Alla celebrazione degli 80 anni della nascita delle professioni di Geometra, Perito Agrario e Perito Industriale, nella quale era stato invitato anche il presidente del CNI, Stefanelli, si è appreso che lo stesso ha sciolto le riserve sulla nascita dell’Albo Unico, indicando come unico problema quello delle competenze, sciolto questo nodo la nascita del presunto Albo sarebbe stata appoggiata anche dagli Ingegneri. Lo si apprende dalla rassegna stampa allegata:
Giorni prima c’era stata anche l’improvvisa uscita dal CUP delle professioni di Geologi, Forestali, Agranomi, Ingegneri, Geologi, Chimici, Periti industriali, Periti agrari e Geometri.
E’ da ricordare che le idee del CNI e dello stesso Stefanelli fino a qualche tempo prima erano ben diverse, infatti lui dichiarava sul periodico l’Ingegnere consegnato a tutti gli iscritti che non avrebbe appoggiato l’Albo unico invitando tutti i triennali a ribellarsi a tale ipotesi, vedi:
http://ingegnereiunior.wordpress.com/2009/06/03/albo-unico-no-grazie/
Il 15 Luglio si apprende che il CNI con lo stesso Stefanelli ha imposto altri paletti e questa volta ben precisi al fine di dare il consenso alla formazione dell’Albo unico, primo di tutti la denominazione del nuovo albo, chiarendo che la denominazione proposta ” Albo dei tecnici laureati per l’Ingegneria” creerebbe confusione e sconfinamento in area riservata alla esclusiva competenza dei “veri” ingegneri italiani”, chiedendo quindi di rivedere l’uso improrio della parola ingegneria, secondo la divisione dei percorsi formativi universitari che rendono obbligatoria l’appartenenza degli ingegneri triennali all’albo degli ingegneri, terzo l’articolazione in due livelli professionali- diploma tecnico e laurea quinquennale – richiesti dal mercato e quarto la definizione rigorosa e puntuali dei limiti di competenza. Il chiarimento tra le professioni anche in riferimento ai paletti imposti dal CNI ci doveva essere il 16 Luglio scorso ma da informazioni assunte pare che l’incontro ufficiale non ci sia stato e che lo stesso sia stato rimandato a data da destinarsi. Vedi l’articolo allegato:
Dopo alcuni giorni il settimanale “Il Mondo” ci svela i trucchi e i segreti dietro l’uscita dal CUP delle professioni tecniche tra cui anche quella degli Ingegneri e il motivo della presunta apertura alla costituzione dell’Albo Unico da parte del CNI. Sembra ci sia stato un accordo politico nel quale le tre professioni (Geometri, Periti industriali e agrari) avrebbero promesso voti a Sergio Polese (rappresentate degli Ingegneri al CUP e ex vice presidente del CNI), in cambio di una linea piu morbida verso l’Albo Unico da parte del CNI, così con sorpresa il 2 Luglio, Stefanelli, aveva dato il suo assenso all’Albo Unico, per poi mettere paletti successivamente prima dell’incontro “riservato” con Jogna (presidente dei Periti Industriali) del 16 Luglio scorso. Vedi l’articolo de “Il Mondo”:
Rancori e segreti nella spaccatura del CUP – Il Mondo
Al momento non si hanno altre notizie in merito alla posizione del CNI nei confronti dell’Albo Unico, ciò che ci stupisce sono gli accordi segreti che il CNI architetta alle spalle degli ingegneri triennali, senza tenere in considerazione la posizione ufficiale degli Ingegneri triennali e senza farsi scrupoli sul futuro di migliai di giovani che la professione la esercitano senza trucchi e segreti ma con competenza, professionalità e chirezza.
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Credo che per fare un po (ma solo un poco) di chiarezza sulle intenzioni del CNI dobbiamo leggere la proposta di legge presentata all’assemblea a Pescara.
Chi ti ha dato la notizia? Dici al congresso degli ingegneri che si sta tenendo a Pescara?
La notizia è sul sole 24 ore di Roma e su italia oggi (che ti ho inviato). Si, scusa, mi riferivo al congresso.
