Albo Unico: Ecco il relatore della proposta di legge

On. Luigi Vitali

Intervista all’On. Luigi Vitali (Pdl) relatore di una proposta di legge delega sulla disciplina delle professioni intellettuali. Un provvedimento che, spiega, tiene conto del lungo lavoro fatto in materia, nella legislatura 2001-2006, e soprattutto riporta all’attenzione l’obiettivo di costituire un ordine dei tecnici laureati per l’ingegneria. E assicura: «la riforma entro la fine di questa legislatura vedrà la luce». Magari anche superando le resistenze degli ingegneri che, per Vitali, sono solo frutto «di antichi retaggi e rischiano di scontrarsi con la necessità di modernizzare i sistemi».

Domanda. Onorevole, quindi nessuna dimenticanza da parte della politica del mondo delle professioni intellettuali?

Risposta. Assolutamente no. La politica non si è dimenticata delle categorie professionali, sono stati solo i problemi contingenti, primo tra tutti la crisi finanziaria, a ritardare questo problema.

D. E ora è il momento giusto?

R. Sì, ora il momento è giusto per una riforma complessiva delle professioni che proceda in modo organico e non per settori. La proposta di legge che ho presentato potrebbe essere un buon testo di partenza.

D. Quali sono i punti principali?

R. Sono sostanzialmente due: il primo, accentrare il controllo e la gestione delle professioni agli ordini. Il secondo, rendere all’utenza e quindi ai cittadini un servizio più efficiente, più professionale e più idoneo. Questi due elementi possono essere quelli trainanti per portarci in Europa e nel mondo.

D. Uno dei passaggi più importanti della proposta per le categorie tecniche è l’unificazione dei geometri, periti industriali e agrari nell’ordine dei tecnici laureati per l’ingegneria. Una soluzione che però nel passato si è scontrata con le resistenze degli ingegneri tanto che il relatore di quella proposta, l’onorevole Pierluigi Mantini, dovette modificare la denominazione. Un ostacolo non facile da superare_

R. Io vorrei spiegare agli amici ingegneri che nel cercare di difendere la propria posizione si rischia, spesso, di essere travolti dalla modernità. E se pensano di continuare a difendere il proprio spazio si troveranno davanti a una concorrenza sfrenata. Questo invece può essere un tentativo per cercare di rimanere in Europa.

D. Quindi?

R. Quindi gli ingegneri dovranno fare di necessità virtù e smettere di opporre resistenza come spesso capita davanti alle novità.

D. Del resto, c’è un precedente a cui potrebbero guardare che è quello dei dottori commercialisti e dei ragionieri.

R. Certo. L’albo unico sembrava una cosa impossibile e invece, a parte i nodi da sciogliere per le casse di previdenza, le due categorie convivono perfettamente e hanno un registro ad esaurimento per i non laureati.

D. Un esempio valido anche per le professioni tecniche?

R. Sì, soprattutto perché ci sono attività che resteranno di pertinenza delle lauree specialistiche e altre accessibili ai laureati triennali. Questo vuol dire nessun problema di sovrapposizione di competenze. Non vedo questa resistenza che mi sembra non consona ai nostri tempi e alla necessità di modernizzare i sistemi.

D. La proposta di legge prevede il riconoscimento delle associazioni rimettendo in gioco il noto sistema duale avverso da entrambe le parti ordini e associazioni. Non era forse meglio affrontare un problema alla volta?

R. Ma così avremmo fatto una riforma a metà, mentre penso sia opportuno e necessario in questo momento regolamentare le due realtà.

D. Questo però potrebbe portare ancora una volta a rallentare il processo di riforma o a bloccarlo del tutto.

R. Se gli ostacoli fossero tali da appesantire l’iter della riforma degli ordini sarei anche disposto a fare un passo indietro. Ma spero sia passato un tempo adeguato per verificare se ci sono le condizioni per un ripensamento. A quel punto ne prenderei atto nel dibattito parlamentare e procederei solo per una riforma delle professioni regolamentate.

D. Che tempi prevede e cosa succederà ora?

R. La prima cosa che farò è verificare con il governo se ha intenzione di presentare una sua autonoma proposta. In quel caso si attenderà la presentazione di un disegno di legge governativo a cui abbinare tutte le altre proposte depositate in parlamento. Se invece il governo dovesse avere tempi troppo lunghi a quel punto chiederei di calendarizzarla in parlamento e metterla poi all’ordine del giorno. E sono sicuro che entro la fine di questa legislatura le faremmo vedere la luce.

Per vedere l’intervista: http://www.cnpi.it/CNPI/TG/Focus_Riforma_Professioni.wmv

Per scrivere all’ On. Luigi Vitali cliccate sull’ immagine.

