…ancora sul pare del CNI.

Tratto da un commento:

Cari colleghi, mi permetto di commentare il parere del CNI.

Prima di qualsiasi considerazione sul contenuto, vorrei ricordare che la nostra professione è governata da due entità operanti in modo pressochè indipendente. Cito dal sito istituzionale del CNI:
“L’apparato d’autogoverno della categoria professionale degli ingegneri funziona a due diversi livelli autonomi: da un lato opera il C.N.I., dall’altro i 106 Ordini provinciali. E’ preciso compito del C.N.I., attraverso l’emanazione di pareri e direttive, uniformare l’attività dell’apparato sul territorio nazionale, ferme restando le necessarie differenziazioni d’attività legate alle diverse collocazioni territoriali e relative esigenze economico/sociali.”
Ciò vuol dire che il nostro ordine (io sono iscritto a Roma) ha piena competenza per esprimere parere avverso a quello del CNI, motivandolo, ad esempio, con le precisazioni del Presidente uscente (e sicuramente rieletto con plebiscito di tutti gli ingegneri A e B che a Roma grazie a lui sono diventati un unica grande coesa corporazione) Ing. F.Duilio Rossi.

Veniamo al contenuto del documento in questione.
Dal punto di vista della regolarità esso è palesemente incongruo e probabilmente incostituzionale: esso cioè pretenziosamente nega ad una categoria professionale una competenza che la legge e l’università prima, e la prassi poi e fino adora, gli hanno a pieno merito attribuito. La prescrizione del CNI , in via del tutto utopica, potrebbe applicarsi al massimo a coloro che  successivamente alla data della circolare si iscrivono all’università, si laureano e si iscrivono ad un ordine e alla sezione, non è retroattiva, e non può applicarsi a chi già esercita secondo legge.
Per capirci: immaginatevi se oggi il presidente del CNI con un’altra circolare delle sue escludesse da i compiti degli ingegneri la progettazione  architettonica riservandola ai colleghi architetti, o che il presidente dell’omologo organismo per gli architetti, li escludesse (sez.A e sez.B) dalla progettazione strutturale perchè riservata agli ingegneri: non sarebbero atti legittimi.
Solo la giurisprudenza primaria può arrogarsi il diritto ed il potere di intervenire sulle categorie professionali attraverso la costituzione, il DPR, o decreti del ministero della giustizia( che a loro volta non hanno possibilità di cambiare le carte in tavola con troppa facilità, poichè debbono sempre esprimere principi nei limiti della costituzione). Un consiglio nazionale che perpetra da mesi una vana, ingiusta ed incomprensibile battaglia (contro una parte della categoria che rappresenta) non ha alcuna valenza legislativa.

Fin qui le considerazioni sulla legittimità del documento emesso dal CNI. Ma vediamo se è possibile trovarne una logica: un laureato in ingegneria civile con indirizzo strutture, seppur triennale ha fatto propri strumenti analitici e fisici quali il calcolo integrale e differenziale che nel biennio specialistico non vengono approfonditi nè ribaditi, sono comuni a tutti gli ingegneri, tri o quinquennali; per di più nei tre anni ha sostenuto esami quali: tecnica delle costruzioni, scienza delle costruzioni, costruzioni in zona sismica, teoria della trave, geotecnica, fondazioni, strutture per le costruzioni civili, etc. che lo hanno reso un esperto conoscitore della progettazione strutturale, e nel biennio approfondisce il campo scelto: ponti, strutture in sotterraneo, difesa dei suoli, etc. Al contrario, un laureato specialistico in ingegneria delle infrastrutture viarie, ad esempio, che abbia scelto l’indirizzo trasporti, non ha invece la minima idea di cosa sia un carico distribuito, essendo specializzato in reti o studi di traffico (argomento complesso peraltro).

Secondo la circolare in questione il primo, da oggi (e prima??) non ha la possibilità di guadagnarsi da vivere mettendo al servizio della comunità le proprie conoscenze, non potrebbe (il condizionale è d’obbligo) progettare strutture in zona sismica!! (in che zona sismica? zona 1, o zona 1 e 2? o tutte le zone??)

Il parere del CNI rimarrà un mero parere (aggiungerei personale del suo incompetente presidente) dal contenuto CRIMINALE per il danno ingiustificato che rischia di arrecare a migliaia di professionisti in un momento così difficile.
Fortunatamente non potrà che essere tacciato di illegittimità, vedrete. La legge è chiara.