Tratto dal sito “Mondoprofessionisti”:
L’Assemblea dei Presidenti del Cni approva la proposta di legge per la riforma della professione
Approvato dall’Assemblea dei Presidenti provinciali del CNI il disegno di legge-delega per la riforma dell’ordinamento della professione di ingegnere, preparato dal Centro Studi CNI e illustrato ieri a Pescara dal consigliere del CNI, Romeo La Pietra nel primo giorno del 54° Congresso nazionale degli Ingegneri. Con votazione all’unanimità viene dato mandato al CNI di inoltrare al Ministero di Giustizia il testo della proposta di legge di riforma. Elemento di grande rilevanza nel testo di proposta di legge è la conformità del compenso che assume il valore di una presunzione di qualità della prestazione Sostanzialmente per la dibattuta tematica delle tariffe minime se il compenso rispetta il tariffario scatta la presunzione del rispetto degli standard di qualità. Viceversa se viene violata tale corrispondenza è presupposto di accertamento da parte dell’Ordine, fatta salva una deroga fino al 20%, a disposizione dell’ingegnere. Un altro rilevante punto di novità della proposta di riforma è la costituzione ed il riconoscimento delle federazioni regionali degli Ordini territoriali che, insieme al CNI, ridisegneranno con un organigramma a tre livelli l’intera struttura della rappresentanza professionale degli ingegneri. “In questa proposta di legge-delega – ha sottolineato nella sua presentazione La Pietra – abbiamo anche stabilito che oltre all’Ordine, è possibile con apposito accreditamento del CNI avallare corsi di aggiornamento professionale continuo, espletati da università e associazioni specializzate. Di rilievo, infine, l’inserimento dell’obbligatorietà del cosiddetto ‘disciplinare d’incarico’ per tutti i tipi di prestazione professionale che, negli auspici del CNI, eleverà ancor di più la qualità delle prestazioni stesse.”
Da quel che leggo il CNI non scrive nulla di significativo sull’Albo unico. COnfermate?
Mi fate anche qualche ocmmento su Stefanelli?
Vi sembra un Presidente degno e giusto che possa avere una carica pubblica?
Quanto volete continuare con gente del genere o deve proprio saltare tutto il sistema italiota e mafioso per far cambiare anche queste rappresentanze professionali?
Ciao Francesco, da quel poco che so ti confermo, e inoltre, su un articolo del sole 24 ore del 23/07/2009 si dice espressamente che nella proposte di legge del CNI l’albo resta articolato in sezioni e settori.
Ciao ragazzi.Sul sito del cni leggevo di un articolo circa l’abolizione del valore legale del titolo di studio. Ne sapete qualcosa?E’ un articolo fatto ad aprile. Ci manca solo che ci cacciano il titolo di dottore..
Ingegnereiunior ci sono novità? Ancora con l’idea di fare l’albo dei tecnici sono?tienici informato.Grazie
Guardate ma soprattutto ascoltate ciò che ha detto STEFANELLI…sulla riforma degli ordini professionali
http://www.segniesuoni.net/cni/component/option,com_seyret/Itemid,58/catid,5/
vi consiglio, inoltre, di leggere l’articolo (italia Oggi del 24/07) sull’impegno strappato a Stefanelli circa la revisione delle competenze in zona sismica. Speriamo…
Se siamo arrivati a questo punto…e si farà il tanto famigerato albo unico…tanto vale abolire il corso di laurea triennale in ingegneria.
Che senso ha…conseguire un titolo di studio in ingegneria se poi…non si è iscritti all’ordine degli ingegneri?
Tanto vale distinguere i corsi di laurea. Quinquennale…si diventa ingegneri.
Triennali si diventa tecnici.
Va benissimo…però chi ha un titolo di ingegnere triennale…dovrebbe avere la possibilità in via transitoria di sceglierea che albo iscriversi.
Vogliono cambiare i corsi di studio? Bene…chi studierà 5 anni farà un percorso ingegneristico. Triennale…tecnico-pratico.
Prima però cambino i corsi di studio del triennale.