In allegato: Proposta di legge del deputato Vitali
Progetto di legge: 1590 (Fase iter Camera: 1^ lettura) – VITALI: “Disciplina delle professioni intellettuali”
Legge di iniziativa parlamentare – presentato il 31 luglio 2008
Stato iter: Assegnato alle commissioni riunite II Giustizia e X Attività produttive il 4 novembre 2008

Tratto da un commento di David D’acunzo

UNA RIFLESSIONE:

Un albo dovrebbe mettere insieme professionisti con un unico comun denominatore altrimenti medici e avvocati sarebbero nello stesso ordine ed è assurdo. Ora chiariamo i punti: tecnici laureati per l’ingegneria? che significa? si legge la parola “laureati”.. i geometri lo sono? NO. I periti lo sono? NO.  Esaminiamo ora l’espressione “per l’ingegneria”: geometri, periti, agrotecnici hanno fatto studi di ingegneria? NO. Ingegneria si studia solo alla facoltà di ingegneria, come medicina alla facoltà di medicina e giurisprudenza alla facoltà di giurisprudenza. Gli unici ad essere tecnici laureati per l’ingegneria potrebbero essere gli ingegneri A e B, anche se ad essere precisi non sono dei tecnici poichè sono gli istituti tecnici che formano i tecnici, non le università e per questo, per rispetto ai tecnici, è giusto che siano loro ad occuparsi della tecnica. Un tecnico si evidenzia per la sua capacità operativa come l’organizzazione operativa, l’installazione ed il montaggio, che hanno aspetti complessi e di notevole importanza. Quanti ingegneri sanno saldare tubi in alta pressione o azionare macchine edili di grande potenza? NESSUNO, perché gli ingegneri non sono tecnici ed i tecnici non sono ingegneri. E’ pur giusto concedere ai tecnici di fare progettazioni, come del resto ad un ingegnere di fare il tecnico ma queste sono ECCEZIONI, perché secondo la logica uno dovrebbe fare quello per cui è meglio preparato e strutturato. Il tecnico comincia a lavorare a 18 anni, l’ingegnere a 23 perché la durata media della laurea è di 5 anni. E sono anni preziosi in cui per esempio o impari ad azionare una betoniera, ad operare sui quadri elettrici, ad organizzare uno scavo, a manutenere un impianto e diventi un bravo capomastro o impari il principio dei lavori virtuali ed il calcolo infinitesimale, le equazioni differenziali, le quattro forze elementari e le relative equazioni vettoriali, le leggi generali dell’elettromagnetismo in forma integrale e locale. Questa è la realtà, tutto il resto sprofonda nel caos.

92 Risposte

  1. Mi viene un dubbio: leggendo bene l’ART 5 comma 1 si parla di “soggetti in possesso di titoli di
    studio universitario triennale di matrice
    tecnica, nonché i professionisti attualmente
    iscritti agli albi professionali dei
    geometri, dei periti agrari e periti agrari
    laureati e dei periti industriali”
    Che fine fanno gli iscritti alla sezione B? che non vengono citati da nessuna parte? Se la cosa fosse automatica perchè preoccuparsi di specificare negli altri casi l’iscizione al relativo ordine?

  2. Questo è quello che stanno facendo e noi che facciamo ?…. nulla, ci sta bene cosi !! Nessuna comunicazione del sindacato, cup3 ecc.., nessuna presa di posizione. Come possono cambiare cosi le cose come se nulla fosse, io a queste condizioni non mi sarei fermato alla triennale, io l’ho fatto alle condizioni attuali. Domani andiamo sul nostro posto di lavoro e diciamo “cu cu non sono più ingegnere ma sono solo un tecnico”. I miei studi sono costati 5 anni di sacrificio, soldi ecc….. mamma mia se potessi tornare indietro !!!
    Una cosa curiosa :
    Ho parlato a suo tempo con dei colleghi che mi dissero che alle elezioni avrebbero votato a destra per fermare la proposta di legge “checchi – mantini”, che per altro ci avevano ascoltato e stavano facendo marcia indietro.. Bravi abiettivo raggiunto !!

  3. Tratto da un commento di David D’acunzo
    “Il tecnico comincia a lavorare a 18 anni, l’ingegnere a 23 perché la durata media della laurea è di 5 anni”

    Ehilà David…parliamone…

  4. Tratto da un commento di David D’acunzo
    “Il tecnico comincia a lavorare a 18 anni, l’ingegnere a 23 perché la durata media della laurea è di 5 anni”

    Ehilà David…parliamone…

  5. Presumo che il non indicare nella proposta Vitali gli attuali iscritti nella sez. B degli Ordini riformati dal DPR 328 potrebbe significare che appunto gli iscritti alla sez. B sono gia iscritti a pieno titolo e come tali rimangono nel proprio Ordine, nel caso migliore conflunedo nella sez. A con le famose misure di formazione “compensativa” o nel peggiore e improbabile dei casi rimanendo nella Sez. B ad esaurimento (cioè non piu alimentata in ingresso) in quanto i laureandi/laureati triennali non ancora abilitati verrebbero dirottati verso questo nuovo Ordine dei tecnici.
    Pertanto il problema è serio per i laureandi/laureati triennali non ancora abilitati, mentre per quelli già abilitati e ancora meglio già iscritti alla Sez. B di tutte le professioni (ing, arch, geologi biologi ecc.) è inutile allarmarsi istericamente poichè legalmente non ci possono mandare fuori dagli Ordini a cui si è iscritti ma ripeto ancora una volta il isindacato triennali dovrà gestiore l’eventuale afflluenza verso la sez. A conciliando da un lato esigenze di uteriore formazione da acquisuire per l’accesso alla Sez. A e dall’altro lato evitando proposte di vessatori tirocini o altre stranezze che gli Ordini si potrebbero inventare.

  6. Il testo dell’onorevole Vitali è un brutto copia incolla dei ddl già fermati nella precedente legislatura.
    Nessun riferimento alle necessarie modifiche al DPR 328 e alle carriere universitarie correlate, sembra fatto apposta per essere bocciato, non credo che l’art. 5 così come scritto possa superare il vaglio degli uffici legislativi delle camere sia per la genericità che per gli equivoci che contiere. La delega al Governo deve essere data dal parlamento entro confini certi e non in maniera generica e discrezionale, come è scritto nel testo.
    Poi mi sembra che il tutto non si coordini molto con il pensiero espresso dal Ministro competente, che non parla di riforma generale, ma di riforme per settori.
    Occorre aspettare la proposta del Consiglio dei Ministri, che mi sembra abbia altre priorità, questo testo è solo pubblicità per l’estensore.