Tratto da una guida del Percorso di Laurea in Ingegneria Civile Facoltà di Messina (3 anni – http://ww2.unime.it/ingegneria/new/index_1024.php):

L’offerta didattica è orientata alla formazione di un professionista che, pur non essendo uno specialista, possieda una solida preparazione delle scienze di base e una adeguata conoscenza dei contenuti delle discipline prettamente ingegneristiche, con particolare riguardo a quelle dell’ambito civile (Scienza e tecnica delle costruzioni, Geotecnica, Idraulica e costruzioni idrauliche, Infrastrutture viarie). Gli insegnamenti riguardano in particolare:
• gli aspetti connessi con la progettazione di elementi strutturali degli edifici, delle opere civili ed infrastrutturali in genere;
• le problematiche relative alla progettazione degli edifici e degli elementi costruttivi realizzabili con tecniche tradizionali o innovative;
• gli aspetti propri della conduzione e della sicurezza del cantiere nonché della gestione del processo costruttivo.
La struttura del quadro formativo si articola in un biennio comune e in un terzo anno, opportunamente differenziato nei seguenti due orientamenti:
Strutture e Protezione Sismica;
• Infrastrutture e Difesa del Territorio.
In particolare, l’orientamento “Strutture e Protezione Sismica” ha lo scopo di fornire le conoscenze di base per l’analisi del comportamento delle strutture soggette, in generale, alle più comuni sollecitazioni e, in particolare, a quelle derivanti dalle azioni sismiche. L’orientamento “Infrastrutture e Difesa del Territorio”, ha lo scopo di fornire le conoscenze di base per svolgere attività professionale nel campo della progettazione, costruzione e controllo delle infrastrutture territoriali (strade, acquedotti, fognature, ecc.).

P.S. (da un collega sez. A)
Da quando ho visto quell’imb..le del mio presidente nazionale in TV ho perso gli ultimi lumi di speranza che qualcosa potesse cambiare nella nostra professione; il documento sugli ingegenri junior mi sembra paradigmatico.
Morale: siamo ancora impegnati a litigarci le briciole che il sistema ci lascia.

21 Risposte

  1. colleghi non dimenticate che chi ci rappresenta a livello nazionale sostiene che il calcestruzzo da elastico diventa STATICO!!!!!!

  2. Cari colleghi,
    tutto quelo che si dice negli ultimi giorni è sostenuto dalla logica e dal buon senso.
    Allora, se vero è che il ns. ragionamento è logico, come è possibile che in riunione al CNI si sia potuta diramare tale circolare?
    Poi, solo per inciso, circa la richiesta delal Prov. di Macerata,scatenante il parere CNI, la stessa provincia al più ha circa 15 iscritti alla sezione B settore A, quindi, devo dedurre che erano molto preoccupati del cospicuo numero di ns. coleghi ir. tale da determinare una richiesta di parere al CNI, perchè tutti amivano ad essere strutturisti.
    Cosa si nasconde di oscuro?
    Forse una pre-concertazione di intenti?
    Perchè noi della sezione B siamo gestiti gerarchicamente dalal sezioen A? E’ legittimo? Non credo proprio.
    Rabbia a parte, è disarmante che al consiglio Nazionale ci siano tali professionalità, ovviamnte lesive della dignità professionale.
    Mi vergogno tanto di questo CNI.

    • Riporto solo il punto 3 del codice deontologico.
      Mi dite che fine ha fatto? Mi dite a cosa serve. Il punto 3.5 è chiaro. O forse non ci considerate colleghi? Lo siamo nel bene o nel male cari Sez. A. Stefanelli, sei anche tu un nostro collega e come presidente del CNI dovresti conoscere bene il codice deontologico. Ma sei troppo impegnato nei giochi di potere per poterlo ricordare. Eppure dovrebbe accompagnarti giornalmente per poter continuare a ricoprire la carica che hai e svolgere tale missione con dignità e professionalità nel rispetto delle regole comuni e soprattutto della libertà di lavorare degli altri.