Sei piuttosto illuso.
se non conti con 5000 inscritti, pensi che i tuoi diritti saranno tutelati di più un domani quando rappresenterai una percentuale infima degli iscritti all’albo?
Da EDILPORTALE del 27/07/2009
Ingegneri: dal Cni una proposta di riforma della professione
Tariffe minime collegate a standard qualitativi delle prestazioni, ribasso massimo del 20%
di Rossella Calabrese
Ingegneri: dal Cni una proposta di riforma della professione
27/07/2009 – Si è concluso venerdì 24 luglio a Pescara, il 54° Congresso nazionale degli ordini degli Ingegneri. Ampio spazio è stato dedicato al sisma del 6 aprile in Abruzzo, in linea con il tema di quest’anno: il ruolo degli ingegneri per la sicurezza e lo sviluppo del Paese.
Nella riunione dei Presidenti degli Ordini locali, è stata approvata una proposta di legge di riforma dell’ordinamento della professione di ingegnere, una “piattaforma” su cui basare il confronto con il Ministero della Giustizia e che – auspicano gli ingegneri – avvii in tempi brevi il processo per la definizione del nuovo quadro normativo delle professioni tecniche.
Tema rilevante della proposta (art. 10), è quello delle tariffe professionali, la cui inderogabilità è stata abolita dal decreto Bersani (DL 223/2006 convertito nella Legge 248/2006) e che sono state oggetto di una recente indagine conoscitiva dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato sui codici deontologici di alcune professioni, tra cui quella di ingegnere, dalla quale è emersa la “resistenza” della maggior parte degli Ordini ai principi di liberalizzazione (leggi tutto).
Di conseguenza, per conciliare il principio comunitario della concorrenza e quello della qualità della prestazione, gli ingegneri propongono di applicare ai servizi professionali una prassi ormai invalsa nel settore dei lavori pubblici – quella di una ribassabilità massima del 20% – con un meccanismo che collega le tariffe all’individuazione di standard qualitativi minimi delle prestazioni. Attenendosi al primo comma dell’art. 2233 del Codice civile secondo cui il compenso è liberamente determinato dalle parti, la proposta prevede che tale libera determinazione sia subordinata al raggiungimento di “standard qualitativi” minimi, definiti dagli Ordini. La violazione dei compensi predeterminati attraverso le tariffe non configura un’automatica violazione della norma sulla qualità progettuale, ma fa scattare un accertamento da parte dell’Ordine territoriale.
L’art. 3 propone l’istituzione di un “ordinamento di categoria” che contenga, tra le altre cose:
- la definizione di standard minimi prestazionali richiesti per l’esercizio della professione, idonei a salvaguardare la qualità della prestazione, la sicurezza e l’affidamento dei cittadini;
- la possibilità di riconoscere un’indennità ai membri del Consiglio nazionale e del Consiglio dell’Ordine per la durata del loro mandato;
- la previsione dell’obbligo dell’aggiornamento professionale continuo degli iscritti agli Ordini;
- la previsione dell’obbligo di svolgere un periodo di tirocinio, propedeutico all’esame di Stato, non superiore a due anni e il riconoscimento del diritto all’equo compenso dei tirocinanti;
- la previsione che almeno la metà dei componenti delle commissioni giudicatrici dell’esame di Stato, tra cui il presidente, appartenga all’Ordine territoriale della sede in cui si svolge l’esame;
- l’istituzione, per ciascuna Sezione dell’Albo, di Settori distinti in relazione al diverso grado di capacità e competenza acquisita mediante lo specifico percorso formativo;
- l’istituzione delle Federazione regionali degli Ordini territoriali.
L’art. 8 introduce il dovere, per gli iscritti all’Ordine degli ingegneri, di provvedere al proprio costante aggiornamento professionale, secondo criteri stabiliti dall’ordinamento di categoria. I corsi possono essere organizzati degli Ordini territoriali, o da Università, amministrazioni pubbliche, associazioni ed altri soggetti privati convenzionati con gli Ordini o accreditati dal Consiglio nazionale.
Gli incarichi assunti e le peculiari prestazioni svolte dagli iscritti, possono essere riconosciute ai fini del rispetto dell’obbligo di aggiornamento continuo.
