperienza appena laureati.
Inoltre se anche fosse vero quello che affermi, noi non vogliamo lavorare in tutti i settori come i v.o. ma pretendiamo di lavorare tranquillamente solo nel nostro specifico di competenza e credo che il nostro corso di studi sia più che completo per operare soltanto nel proprio specifico settore senza alcuna limitazione.
Questa è la mia opinione !
Ancora danno la possibilità a chi si laurea con il V.O. di accedere a tutti i settori dell’albo.
La classe dei baroni avanza a ritmo elevato e noi figli del DPR 328 retrocediamo a ritmi altrettanto elevati…..
Qui si viaggia a senso unico…….
L’italia è il paese delle banane e noi siamo solo gli attori della nostra sconfitta…..
VERGOGNA!!!!!
Addio gente, anche in questo blog stiamo perdendo del tempo e non perchè non lo considero un’ottima vetrina dove scambiarsi opinioni, informazioni amarezze etc. etc..anzi al contrario, ma rimane solo una vetrina dove è impossibile intraprendere azioni, proposte concrete con personaggi, che utilizzano nickname più o meno vari a cominciare da me. Non abbiamo un organismo riconosciuto a livello nazionale che ci rappresenta e si faccia portavoce delle nostre osservazioni, azioni, grida, lamentele. Nulla abbiamo da pretendere, siamo una noce dentro un sacco che non fa rumore, e i vari pareri rilasciati in barba alle sentenze a nostro favore, ne sono la dimostrazione.
Convinto che ogniuno di noi ha le Palle piene di questa orrenda e folle situazione, vi saluto e vi auguro un grosso in bocca al lupo per il vostro futuro.
Ing. Carlo B.
http://www.tuttoingegnere.it/web/ITA/NewsInHP/links-da-i/sami-di-stato.pdf
NOI SIAMO L’UNICO CASO AL MONDO IN CUI GLI ORGANI CHE DOVREBBERO RAPPRESENTARCI CI DANNO ADDOSSO E COME SE I SINDACATI REMASSERO CONTRO I LAVORATORI IN QUEL CASO CI SAREBBE UNA SOMMOSSA NOI INVECE NON TRANQUILLI E SERENI ASPETTIAMO LA FINE, TANTO ORMAI TUTTO E’ DECISO, MI DISPIACE ESSERE ANDATO ALL’UNIVERITA’ E AVER PERSO 7 ANNI DELLA MIA VITA, POTEVO RIMANERE GEOMETRA ALMENO NON AVEVO NESSUN TIPO DI VINCOLO. SECONDO ME ARRIVATI A QUESTO PUNTO CONVIENE ISCRIVERSI AL COLLEGIO DEI GEOMETRI DELLA MIA PROVINCIA ALMENO SONO TUTELATO.
Visto che secondo il CNI, e altri, siamo quasi uguali ai geometri vagli a farti spiegare perché ti sono serviti 7 anni di vita per laurearti?
Voglio solo dire che la tua è la chiara dimostrazione che per prendere la laurea triennale è necessario farsi un mazzo così.
Se poi il titolo di Geometra o Perito si prende così: http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_16/scuole-gela-diplomi-falsi_596b8dd8-ba26-11de-9645-00144f02aabc.shtml
Allora non serve studiare neanche i 5 anni prima.
date uno sguardo a questa lettera in merito alle NTC 2008
http://www.cgmo.it/3_attivi/3_1/sismica_dispense/lettera_cuoghi_2008.htm
Cari colleghi,
mi sembra che in alcuni commenti ci sia la tendenza a mescolare problemi diversi, cerchero’ di dare il mio contributo anche in virtu’ di un punto di vista privilegiato. Sono un ingegnere civile strutturista laureatomi col V.O. ma continuo a svolgere attivita’ di ricerca universitaria. Ritengo il mio punto di vista come privilegiato in quanto provengo da una famiglia di ingegneri civili (quindi credo di conoscere alcune dinamiche “storiche”), sono stato tra gli ultimi laureati quinquennali e, nella mia attivita’ didattica di ingegneri triennali ne incontro molti. Premetto che mi sento solidale con i triennali per una normativa che reputo sbagliata ed un ordinamento che e’ addirittura deleterio per l’intera categoria.
Anzitutto iniziamo col distinguere problemi di natura diversa. Il problema di ingegneri elettronici che firmano progetti civili e’ vecchissimo, e gia’ mio padre se ne lamentava. Dipende dal fatto che, nei tempi andati, alcune materie, tipo scienza e tecnica delle costruzioni, erano comuni a tutte le lauree, pertanto davano effettivamente le conoscenze ritenute sufficienti per la progettazione. Il problema e’ che in 30 anni l’ingegneria si e’ evoluta e la normativa no, quindi, sebbene da anni si parlasse di una riforma degli ordini per dividere le competenze, abbiamo dovuto attendere fino alla riforma necessaria per inserire le lauree triennali che non poteva essere prorogata. La laurea triennale non e’ stata la causa della divisione degli albi, ma solo la scintilla. Poi, siccome una legge non e’ retroattiva, non era possibile ledere le “prerogative acquisite” di chi poteva progettare in ogni ramo. Pero’ non crediate che sia un esame a fare la differenza: quando l’ordinamento era davvero “vecchio”, vi garantisco che un ingegnere era in grado veramente di adattarsi a qualsiasi campo, e conosco ingegneri non civili neanche tanto anziani, piu’ bravi di me che sono strutturista.