      3 – SUI RAPPPORTI CON I COLLEGHI
      3.1 Ogni ingegnere deve improntare i suoi rapporti professionali con i colleghi alla
      massima lealtà e correttezza, allo scopo di affermare una comune cultura ed identità
      professionale pur nei differenti settori in cui si articola la professione.
      3.2 Tale forma di lealtà e correttezza deve essere estesa e pretesa anche nei confronti
      degli altri colleghi esercenti le professioni intellettuali ed in particolar modo di quelle
      che hanno connessioni con la professione di ingegnere.
      3.3 L’ingegnere deve astenersi da critiche denigratorie nei riguardi di colleghi e, se ha
      motivate riserve sul comportamento professionale di un collega, deve informare il
      Presidente dell’Ordine di appartenenza ed attenersi alle disposizioni ricevute.
      3.4 L’ingegnere che sia chiamato a subentrare in un incarico già affidato ad altri, potrà
      accettarlo solo dopo che il committente abbia comunicato ai primi incaricati la revoca
      dell’incarico; dovrà inoltre informare per iscritto i professionisti a cui subentra e, in
      situazioni controverse, anche il Consiglio dell’Ordine.
      3.5 L’ingegnere si deve astenere dal ricorrere a mezzi incompatibili con la propria
      dignità per ottenere incarichi professionali, come l’esaltazione delle proprie qualità a
      denigrazione delle altrui o fornendo vantaggi o assicurazioni esterne al rapporto
      professionale.

  3. Purtroppo prevale una concezione quantitava degli anni di studio e non qualitativa. Ripeto quello che conta sicuramente per noi è l’insegnamento universitario, ma per a gli altri soprattutto quelli che vogliono decidere per noi, non interessa se noi triennali che proggiattiamo strutture, abbiamo conoscenze peculiari del settore, a differenza dei v.o. di tutt’altra formazione, se siamo laureati in ingegneria Civilie edile o Ambientale e progettiamo edifici, ma gli interessa solo quello che la legge dice, ma neanche quello perchè di fatto vogliono proprio negarci quella facoltà attribuitaci dalla legge, non solo dal DPR ma anche dal R.D.

    CNI o no intanto io ancora non ho visto un risultato concreto ed in Calabria mi pare che ancora l’istruttoria sia ferma, se ingegnereiunior hai qualche novità faccielo sapere.
    Intanto si può sapere le motivazioni che hanno portato alla sentenza del ricorso al Tar Calabria ?

  4. Primi danni:

    Rinuncia alla commessa per il progetto di 2 ville quadrifamiliari su 3 livelli di cui 1 interrato.

    Prevedo che il mese prossimo andrò a mangiare e dormire a casa di stefanelli.

    Sicuramente non pagherà inarcassa visto che i soldi mi servono per campare

    Fatemi sapere se qualcuno si sta muovendo già per vie legali

  5. Inizaino a comparire sui vari siti degli ordini provinciali (tutte le provicie delle Marche, Teramo ecc.) l’infame parere del CNI. Dobbiamo intervenire rapidamente. Ma Antonio Picardi dove sei???

  6. Intanto tutto tace e ancora non sappiamo come muoverci. Io penso proprio che non ci sono sperenze. Anzi vi dirò di più, qualcuno parlava dei v.o. chimici gestionali, informatici che progettano strutture. Ma Vedrete che a breve anche gli N.O. iscritti ai settori industriali o dell’informazione della Sez. A (addirittuara quelli che hanno la laurea in informatica (non ing. info.) ) iniziarenna a progettare tranquillammente strutture senza che nessuno gli possa dire niente e verrano sostenuti dal cni. Vedrete cari ragazzi dove arriveremo, mentre noi parliamo loro si muovono impedentoci di lavorari. I ricorsi saranno inutili visto il risultato del Tar Calabria. quali sono dunque le iniziative da intraprendere ? perchè gli ordini pubblicano il parere del cni e i consiglieri degli ordini provinciali cosa fanno ? Perchè non si dissociano gli ordini provinciali dal parere del cni ?

    • Prima di fare qualunque iniziativa bisogna rifletterci bene sopra. Il CUP3 lo sta facendo coordinando colleghi da diverse parti d’Italia che non è semplice. La settimana prossima partiranno le iniziative.