  7. Io credo che per gli attuali iscritti all’ordine degli ingegneri non ci siano problemi, poi chiaramente verrà data la possibilità come già oggi esiste di accedere all’albo dei tecnici da chi è in possesso di un titolo universitario di matrice tecnica (non specificato in ingegneria), come oggi volendo i possessori di laurea in specifica classe potrebbero accedere all’albo dei geometri con l’abilitazione.

    Il problema è che queste categorie di tecnici cerca e vuole avvicinarsi a noi ingegneri, sperando e soprattutto per questo che vi sia un allargamento di competenza simili a quelle degli ingegneri di sez. B, inoltre avrà la denominazioni di tecnici laureati (quando non lo sono) per l’ingegneria quando tra l’altro non sono ingegneri e non hanno studiato ingegneria (agronomi, periti, ecc.).

    E davvero uno schifo,

    A questo punto, se i geometri periti ecc., acquisiranno questi privilegi e più competenza, tanto vale istituire l’albo unico degli ingegneri e non sarebbe un problema iscrivere tutti quelli già abilitati alla professione di ingegnere dalla sez. B alla sez. A, e ripristinare il ciclo unico.
    CONTRARISSIMO alla riforma ma se la riforma verrà attuata io credo che questa debba essere la nostra richiesta.

  8. Ciao a tutti i colleghi. Fremo restando la necessità di agire tempestivamente sulle istituzioni attraverso le nostre rappresentanze, ritengo che sia anche opportuno non giungere a delle conclusioni affrettate per i seguenti motivi (per le seguenti possibili interpretazioni mi sono fatto aiutare da un amico avvocato):

    1) Nell’articolo 5 comma 1 della proposta di legge “dell’onorevole” Vitali non si fa nessun riferimento esplicito a Ingegneri Iunior, ma solo ai periti (industriali e agrari) e ai geometri

    2) Nel punto f del comma 2 dell’articolo 5 in questione, in cui si parla delle norme transitorie per la migrazione degli attuali professionisti al neocostituente ordine, si fa di nuovo esplicito riferimento ai soli periti e geometri e non agli attuali Ingegneri Ir.

    3) Nel punto h del comma 2 dell’articolo 5, si fa riferimento solo alle norme transitorie relative allo scioglimento dei collegi (si ricorda che i periti e i geometri hanno i Collegi provinciali mentre gli Ingegneri hanno gli Ordini provinciali), e non degli Ordini il che porta implicitamente a ritenere che gli Ordini Provinciali degli Ingegneri permangono cosi come sono ora, ovvero suddiviso in sez. A e sez. B.

    4) Nel punto g del comma 2 dell’articolo 5, si parla del titolo professionale di “Tecnico Laureato per l’Ingegneria” che per quanto si spossa ritenere improprio a causa delle parole Laureato e Ingegneria, non è uguale al titolo professionale di Ingegnere Ir/Tec/Pippo…..ecc. Infatti l’accesso nel neocostituente Ordine è possibile con corsi di laurea che non hanno nulla a che vedere con l’ingegneria come a ad esempio: “Scienze e Tecnologie della Produzione Animale”, “Disegno Industriale”, “Pianificazione Territoriale, Urbanistica e Ambientale” “Scenze e Tecnologie Chimiche”, e tanti altri corsi di laurea non ingegneristici, fino ad arrivare addirittura a “Economia e Gestione Aziendale” e “Senza e Tecnica delle Arti Grafiche e Musicali”, il che giustificherebbe il titolo di Tecnico… e non di Ingegnere….

    5) Risulta poi difficile, in quanto palesemente strumentale, pretendere l’abolizione della Sezione B dell’Ordine degli Ingegneri conservando l’esistenza delle Sezioni B degli ordini dei chimici, Agronomi…ecc.

    6) Inoltre si fa notare che i signori periti, soprattutto agrari, hanno escluso nel loro progetto di unificazione gli Agrotecnici, per il semplice fatto che a tale Albo si accede, oltre che con tutti i titoli previsti per l’albo dei periti agrari, anche con i diplomi degli Istituti Professionali di Stato Per l’agricoltura. Quindi mi chiedo: se i signori periti fanno gli “schizzinosi” con gli Agrotecnici poiché ritenuti di non avere adeguata formazione scolastica, ma COSA DOVREMMO DIRE NOI NEI LORO CONFRONTI!!!

    Dobbiamo lottare per garantire l’esistenza e la dignità del nostro TITOLO PROFESSIONALE.

  9. volevo sapere se noi dottori in ingegneria che ancora non abbiamo sostenuto l’esame di stato dovremmo entrare a far parte di questo albo dei tecnici laureati per l’ingegneria…..oppure se questo albo racchiuderà soltanto periti e geometri…fatemi sapere…

  10. Sostenete l’esame di stato per la sez. B. alla prima occasione!

  11. Com’è mai il fantastico CNI ha scatenato immediatamente l’inferno nei confronti del testo di legge Mantini e invece adesso sembra chiuso in un tacito consenso. cos’è cambiato ?? Chi lo ha proposto non può essere attaccato ? Io ho mandato una email all’On. Vitali dicendo quello che penso della sua proposta, invito anche gli altri a farlo.