Discorso diverso, invece, le prerogative specifiche del triennale, qualunque sia il suo campo. Ho avuto una lunga esperienza di studio e lavoro negli USA dove c’e’ un sistema simile al 3 + 2. Di fatto, i laureati triennali non sono professionisti, ma tecnici (infatti non godono nemmeno del titolo di dottore) e si limitano all’assistenza a chi invece ha proseguito gli studi. Il loro ruolo e’ la soluzione di problemi specifici sotto la supervisione e la responsabilita’ di professionisti con un rapporto piramidale. In Italia mancava proprio la figura del tecnico – non professionista (non pensiamo tanto al ramo civile, ma ai lavoratori in azienda) e si decise di introdurre la figura del diplomato. La strategia non ha avuto successo perche’ sembrava quasi una vergogna fermarsi al diploma, quando all’estero i laureati triennali sono molti di piu’ di quelli specialistici, quindi credo che i vari governi abbiano trovato un escamotage: costringere tutti a prendere il diploma e consentire solo ad alcuni (de iure o de facto) di proseguire. In se il ragionamento e’ lo stesso applicato negli USA, purtroppo lo stato anzitutto non ha saputo dare una preparazione organica (ovvero, le lauree triennali sono le vecchie quinquennali molto piu’ compatte quindi costringono gli studenti ad un superlavoro e ne risente l’apprendimento perche’ non si ha il tempo di maturare quello che si studia) e non ed in secondo luogo non ha saputo regolamentare il dopo.
Allora, e’ un thread di ingegneri e dovremmo essere famosi per il pragmatismo e mi vengono in mente due cose da dirvi. Anzitutto vi consiglio: non limitatevi al vostro guscio. Forse da noi il problema e’ piu’ sentito data la vocazione alla libera professione, ma e’ un problema di tutti I triennali (mia sorella, psicologa, si lamenta che, senza la specialistica, puo’ solo portare la borsa ai quinquennali), quindi la mobilitazione deve essere ampia. Non serve mettere una pezza agli ingegneri civili, serve la ridefinizione del ruolo del laureato triennale in toto. Lamobilitazione interna ad un solo ordine deve estendersi a tutti gli ordini professionali ed anche a quelle discipline che non hanno un albo.
Seconda linea: volendo rimanere pragmatici, e’ inutile nascondersi che per cambiare le cose serve la volonta’ politica ed I triennali non hanno un grande “peso” elettorale. Anche contando tutti I laureati del NO (quindi senza contare chi ha preso anche la specialistica), il numero e’ molto minoritario. Il ministero sta reintroducendo la laurea quinquennale a ciclo unico, quindi non c’e’ piu’ la volonta’ di avere la figura del tecnico, ed in piu’, nel corso degli anni, vi troverete ingegneri quinquennali piu’ giovani ai quali converra’ osteggiare una regolamentazione della triennale, a differenza dei “vecchi” (tenete presente che ad un ingegnere affermato, preoccupa poco l’eventuale concorrenza dei triennali). Ed in ogni caso, le battaglie politiche in Italia durano anni ed hanno esito incerto. Siccome credo che ciascuno di voi abbia come obiettivo il lavoro retribuito, sia esso autonomo o meno, vi consiglio di pensare seriamente al prosieguo con una specialistica, magari presa lavorando part-time, ferma restando la battaglia per il riconoscimento del sacrosanto diritto di avere un ruolo professionale.
In bocca al lupo
S
perche’??????????????????????????????
Quindi, rispetto a quanto previsto per gli ingegneri, gli ingegneri
iuniores non possono svolgere le attività di pianificazione, sviluppo, stima,
collaudo, gestione e valutazione di impatto ambientale, che, anche se
svolte con metodologie non innovative, restano di competenza esclusiva
degli ingegneri civili e ambientali.
Inoltre, anche le attività sopracitate
La sola associazione che si sta adoperando in questi giorni è il CUP3. Il sindinar3 purtroppo non fa nulla in merito e si può dire che la sua costituzione è stata un buco nell’acqua. All’interno del CNI purtroppo non ci danno spazio, non hanno mai portato avanti un gruppo di studio sulle competenze per la sez. B, non hanno mai voluto dare in mano ai colleghi iscritti alla sez. B il compito di risolversi i problemi, ma invece danno pareri contro, senza informare i diretti interessati. Il povero nostro consigliere al CNI c’è la sta mettendo tutta ma è dura. Il ruolo dell’APE potrebbe essere quello di inviare lettere di protesta in nome della associazione. Sentiti con Enzo Bocassini e cerca di lavorare in sintonia con lui è l’unica cosa da fare. Grazie