      • Nel frattempo rinunciamo pure agli incarichi perchè tanto nessun deposito che faremo ci verrà accettato, con conseguente figura di m……con il committente….
        Ieri ho consegnato il timbro e il tesserino al mio presidente, il quale ,nemmeno ha provato a farmi desistere dal mio intento. Allora ho capito una cosa: “siamo scomodi a tutti”, siamo un peso anche per gli ordini professionali, che con tutte le nostre GIUSTE lamentele per difendere la categoria no ne possono più di essere tempestati di domande, di richieste di informazioni e quant’altro per poter noi svolgere la nostra professione con dignità e professionalità, senza invadere gli spazi di nessun’altro ingegnere Sez. A o B di altro settore. Certo, in questo modo li stiamo costringendo a fare il loro lavoro, il lavoro per il quale vengono pagati anche grazie alla nostra quota che ogni anno e con regolarità versiamo all’ordine. A tutti i rappresentanti degli ingegneri iunior dei vari ordini provinciali e CNI ,DIMETTETEVI, siete troppo pochi, su 15 menbri del consiglio (compresi presidente, vice-pres, tesoriere) la rappresentanza della nostra categoria è affidata ad un solo elemento, un agnello in mezzo ad un branco di lupi. Questa per esempio non vi sembra una ingiustizia? Adesso magari sbaglio, ma quando si svolgono delle elezioni all’interno del CNI per esempio per deliberare qualcosa, o divulgare un paprere, magari a nostro sfavore, tu consigliere iunior A. Picardi che fai? Voti contro. Ma cosa te ne fai del tuo voto contrario quando ci sono altri 14 che hanno votato a favore? Hai visto che sei perfettamente inutile. Fateci risparmiare almeno voi, che navigate nelle acque torbide degli ordini e del CNI. Ancora qualcosa su di te…non hai ancora risposto alla domanda che qualcuno ti ha fatto sul come mai non ci hai informato in tempo sul parere del CNI. Cosa aspetti. Non mi sembra serio da parte tua questo lungo silenzio.
        Arrivederci.

  7. L’iniziativa deve partire da chi ci rappresenta a livello isitituzionale, ovvero i consiglieri provinciali iscritti alla sezione B.
    Il Cup3, al di là del suo operato, è e rimane solo una associazione.
    Per prima cosa bisogna fare un diffida a stefanelli; cosa ci vuole a prepare una lettera e firmarla??????
    Se picardi non è grado ( o non vuole) si dimetta e si iscriva alla sezione a.
    Se qualcuno di Roma, ha già intrapreso iniziative legali, prego mi contatti al numero 347 9023015

    Renato Salvini

  8. X : sapresti darmi qualche contatto del presidente dell’a.p.e?grazie

  9. Cari colleghi oggi mi sono arrivati i bollettini per pagare l’iscrizione all’ordine.
    Per ora lo terrò nel cassetto, se proprio devo inizire a versare soldi per un qualche cosa che ho conquistato con sudore, lo farò con voi per pagare eventuali legali che ci difenano da questi “FANTASMI”.
    MA COME SI FA, MI VIENE DA PIANGERE, ma non per me, io un posto di lavoro fisso ce l’ho, ma leggendo quanto scrive Renato mi si accappona la pelle; conosco persone che si sono laureate con CEPU ed ingegneri chimici che hanno tutti i poteri per firmare e timbrare struttre.
    MA DOVE CI TROVIAMO!
    CARO SINDACATO STAI FACENDO QUALCHE COSA?

  10. X ingegnere iunior: sapresti darmi qualche contatto del presidente dell’ a.p.e.? grazie

  11. X Sandro
    Stai tranquillo ci sono speranze. Vedi la circolare del CNI è contestata anche dai colleghi senior.
    L’importante è non abbattersi. Io sono convinto che questa battaglia la vinceremo e che Stefanelli si dimetterà.
    Andiamo avanti.

  12. Mentre ancora in Calabria non si fanno calcoli strutturali, se non insieme a ingegneri A, gli amministratori poi parlano con tanta ipocrisia dei giovani e della disoccupazione che c’è soprattutto al sud.
    Io e tanti altri , anzichè magari sposarsi, oggi con lo studio già avviato, dobbiamo chiudere bottega lasciare tutto e riprendere l’università con la specialistica altrimenti non possiamo progettare quindi non possiamo lavorare. Io mi chiedo perchè si è arrivati a questo punto dopo quasi dieci anni mentre prima si lavorara tranquillamente, perchè da subito non si è fatta tale opposizione.
    L’unica soluzione, è una sanatoria con cui ripristinare l’albo unico degli ingegneri fondendo insieme gli attuali iscritti della sez. B e sez. A insieme.

    Intanto vengono pubblicate notizie come queste su leggi antismiche, potrà peggiorare per noi ancora una volta la situazione ?

    http://www.regione.calabria.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2861&Itemid=136

  13. Qualcuno sa o conosce le motivazioni che hanno indotto la decisione presa nella sentenza del tar calabria sulla sospensiva ?

    • Per il momento non ci sono notizie precise, ma da indiscrezioni sembrerebbe che il CUP3 non è l’organo legittimato a chiedere la sospensiva come associazione di professionisti in quanto non è il diretto interessato all’atto di sospensione dei progetti. In pratica secondo il TAR la sospensiva è stata respinta in quanto dovrebbero essere i diretti interessati e quindi i liberi professionisti a fare ricorso e per tanto non ha ritenuto di accettare la sospensiva. Prepareremo comunque il ricorso in appello, gli avvocati sono già informati.