  12. Sono PIENAMENTE D’ACCORDO con LUX,
    Non lasciamoci prendere in giro, anche nella vecchia riforma infatti mi pare non si è mai parlato di convogliare nell’albo anche altre figure professionali come architetti o ingegneri aldilà dei geometri, periti ecc. ,ma purtroppo la cosa è stata strumentalizzata da qualcuno poiché sono stati messe in giro volutamente notizie non veritiere in proposito.
    L’unico problema che è stato anche giustamente evidenziato dal CNI sono la denominazione dell’albo, con le parole LAUREATO (perchè vi sono tecnici diplomati) e per L’ INGEGNERIA .
    Sarebbe stato molto più semplice chiamarlo per esempio
    ” Albo riunito dei Tecnici” evitando così questi disguidi e per maggiore chiarezza e trasparenza.

  13. Io non prenderei sottogamba il Disegno di Legge dell’On.Vitali che mi sembra fortemente motivato,spinto anche dai Collegi di Periti e Geometri,a portare in Parlamento una modifica sostanziale all’ordinamento professionale che lascia impietriti. Il Disegno di legge è quello che trovate al link che segue non quello che avete pubblicato: http://www.periti-industriali.com/site/pdlmodifica.pdf
    Colpiscono alcuni passi che riporto e che danneggerebbero in maniera grave l’attività degli attuali sezione B soprattutto per l’alterazione del titolo, per la totale analogia di competenze con i periti e i geometri e per l’obbligo del trasferimento di cassa. Non saremo più ingegneri.
    Art. 1
    (Istituzione dell’Ordine dei Tecnologi in Ingegneria)
    L’art. del D.P.R. 328/01 è sostituito dal seguente:
    E’ istituito l’ordine dei tecnologi in ingegneria.
    Il titolo di tecnologo in ingegneria, abbreviato “tec. ing.”, spetta esclusivamente agli iscritti nel relativo albo professionale.
    Art. 2
    (Albo professionale dei Tecnologi in Ingegneria)
    L’iscrizione all’albo dei tecnologi in ingegneria è riservata a coloro in possesso di uno dei seguenti titoli:
    a) Possesso dei requisiti di cui alle leggi e ai regolamenti previgenti per le professioni di geometra, di perito agrario e di perito industriale.
    b) Una delle lauree in materia tecnica prevista dall’art. 48 del D.P.R. 328/01, sei mesi di praticantato e superamento dell’esame di abilitazione all’esercizio della libera professione.
    (…)
    Art. 4
    (Settori dell’albo professionale dei Tecnologi in Ingegneria)
    1. Nell’albo professionale dell’ordine degli tecnologi in ingegneria sono istituiti i seguenti settori:
    a) edilizia, agrimensura e territorio; b) termologia e meccanica;
    c) sistemi elettrici ed elettronici;
    d) alimentare e chimica;
    e) prevenzione e sicurezza ambientale e lavorativa;
    http://www.periti-industriali.da.ru
    PdL – Riforma dell’ordinamento professionale dei geometri, dei periti agrari e dei periti industriali, e istituzione
    dell’ordine dei tecnologi in ingegneria – Pagina 2 di 8
    f) geotecnica; g) dell’informazione.
    2. Agli iscritti nell’albo professionale dell’ordine degli tecnologi in ingegneria spettano i seguenti titoli professionali:
    a) agli iscritti al settore edilizia, agrimensura e territorio, spetta il titolo di tecnologo in ingegneria dell’edilizia, dell’agrimensura e il territorio; b) agli iscritti al settore termologia e meccanica, spetta il titolo di tecnologo in ingegneria per la termologia e la meccanica;
    c) agli iscritti al settore sistemi elettrici ed elettronici, spetta il titolo di tecnologo in ingegneria per i sistemi elettrici ed elettronici;
    d) agli iscritti al settore alimentare e chimica, spetta il titolo di tecnologo in ingegneria alimentare e chimica;
    e) agli iscritti al settore prevenzione e sicurezza ambientale e lavorativa, spetta il titolo di tecnologo in ingegneria della prevenzione e sicurezza ambientale e lavorativa;
    f ) agli iscritti al settore geotecnica, spetta il titolo di tecnologo in ingegneria geotecnica; g) agli iscritti al settore dell’informazione, spetta il titolo di tecnologo in ingegneria dell’informazione.
    3. Il professionista iscritto in un settore non può, esercitare le competenze di natura riservata attribuite agli iscritti ad uno o più altri settori della stessa sezione, ferma restando la passibilità di iscrizione a più settori della stessa sezione, previo superamento del relativo esame di Stato. 4. Gli iscritti in un settore che, in possesso del necessario titolo di studio, richiedano di essere iscritti in un diverso settore della stessa sezione, devono conseguire la relativa abilitazione a seguito del superamento di apposito esame di Stato limitato alle prove e alle materie caratterizzanti il settore cui intendono accedere.
    (……………..)
    Ciò significa che per avere più di un settore occorrerà sostenere più di un esame di stato col medesimo titolo di studio.

    transitorie e finali)
    1. La sezione B degli Ordini degli Architetti, dei Biologi, dei Chimici, dei Geologi e degli Ingegneri, prevista dal D.P.R. 328/01 è abolita e i relativi iscritti vengono fatti transitare, a cura dei Presidenti dei relativi Ordini professionali, nei corrispondenti settori dell’albo professionale dei tecnologi in ingegneria.
    2. I diplomati Geometri, Periti Agrari e Periti Industriali conservano il diritto illimitato a conseguire l’abilitazione all’esercizio della libera professione di tecnologo in ingegneria, secondo le disposizioni dei relativi ordinamenti e di quelle contenute nella presente legge e nel relativo regolamento di attuazione da emanarsi entro sei mesi.