L’art. 9 propone che il contratto relativo alle prestazioni professionali venga formalizzato in un “disciplinare d’incarico professionale”
La progettazione è opera d’ingegno ed è soggetta alla tutela civile e penale prevista dalla normativa sul diritto d’autore (art. 12). È consentita la pubblicità informativa, ma non quella comparativa e negativa (art. 13). L’esercizio della libera professione per gli ingegneri abilitati ed iscritti all’Albo è incompatibile con la prestazione di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, con rapporto di lavoro part-time superiore al 50% (art. 14).
L’art 15 prevede che il professionista si iscriva all’albo del luogo della propria residenza. L’Ordine professionale è composto dal Consiglio nazionale e dagli Ordini territoriali (art. 16). Gli Ordini territoriali non regionali costituiscono in la “Federazione regionale degli Ordini degli ingegneri”, alla quale sono conferiti i compiti di rappresentanza degli Ordini territoriali componenti presso l’Amministrazione regionale (art. 17).
Il Consiglio di disciplina – organismo indipendente, composto da membri di comprovata esperienza – decide sui procedimenti disciplinari avviati dal Consiglio dell’Ordine territoriale, ha competenza regionale e sede presso il capoluogo di Regione (art. 19). Il Consiglio nazionale degli ingegneri rappresenta la categoria professionale degli ingegneri; determina gli standard qualitativi delle prestazioni professionali e predispone le proposte di tariffa; accredita i corsi per l’aggiornamento continuo degli iscritti all’albo e prevede un sistema di valutazione degli stessi (art. 20).
È consentito costituire Società tra professionisti, anche per l’esercizio di più attività professionali (art. 23). Incorre in un illecito disciplinare chi non rispetta le leggi e il codice deontologico, assume comportamenti contrari al decoro ed alla dignità della professione, non rispetta l’obbligo dell’aggiornamento professionale continuo (art. 26). Queste violazioni comportano sanzioni che vanno dall’avvertimento alla radiazione dall’albo.
parlano solo di soldi! Ma dove sono le proteste annunciate sul sito! Di che parliamo! Gossip!
Le proteste sono arrivate, leggi l’articolo sulla home page.
Siamo una nave alla deriva e malgrado lo sforzo immane che stiamo facendo e lo spazio conquistato anche nel settore pubblico, il CNI ci contrasterà ancora duramente e malgrado il sacrosanto discorso sui diritti, loro sono troppo importanti a livello politico.
Ora il CNI si avvia a fare ricorso contro gli albi dei certificatori, parlando di competenze esclusive degli ingegneri. Siete sicuri che comprenda anche noi la cosa? Io ormai mi aspetto un attacco anche su quel fronte e badate bene che molti colleghi lavorano nel settore delle certificazioni anche a servizio dei notai. Inoltre in diversi comuni stanno controllando le pratiche redatte da nostri colleghi e relative ad impianti fotovoltaici e stanno contestando la “semplicità” progettuale. Stiamo perdendo terreno e in sempre più numerosi stanno scegliendo di continuare o di associarsi ai quinquennali.
Io sono convinto ora più che mai, che l’unica strada sia la riforma universitaria che ci porti al doppio percorso, separato e a ciclo unico, triennale e e quinquennale, dove ci si laureerà al triennio in corsi tipologici come “Produzioni e costruzioni edili” ovvero “Tecnologia impiantistica” e di otterrà il titolo di dottore in…e non di ingegnere. A seguito l’Albo unico annovererà tra le fila anche questi laureati triennali che saranno il futuro professionale dei periti e geometri e successivamente misure compensative come esami fondamentali, affiancamento e recupero crediti anche a mezzo di corsi organizzati in twin tra università e ordini, consentiranno la nostra inclusione nella sezione A di pertinenza. Ormai questa guerra sta sfinendo anche i committenti che sono sfiduciati e preferiscono rivolgersi ad altre categorie professionali e paradossalmente sta portando in tutte le sedi i nostri formatori, i docenti universitari, a suggerirci di continuare per avere un futuro. Abbracciamo questa idea di percorrere la strada a fianco del CNI. Penso sarà la soluzione ideale per tutti, anche per i nuovi triennali che liberamente si iscriveranni ai nuovi corsi, sapendo dal principio nel dettaglio la destinazione.
christian ho letto attentamente il tuo post.
io credo sempre nella figura dell’ingegnere di 1 livello… in europa coesiste tranquillamente.. perche in italia no?