      • E’ la classica motivazione del giudice che non si vuole esporre con una sentenza, perchè la materia è complessa e non vuole dispiacere a nessuno.
        Mi sembra che in questo sito qualcuno lo aveva suggerito di fare firmare il ricorso ad un ingegnere, la risposta fu che il respinto non voleva ??!!
        A questo punto siamo circondati nel nostro fortino, i ricorsi al tribunale amministrativo tramite il cosidetto sindacato sono interclusi, i nostri rappresentanti nel complesso non mi sembra diano segni di reazioni
        apprezzabili.
        Tutti sono arrabiati ma nessuno vuole salire le scale di una procura per fare una denuncia.
        Il fax mi sembra veramente poco. Prima di chiedere bottega chiediamo almeno una audizione al Ministro di Giustizia .

  14. Io penso che alla fine vinceranno loro, anche se usciremo indenni da questa situazione, incalzeranno di nuovo fra qualche mese e non avremo mai pace. Purtroppo l’introduzione del ciclo 3+2 ha fatto solo casini in Italia, perché abbiamo una mentalità troppo chiusa e non propositiva. Purtroppo la vedo così, siamo destinati a fallire miseramente. Andrò al’estero, mi troverò un lavoro tranquillo se non riuscirò ad esercitare nel mio campo, e saluterò per sempre questa piccola italia.

  15. purtroppo do ragionea Roberto. L’Italia ha una mentalità molto chiusa nei confronti del progresso e di propose innovative (….peraltro già positivamente sperimentate in altri Paesi) … ci si ritrova sempre a lottare contro i mulini a vento. …. Facciamo fatica a riconoscere le professionalità che vengono dall’estero perchè ci riteniamo sempre superiori …. poi i nostri migliori cervelli migrano all’estero per essere supportati (economicamente e moralmente) nello sviluppo e nella ricerca …. poi quando questi personaggi ottengono dei risultati ci ricordiamo che sono italiani ….
    Ci sono poi delle mosche bianche, che pur rimanendo in Italia riescono ad ottenere risultati brillanti, mi riferisco al Prof. Ing. A. Ceccotto ed al suo staff che hanno portato avanti il progetto SOFIE, rimasto nell’ombra finchè il recente tragico terremoto dell’Aquila non ha portato alla ribalta il legno come materiale strutturale.
    … penso che siamo convinti delle nostre capacità e riteniamo che ci stiuano privando di competenze che realmente ci spettano, dobbiamo lottare. continueranno a metterci i bastoni tra le ruote, ma prima o poi si renderanno conto che sbagliano.
    Appena laureato, mi sono trovato a collaborare con professionisti senior che mi snobbavano: “….. sei un triennale!?” …. ” …. come si fa a diventare Ing. in 3 anni!?”. Poi lavorando insieme hanno avuto modo di ridimensionare questo loro modo di vedermi, ma l’apice l’hanno toccato quando poi i figli si sono iscritti alla triennale in Ingegneria e questi signori mi hanno detto: “…. ma come si fa a fare 30 esami in 3 anni, e con gli stessi programmi che ho svolto io!? …. mio figlio sta impazzendo!”
    mi piacerebbe che questi signori adesso ci sostenessero in questa battaglia.
    P.S. nel mio piccolo faccio i miei complimenti al prof. Ceccotto ed al suo staff, il progetto SOFIE (pannelli X-LAM), a mio avviso, potrebbe rappresentare in futuro uno dei sistemi costruttivi di maggior impiego.

  16. X Roberto

    Caro collega mi permetta di darle un consiglio: non si abbatta.
    Nel suo messaggio Lei ha parlato del 3+2.
    Il 3+2 è nato perchè lo vuole l’europa pertanto il CNI deve obbligatoriamente accettare quello che l’Europa decide. Pertanto L’Europa ha deciso il 3+2 e il CNI lo deve accettare punto e basta. In Europa i laureati di primo livello (e quindi anche gli ingegneri di primo livello) sono la maggior parte.
    In Italia, inoltre, i laureati di primo livello percepiscono il medesimo stipendio ( anzi anche di più) dei laureati specialisti e quinquennali vecchio ordinamento.
    Per questo non si abbatta e rimanga con noi in Italia anche perchè abbiamo bisogno di Lei.
    Vedrà che vinceremo.

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