    Una vergogna tutta italiana. E’ da anni che ci tentano; questa volta parrebbero disposti ad andare fino in fondo. E non c’è sanatoria per noi.Verremo tirati dentro nel calderone.
    Non sottovalutiamo questa iniziativa, se non operiamo subito verremo spazzati via senza nemmeno accorgercene.

  14. la trovo una cosa senza senso e completamente incostituzionale….le misure compensative del CNI e la posizine che aveva preso in occasione della legge Mantini, spero non si faccia attendere…
    le casse dell’ordine professionale sanno bene che ne risentiranno in maniera cospicua…
    Spero solo non finsce tutto in un classico polverone italiano…

  15. Chi ha scritto quanto sopra(ordine dei tecnologi di ingegneria ) era sicuramente in un forte stato di trance causato non so da quale sostanza sia per la definizione di tecnologo di ingegneria (c’e’ una bella differenza tra tecnologo e tecnico) nonchè per il destino arbitrariamente assegnato a legittimi iscritti alle sez. B degli Ordini riformati dal dpr328.

  16. Nell’intestazione c’è scritto “Proposta di legge di iniziativa popolare”: questo significa che occorrono 50.000 firme per portarla in parlamento. Saranno già state raccolte? Mbha’….spero proprio di no! Anche se non mi stupirei del contrario visto che in questo paese le cose non vengono mai fatte secondo la logica del giusto bensì secondo quella del facile.

    Ma daltronde questo è il paese del nepotismo, dell’anti-meritocrazia, della prepotenza, della mafia, delle caste, dei furbi. Solo se sei raccomandato arrivi a certe cariche, non se te lo meriti, non se ti sei fatto il mazzo e se hai una intelligenza superiore alla media.

    Quelli vanno all’estero, dove invece viene riconosciuto il merito. Questa è la vera furbizia! Prendi uno capace e lo metti in posti di responsabilità: cosa ottieni? Invece qua prendi un leccaculo raccomandato e lo metti in posti di responsabilità: cosa ottieni?

    Chi è raccomandato di solito è solo un raccomandato e non è detto che sia una persona capace.

    Chi è raccomandato è nei posti di potere, dove si decide, dove si fanno le regole e le leggi.

    Finchè non cambia questo, finchè i raccomandati non vengono sostituiti dai meritevoli le leggi, le regole saranno fatte solo per avvantaggiare se stessi e cioè chi è raccomandato, non chi più se lo merita, non chi potrebbe operare secondo giustizia ma bensi chi opera secondo cio’ che è piu’ facile per avvantaggiare se stessi e chi li puo’ sostenere.

    Nella proposta ci sono dentro tante fesserie almeno quanto quelle che sono state dette dal CNI in 8 anni di dpr 328!

    Ad. es. io che ho un diploma di perito delle telecomunicazioni ed una laurea in ingegneria elettronica (classe informazione) potrei, come perito iscrivermi a 2 settori e come laureato ad uno solo!!

    Inoltre con la laurea in ingegneria elettronica non posso iscrivermi al settore relativo agli impianti elettrici ed elettronici, quando invece ho sostenuto 2 esami di elettrotecnica e 7 di elettronica!! mentre posso iscrivermi a quello dell’informazione per cui ho sostenuto 2 esami di informatica…..del resto anche adesso col dpr 328 sembrerebbe che non possa occuparmi di impianti elettrici.

    io che ho competenze per occuparmi di impianti ad energia solare, sicuramente molto di piu’ di un architetto, non posso farlo e invece un architetto si! ma allora come caXXo facciamo a far sviluppare il settore delle energie rinnovabili se si preclude a quelli che potrebbero essere gli esperti l’esercizio della professione!? è chiaro che se si affida questo settore a chi non ne sa niente non è possibile ottenere niente.

    ma chi caXXo le scrive queste leggi!? mi domando: ma chi le scrive ha una vaga idea della preparazione che riceviamo all’università? lo sapranno che chi si è laureato in ingegneria elettronica ha affrontato esami di automazione industriale, di elettrotecnica e di elettronica?

    prendi invece un architetto e quello può occuparsi di tutto! ma quello ha sostenuto esami di informatica? e di elettronica? di elettrotecnica? di chimica?

    ma come caXXo le fanno le leggi?? ma vogliono proprio sfasciarlo questo paese. vogliono proprio mandarlo in malora!

    non so voi ma io mi sto’ veramente scoraggiando….
    di tanto in tanto mi ritrovo a maledire il giorno che ho portato la richiesta di iscrizione all’università.

  17. E’ vero se possibile dobbiamo combattere!
    Io sono un geometra ma anche laureato e abilitato triennale ARCHITETTO IUNIOR appena iscritto.
    Se passa questa riforma ho studiato tre anni di università e fatto un esame di abilitazione, con sacrifici enormi, assolutamente per niente. Inoltre perderemmo il nostro titolo di Architetti e Ingegneri iunior! E’ impensabile! Solo in Italia possono accadere queste cose?! Dovremo ringraziare gli ing. e arch. senior che ci hanno sempre osteggiati e i collegi dei diplomati che ci hanno usati per elevarsi! che schifo! Fanno tutti schifo: politici, i collegi e gli ordini! Non sanno rispettare le persone, i professionisti e i sacrifici.