Perchè siamo in Italia, dove da sempre vige il classismo a tutti i livelli.
volevo aggiungere. Io lavoro per una grande azienda nel settore elettrico.
Non capisco perche un impianto fotovoltaico dovrebbe essere considerato di difficolta’ elevata.
Qui in azienda ci sono grossi impianti di alimentazione ( anche 1,5 MW ) progettati e fermati da periti liberi prof.
QUindi mi sembra tutto cosi strano
Il tuo discorso fila Gianluca perfettamente, salvo cozzare contro il muro della baronia e della massoneria che ci vuole parificare ai geometri e periti.
L’albo unico…se si farà…includerà la parola ingegneria.
I geometri e i periti…vogliono nobilitarsi di questo titolo.
Altrimenti…che scopo avrebbero includere gli ingegneri triennali?
Gli ingegneri quinquennali invece vogliono evitare che la parola ingegneria…sconfini con i diplomati.
Il CNI cerca solamente di fare una cosa…disfarsi dei triennali ed allo stesso tempo fare in modo che la parola ingegneria resti solo di loro competenza.
La parola ingegnere non è solo un titolo professionale…ma un marchio pubblicitario.
Un perito industriale…può diventare un tecnico per l’ingegneria.
Per gli addetti ai lavori si capisce la distinzione.
Per un cliente invece…è facile confondere tecnico per l’ingegneria con ingegnere.
Sulla rassegna stampa del CNI del 30 luglio ci sono 3 articoli sull’Albo unico dei Tecnici di cui è stata presentata formalmente proposta di legge al ministro Alfano.
Spero che non si pretendano di farsi chiamare ingegneri tecnci ma abbiano il buon senso di fare come come i ragionieri quando sono confluiti nell’ordine unico dei commercialisti e degli esperti contabili.
Pertanto quest’albo unico lo vedrei come ALBO DEGLI ESPERTI TECNICI.
Inoltre sembra che la proposta di legge voglia sopprimere il dpr 328 acquisendo i laureati trennali attuali e nuovi in quest’ordine, eliminando le sez. B. Attenzione che pero’ non si fa’ riferimento a noi attuali ingegneri iscritit alle sez. B che non penso possiamo essere travasati nel nuovo ordine in quanto per esso le modalità di accesso nel progetto di legge prevedono l’acquisizione degli attuali diplomati iscritti e dei laureati che dovranno sostenere un esame di stato ancora da definire.
Pertantro Stefanelli si rassegni al tentativo di sbatterci fuori e cominci a rendere concrete le famose misure compensative per transitare nella sez. A.
A settembre ho l’ultime due prove dell’esame di stato per l’ammisione all’albo B,. Da quello che leggo se passo ho qualche speranza, altrimenti resto fregato e mi tocca essere declassato a geometra nel senso che non potrò presentare neanche il progetto di una semplice palazzina a 4 piani+interrato a pianta rettangolare!!!!
Non capisco, allora perché a tecnica delle costruzioni mi hanno fatto progettare la struttura di un ospedale con pianta (non tanto regolare) 32×18m alto 6 piani più interrato, visto che non posso progettare strutture suscettibili di affolamento?
Perché ho studiato ingegneria sismica con tutte quelle equazioni differenziali?
Perché devo essere paragonato ad un diplomato che al limite sa risolvere una equazione di 2°ordine, oppure solo le semplici strutture isostatica?
Perché ho studiato il calcolo differenziale per poi piegarmi sui libri a studiare meccanica delle strutture + scienza delle costruzioni per imparare ad analizzare lo stato tensionale degli elementi costruttivi?
Non posso credere che un geometra sia in grado di farlo.