  18. Egregio collega “tecnologo per l’ingegneria”,

    ti addebito ufficialmente una notte insonne!.
    Grazie per le tue informazioni ed i link agli interessanti articoli.
    Ti confesso che a questo punto non sono più solo amareggiato ma anche arrabbiato.
    Inviterei tutti ad andare a leggere il disegno di legge “consigliato” dai periti/geometri.
    Senza chiamarci nemmeno in causa fanno una proposta di legge in cui noi non siamo stati minimamente interpellati e/o considerati.
    Sono previste medesime mansioni per i periti/geometri e noi ingegneri/dottori in varie discipline scientifiche; questo non è ammissibile…notate anche come si stiano sistemando i fatti propri semplicemente giocando sul cospicuo numero di iscritti che gli attuali albi dei periti/geometri vantano.
    A questo punto mi chiedo cosa abbiamo studiato a fare….Ci sarebbe bastato il diploma di perito/geometra per accedere allo stello “livello” di mansioni a cui ci vogliono relegare.
    Ci deve essere una differenza nelle mansioni tra noi e loro…ci devono essere riconosciuti gli anni di studi che abbiamo fatto….lo STATO ITALIANO deve riconoscere la valenza di un titolo di studio che non abbiamo inventato noi.
    NO AD UGUALI MANSIONI. Nel caso più estremo i periti/geometri possono essere equiparati a noi dopo un tirocinio NON RETRIBUITO di almeno cinque anni…che capiscano cosa vuol dire sacrificarsi par raggiungere il nostro traguardo.

    Marco Durante

  19. Ora siamo arrivati a raccogliere i siti basati in russia (da.ru.???) che contengono spazzatura, molte ………..provocazioni e deliri di onnipotenza.
    l’amarezza è che, chi legalmente ci rappresenta non parla.
    Ci hanno già scaricati? senza nemmeno interpellarci?
    Qualcuno ha avvertito gli studenti di ingegneria che stanno spendendo tempo e denaro inutilmente.
    L’Italia è sempe la patria del diritto oppure dell’arbitrio?

  20. Marco S.,

    sai darci notizie riguardo il SIND.IN.AR. 3?.
    Ho fatto il bonifico, mandato il modulo di iscrizione, inoltrato una mail…ad oggi nessuna risposta.
    Immagino che, essendo costituito da alcuni volenterosi già impegnati con il loro lavoro, la cosa non sia semplice da gestire ; la presente è solo per chiedere informazioni e non per polemizzare in alcun modo.

    Grazie
    Marco Durante

    • Il SIND.IN.AR.3. è nato a Novembre. Da come sembra il sindacato deve ancora organizzarsi bene. Il presidente è l’arch. iunior Antonio Arancio che non conosco, mentre il vicepresidente è ing.iunior Enzo Boccassini col quale ho avuto scambi di mail. L’ing. Boccassini fa parte anche del CUP3 e si impegna molto per la nostra categoria. Puoi metterti in contatto con lui alla seguente mail: barthenz@tiscali.it, è chiedergli informazioni, anche in merito al bonifico e a che fine fanno i versamenti per l’iscrizione.
      Se hai bisogno di qualcosa la mia mail personale è: ing.marcosabatini@tele2.it
      Marco S.

  21. ma il cup3, il sindacato e sopratutto il CNI che stanno facendo????

  22. questa proposta è del 2004. nn fa testo in quanto nei due anni successivi furono fatte altre proposte che nn contemplavano questa dicitura di ” teconologo”. anche il nome dell’ordine nn e’ piu questo ma ordine dei “tecnici laureati per l’ingegneria”
    ciao

    Confido che l’attuale proposta vada nel nulla.. e nn venga mai approvata : sarebbe una cosa vergognosa accorpare indiscriminatamente diplomati e laureati. cio andrebbe contro anche agli attuali titoli e competenze presenti in tutta europa e in moltissimi paesi extra europei.

  23. Quella del tecnologo è la proposta dei colleggi geometri e periti a cui il Ministro aveva chiesto di presentare la loro idea.
    Questa gente si stà dando molto da fare forte del nostro tacito consenso, io ancora non ho letto nulla di ufficiale da parte dei nostri rappresentanti.
    Ritengo cmq tutto ciò mostruosamente incostituzionale, in uno stato di diritto non si può fare. Un titolo acquisito per meriti non può essere annullato o cambiato.

  24. Caio a tutti. Venerdì 13 Marzo presso l’ordine della provincia di Chieti avremo la possibilità di parlare con 3 rappresentanti del CNI, che parteciperanno a un incontro su tematiche riguardanti gli Ingegneri sez . B Visto che sul sito del CNI le ultime notizie più importanti sono la GARA DI SCI TRA INGEGNERI E ARCHITETTI E IL CAMPINATO DI CALCIO 2009, si spera che in quella occasione si possa capire quale sia la posizione del CNI e se ci sono azioni atti a tutelarci.

  25. Ripeto : questo documento e del 2004. sono convinto che anche l’attuale programma proposto dell’ordine dei tecnici laureati , se nn opportunamente modificato a favore nostro, nn andra’ a buon fine.

    e’ cosi difficle copiare i nostri colleghi europei? (dare importantza alla laurea triennale ed i successivi master)

    un saluto

  26. Sono daccordo con Gianluca. nel sito http://WWW.periti-incustriali.it, nella sezione documenti, c’è la proposta di legge in questione presentata nel 2004 e concepita nel 2003 con la segunete nota, che riporto per esteso:
    “Bozza di un’articolata proposta di legge, inizialmente concepita nel settembre 2003 per l’iniziativa popolare, ai fini dell’istituzione dell’ordine unico dei tecnologi per l’ingegneria. Questa proposta, opportunamente e maldestramente stravolta, è stata fatta propria da diversi consigli nazionali e portata in discussione da diversi parlamentari senza però esaltarne il fondamento principale cui essa si era ispirato. Pertanto la si può definire ormai fallita e priva di senso ai fini di un rilancio attuale”.
    Forse è necessario verificare meglio se la notizia di una possibile riproposta di una legge del 2004, che si è diffuso in TUTTI i siti di professioni tecniche, sia realmente attendibile.

  27. Ma quale documento del 2004, questa proposta è già in mano al Ministro Alfano e non è stata approvata a gennaio per mancanza di tempi tecnici, mi riferiscono. Stiamo per essere fregati senza nemmeno accorgercene. In questi anni di dure lotte per affermare il nostro titolo, convertire in lavoro i nostri sforzi all’Università abbiamo incontrato tutti gli ostacoli possibili. Ora siamo al punto di cresta. Questa è la situazione più grave in assoluto anche perchè le proposte di legge di iniziativa popolare sono quasi sempre andate in porto. Dobbiamo fare di tutto per portare il nostro disgusto al Ministro Alfano, perciò chiedo pubblicamente al CNI, al CUP3 e al Sindacato di organizzare un incontro col Ministro prima che sia troppo tardi. La Legge è pronta per essere varata.

  28. Sono d’accordo con il precedente commento!!!!
    Perchè coloro che si occupano della tutela dei nostri diritti nn vanno a colloquio con l’On. Vitale presentandogli un modello di Albo per ingegneri simile a quello di Francia o Inghilterra? Visto che le precedenti nazioni utilizzano il sistema 3+2 o 3 e 2 da molto molto tempo!!!!

  29. Salve a tutti, sono un neolaureato triennale in Ingegneri Ambientale presso la Sapienza di Roma. Ho incominciato a leggere sia il decreto che i commenti. Purtroppo non sono riuscito a capirci molto.
    lascio la mai mail per quanti vorranno rispondere ai miei dubbi.

    francesco-sabbatini@libero.it

  30. perchè non copiano dall’Inghilterra?

  31. io auspico che cavolate del genere non vadano in porto…e spero che le CAVOLATE……rimangano solo nelle idee di chi tale è,… e in tale modo le concepisce…

  32. che strano questo silenzio dei nostri rappresentanti in una situazine cosi grave e incostituzionale, è veramente imbarazzante.
    chi pecora si fa il lupo se lo mangia e ho capito che abbiamo finito di fare gli ingegneri e ce lo siamo meritato.
    va bene cosi !!

  33. Malgrado tutto, non bisogna farsi prendere dal senso di ingiustizia, a mio avviso. Occorre essere molto tranquilli e diplomatici. Ritengo che periti, geometri e diplomati in genere siano rappresentati da persone coscienziose e conscie della possibilità di trovare attorno ad un tavolo una soluzione che consenta ancora a lungo una convivenza pacifica. In questi tempi di recessione siamo tutti preoccupati per il futuro (mutuo, famiglia,debiti, lavoro) e spesso dimentichiamo i come il dialogo possa risolvere con apparente semplicitàle cose. Diamo spazio ad una pacata attività di concertazione. Non si prendano decisioni affrettate ma si inizino colloqui fiduciosi di trovare spazio per il merito e rispetto dei titoli e delle fatiche universitarie.

  34. Ritengo che ammesso che tutto ciò vada in porto e sarebbe una cosa vergognosa, chi è ormai iscritto all’Ordine degli ingegneri non possano costringerlo a trasloccare ad altro albo, e comunque penso che anche i vari ordini vedendo perdere degli iscritti non sarebbero così d’accordo a rinunciare a certi compensi, non pensate?

  35. Diamo a Cesare quel che è di Cesare, quello pubblicato è un testo che non è riferibile “ufficialmente” ai tecnici diplomati
    La proposta del CNPI e CNG non è stata ancora definitivamente elaborata, l’unico documento dei Consigli Nazionali dei Periti e Geometri esistente è quello presentato nella precedente legislatura (XV) al Senato al n° 905 che trascrivo:
    DISEGNO DI LEGGE

    Art. 1.

    1. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per l’istituzione dell’Ordine professionale dei tecnici laurerati per l’ingegneria, sulla base dei princìpi e criteri direttivi di cui all’articolo 2.

    2. Lo schema del decreto legislativo di cui al comma 1, emanato su proposta del Ministro della giustizia di concerto con il Ministro dell’università e della ricerca, sentiti i Consigli nazionali dei geometri, dei periti industriali e dei periti industriali laureati e dei periti agrari e dei periti agrari laureati, è trasmesso alle Camere ai fini dell’espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia, che sono resi entro trenta giorni dalla data di trasmissione del medesimo schema di decreto. Decorso il termine senza che le Commissioni abbiano espresso i pareri di rispettiva competenza il decreto legislativo può essere comunque adottato.

    Art. 2.