Quindi alla luce di tutti questi fatti e visto che sono peridto industriale corso Ambra, ovvero elettronico+elettrotecnico, posso ritenermi competente nello studio di reti elettriche e componenti elettronici a livello ingegneristico!!!!
Ho studiato e lavorato contemporaneamente, tutto nel settore della progettazione civile. Nella mia piccola realtà vedo che i geometri fanno tutto, hanno tutto in mano loro. Progettano lottizzazioni di case e/o capannoni industriali su aree molto vaste, poi visto che non posso depositare i progetti strutturali, chiamano un ingegnere e si fanno firmare e depositare i progetti da lui.
Conosco un ingegnere del ‘49 che è laureato in ingegneria elettrotecnica, attualmente è iscritto all’albo nella sezione A in tutte le categorie. Il suo lavoro consiste nel girare per gli uffici dei geometri a timbrare le pratiche (non progetta nulla, firma e basta), poi presenta il conto.
Vi sembra normale?
Quindi l’albo unico serve ai geometri per liberarsi dalle catene del timbro e poter finalemte depositare i progetti strutturali. Al CNI lo hanno capito bene e sanno che se i geometri verranno abilitati al deposito di progetti diventeranno i veri padroni del settore della progettazione.
Un geometra finisce il suo percorso di studi a 19anni e quando arriva a 30 ha già i suoi clienti e 11 anno di esperienza di lavoro.
Poi mi sono schiesto come: come fanno ad avere tanto lavoro? Semplice, nel frattempo un loro amico e finito per andare a lavorare in comune, allora tutti i terreni e i relativi proprietari vengono passati direttamente dall’ufficio tecnico comunale allo studio tecnico associato con questa formula: se vai da questo geometra ti facciamo costruire sul tuo terreno, altrimenti ti mettiamo 1000 bastoni tra le ruote.
Conosco uffici tecnici di geometri molto, ma molto grandi che un ingnegnere o un architetto si sogna di avere (sembrano banche), stranamente tutti hanno l’amico in comune (al municipio).
Mentre da un altra parte ci sono gli ingegneri che in un buco di 60mq progettano solo ed esclusivamente strutture.
Non penso di avervi detto cose nuove. Quello che voglio dire è che il CNI sa bene che se i geometri ampliano ancora le loro possibilità, gli ingegneri non avranno neanche più quel buco di 60mq per progettare.
La scusa vincente che hanno i geometri per ampliare le loro competenze siamo noi gli ingegneri junior. Quindi il vero cancro sono i geometri. Scommetto che se i geometri non si avessero fatto pressioni per l’albo unico il CNI non avrebbe posto limiti alle competenze dell’ingengere junior.
Aggingo che il senior era nato con l’idea di creare un ingnegnere super competente del settore, ovvero le capacita di calcolo strutturale di un senior dovevano essere più ampie di un ingegnere del vecchio ordinamento (e lo sono visto che deve dare il doppio degli esami ). Quindi il senior serve per progettare operre civili molto complesse come stadi, aeroporti, viadotti, ponti a grande luce, ristrutturazione di opere di interesse storico e culturale (chiese duomi ecc…) che richiedo di saperci veramente fare col calcolo strutturale, ovvero non è più sufficiente aver fatto solo il progettino di tecnica delle costruzioni e di recupero degli edifici, ma serve studiare i sistemi di calcolo e progettazione in modo specialistico. Per le altre opere progetti di case, capannoni e altri piccoli edifici è sufficiente il percorso di studi di un triennale.
Quindi il percorso di studi dell’ignegnere vecchio ordinamento si pone tra lo junior e il senior.
Comunque a Firenze dopo aver discusso la tesi mi hanno detto: la nomino dottore laureato in ignegneria civile.
Giampa sono daccordo con te
e per questo ho poca fiducia quando si parla che il CNI ci vuole con loro, quando si parla di misure compensative ecc…
(una volta che ci hanno negato tutto, se ne strafregheranno delle misure compensative…(sennò perchè fino ad ora han parlato di misure compensative senza mai farne esempi o proposte concrete))
la verità è che il CNI ha paura dei geometri e periti
che come il cni stesso dice “numericamente contano di piu, contano tre volte gli ing” (in sede politica)
e visto che i geom vogliono l’albo unico che includa i triennali, cosi i geom amplierebbero le loro competenze….
allora il cni per non far allargare le competenze dei geometri, che fa?
gioca di anticipo sacrificando i triennali!!!
cosi, annullando le competenze dei triennali, di fatto non permetterà ai geom di amplieare le loro competenze…
che schifo sto modo di fare
mi spiace, ma questa è l’unica chiave di lettura di tutto ciò che sta succedendo
l’unica chiave di lettura che mette a posto tutti i tasselli della questione, tutte le circolari e pareri succedutesi negli anni (specie l’ultimo)
PS: Giampa, ci sono anche provincie in cui i geometri fanno e firmano progetti srutturali!!!
di edifici se vuoi con massimo 3 piani, ma i geometri fanno in alcune provincie di italia anche progettazione strutturale!!! nonchè la relativa DL
Penso di aver già chiarito la mia realtà locale: i geometri fanno più degli ingegneri e hanno studi tecnici più grossi degli ingegneri.
Conosco un geometra che si vanta di aver progettato tante lottizzazioni e di essere più bravo di architetti e ingegneri, un giorno sono andato a visitare un suo cantiere per fare delle misurazioni del rumore, le strade del lotto erano progettate così “bene” che con la macchina si girava a malapena e le case erano tutte un groviglio al punto che se i vicini decidessero di fare a schiaffi lo potrebbero fare tranquillamente affacciandosi dalle finestre.
L’importante è mettere un loggiato e un arco qua e là.
Un’altro geometra mi portò il progetto di una palazzina per fargli il calcolo delle strutture, nel progetto architettonico c’era un pilastro nel mezzo del garage seminterrato, lo notai subito e gli chiesi se aveva controllato gli spazi per far entrare la macchina nel BOX, si offese dicendomi che non capivo nulla di progettazione mentre lui è 20 anni che progetta e quindi è bravo come un architetto. Il costruttore fece gli scavi, poi vide il progetto e, non essendo tanto convinto, prese le misure provando addirittura con una macchina, insomma, penso che abbia ucciso il geometra perché sono 8 mesi che è tutto fermo (non può allargare lo scavo o fare modifiche perché e vicino alla linea ferroviaria).
Davanti a casa mia c’è un lotto con 6 villette bifamiliari a schiera progettate da uno studio di geometri, una volta si mise a piovere più del solito e i garage seminterrati si allagarono tutti, avevano progettato le reti in contropendenza. Inoltre un proprietario ha un CLK, non riesce a parcheggiarlo ne garage perché la rampa ha troppa pendenza.
Potrei continuare fino all’infinito, ma il succo del discorso è questo: per diplomarsi si studia ad una età in cui non si è maturi, ma adolescenti. Quindi la preparazione è da adolescenti. Mentre quando si studia per la laurea si è un pò più maturi e si studia con più convinzione e impegno.
Poichè progettare richiede molta responsabilità (una qualsiasi struttura civile una volta costruita non può essere levata come un quadro dalla parete, se realizzata male) , la vera riforma dovrebbe essere questa, possono progettare solo i laureati.
I dottori in medicina per curare devono essere laureati, così come per gli odontoiatri, vi fareste mai levare un dente da una persona che si è solo diplomata?
Ho visto un tema di stato per l’abilitazione di geometri: progettazione degli elementi dtrutturali per una passerella pedonale di luce 10metri.
Avreste mai il coraggio di camminarci sopra sapendo che è stata progettata da una persona diplomata? (che ha studiato a 16anni mentre se ne andava a giro sullo scooter e si sparava le pippe su internet)
Un conto è saper fare una cosa a livello teorico…un’altra saperla realizzare.
Si può essere dei super laureati con tanto di dottorato di ricerca ma se non si ha spirito di imprenditorialità…il tecnico non lo si fa.
Ci sono geometri con grossi studi e ingegneri che vanno in fallimento dopo 2 mesi di attività.
Calcolare una struttura in c.a.è solo una parte della progettazione.
Posso anche lasciare completamente agli ingegneri senior il calcolo del c.a. (e la relativa responsabilità civile e penale). Quel che conta…anche in termini monetari…è tutto il resto (direzione lavori, disegni, computi metrici, accatastamenti, sicurezza, impianti).
Ciò che c’è di diverso tra il sistema attuale e quello del vecchio ordinamento…è che segavano molto di più e si laureavano in pochi…i migliori a livello di studio.
Ma come ho detto…puoi aver studiato finchè vuoi…ma se non riesci a metterti sul mercato…il tecnico libero professionista non lo farai mai
Ma come?
Secondo te è inutile studiare?
Ignegneria non è solo strutture, a Firenze ho studiato anche per D.L. sicurezze e impianti elettrici, architettura tecnica e tecnica urbanistica. Per avere un quadro globale di un opera civile non è sufficiente l’esperienza da sola e neanche le capacità imprenditoriali, serve avere una miscela di tutte queste cose e un instruzione universitaria è la base.
Di geometri ne escono moltissimi alle superiori ma quelli che riescono nella libera professione sono pochissimi e hanno l’amico geometra in comune o in regione che gli passano tutto il lavoro…………. e non aggiungo altro.
Se è davvero inutile l’istruzione universitaria a maggior ragione è inutile quella delle scuole superiori, allora facciamo costruire e progettare direttamente gli imprenditori, cosa ci stanno a fare le figure professionali? Così si risparmiano soldi.
L’avete letta l’ultima relazione dei periti industriali?
Vogliono proporre di modificare il nome del loro istituto che attualmente è…istituto tecnico industriale…in istituto tecnico ingegneri
e ci sono ingegneri che per il solo fatto di essere ingegneri come se fosse un dono divino si cimentano in cose che non sanno dove mettere le mani e fanno capolavori della stupidità. Penso che ci sono geometri bravi e asini, ingegneri bravi e asini ecc… ma non bisogna dire che i geometri sono asini e gli ingegneri bravi, il titolo di studio se non coltivato e come un campo senza irrigazione, secca, all’università vedevo gente che non aveva idea di che cosa fosse l’armatura, in una platea misero un fi 14 ogni 3 cm. Pensate che ancora lo fa! Secondo me bisogna parlare di qualità e non tutti i tecnici lo sono anzi. Il CNI invece di rompere le scatole per togliere il lavoro ai triennali perchè non verifica i progetti redatti in Abruzzo da quegli ingegneri specialistici o per meglio dire del vecchio ordinamento. Verificate se avete il coraggio e sospendeteli dall’albo.
Bisogna vedere cosa è successo in Abruzzo.
Se ha sbagliato il progettista, il direttore lavori (se è la stessa persona), oppure l’impresa…che ha voluto tirare con i costri prendendo materiale scadente in accordo con il direttore lavori (che ha chiuso un occhio).
Giovanni…sono d’accordo con te sul titolo di studio.
Ma inizio a domandarmi…è meglio essere nell’ordine degli ingegneri a questo punto…che fa di tutto per bloccare gli iunior…oppure in un altro ordine che ci rappresenti ai massimi livelli?
E’ una cosa che inizio a chiedermi.
Il CNI continua a pubblicare circolari sulle competenze degli iunior (senza tra l’altro esserne autorizzato)…e rovina e promuove campagne contro l’abolizione della laurea triennale.
Posso starci con un albo con i geometri e periti, le nostre competenze non possono toccarcele una volta acquisite con l’esame di stato. A patto che il nuovo titolo di ingegnere tecnico resti solo a noi laureati e vengano istituite sezioni distinte (A e B)…dove A sono i laureati e B i diplomati.
PROPOSTA:
- gli iscritti alla sezione B passano alla sezione A ma ad un unico settore.
- gli specialistici e i quinquennali iscritti alla sezione A ma in tutti i settori.
In questo modo si ha un’equa distribuzione delle competenze
[...] di Perito e Geometra, la proposta di nascita dell’Albo Unico dei tecnici laureati (vedi I segreti e gli intrighi sulla nascita dell’Albo Unico ) e dopo aver ritrattato tutto in un secondo momento, arriva una mozione di sfiducia [...]