    1. Il decreto legislativo di cui all’articolo l è adottato nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

    a) iscrizione all’Ordine professionale dei tecnici laureati per l’ingegneria dei soggetti in possesso di titoli di studio universitari di cui alla lettera c), nonché dei professionisti attualmente iscritti agli albi professionali dei geometri, dei periti industriali e periti industriali laureati e dei periti agrari e periti agrari laureati;

    b) definizione delle modalità per la costituzione del Consiglio nazionale, dei Consigli locali e dei relativi organi esecutivi del nuovo Ordine professionale e la loro composizione, nel rispetto dei princìpi di proporzionalità e rappresentatività, assicurando, comunque, agli appartenenti a ciascuno dei settori dell’albo di cui alla lettera d), alla fine del periodo transitorio di cui alla lettera i), un numero minimo di rappresentanti non inferiore a uno;
    c) individuazione dei titoli universitari e delle classi di laurea, nonché degli altri titoli regolati dall’ordinamento previgente ai decreti emanati in applicazione dell’articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e successive modificazioni, che costituiscono requisiti di ammissione all’esame di Stato;
    d) istituzione di distinti settori dell’albo, individuati in base ai diversi percorsi formativi degli interessati, riservati ai possessori dei titoli di cui alla lettera c);
    e) definizione dell’ambito, delle condizioni e delle modalità di svolgimento delle attività oggetto della professione, ai sensi e per gli effetti di cui al regio decreto 11 febbraio 1929, n. 274, al regio decreto 11 febbraio 1929, n. 275, al regio decreto 25 novembre 1929, n. 2365, ed alle altre disposizioni vigenti, avuto riguardo ai titoli di studio e, quindi, ai singoli percorsi formativi;
    f) determinazione delle prove dell’esame di Stato per l’abilitazione all’iscrizione alle distinte sezioni dell’albo, tenuto conto di quanto disposto alla lettera e), con previsione della possibilità di svolgimento del tirocinio durante il corso di studi, ed esenzione da una delle prove scritte dell’esame di Stato in funzione dell’esito di un corso realizzato sulla base di convenzioni tra università e ordini locali;
    g) adozione delle norme transitorie che disciplinano l’iscrizione all’albo per gli attuali iscritti negli albi dei geometri, dei periti industriali e periti industriali laureati e dei periti agrari e periti agrari laureati, con specifica distinta indicazione, per ciascuno, dell’anzianità di iscrizione, della specializzazione e del Collegio di provenienza;
    h) tutela del nuovo titolo professionale di tecnico laureato per l’ingegneria, nel senso che esso potrà essere utilizzato solo dagli iscritti nel relativo albo professionale;
    i) adozione delle norme transitorie che garantiscono, per la durata di quattro anni a decorrere dalla data di scioglimento degli attuali organismi dirigenti di cui all’articolo 4, comma 1, le maggioranze e la distribuzione delle cariche nel rispetto dei princìpi di proporzionalità e rappresentatività, assicurando, comunque, agli appartenenti a ciascuno dei settori dell’albo di cui alla lettera d) un numero minimo di rappresentanti non inferiore a uno all’interno degli organi collegiali;
    l) adozione delle norme transitorie che definiscono le modalità, le procedure ed i termini per la confluenza degli enti nazionali e locali dei tre attuali Collegi, nei rispettivi enti territoriali del nuovo Ordine, definendo altresì l’ambito territoriale degli Ordini locali e le procedure per la prima elezione dei relativi organismi direttivi.

    Art. 3.

    1. Il Governo è delegato ad adottare, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, e nel rispetto dell’autonomia riconosciuta alle casse ed enti di previdenza dalla normativa vigente, entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti misure volte a sostenere l’iniziativa dei competenti organi della Cassa italiana di previdenza ed assistenza dei geometri liberi professionisti, dell’ente di previdenza dei periti industriali e periti industriali laureati e della gestione separata dei periti agrari, finalizzata all’unificazione, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

    a) definizione delle regole da seguire nel processo di unificazione, anche al fine di assicurare la sostenibilità delle prestazioni da erogare, sulla base di quelle fissate dagli articoli 2498 e seguenti del codice civile in quanto applicabili e, comunque, nel rispetto dei princìpi del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e del decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, previa adozione di progetti di unificazione da parte dei competenti organi degli enti previdenziati interessati, adottati con la maggioranza dei due terzi dei componenti dell’organo decisionale di ciascuno degli enti previdenziali interessati, sulla base di bilanci di unificazione che considerino le situazioni patrimoniali in atto e le previsioni sulle dinamiche demografiche e delle adesioni, da assoggettare al controllo di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509;

    b) applicazione da parte delle Casse unificande del principio del pro rata, di cui all’articolo 3, comma 12, della legge 8 agosto 1995, n. 335, per le prestazioni già maturate, rapportato alle condizioni di equilibrio di lungo periodo caratterizzanti ciascuna gestione;
    c) adeguamento della normativa vigente, già applicabile alle Casse, rispetto al processo di unificazione come da esse definito;
    d) esenzione da imposte e tasse di tutti gli atti finalizzati alla unificazione.

    2. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1, sono adottati, su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro della giustizia. Essi sono trasmessi alle Camere ai fini dell’espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario, che sono resi entro trenta giorni dalla data di trasmissione dei medesimi schemi di decreto. Decorso il termine di cui al secondo periodo senza che le Commissioni abbiano espresso i pareri di rispettiva competenza, i decreti legislativi possono essere comunque adottati.

    Art. 4.

    1. Nell’esercizio della delega di cui agli articoli 1 e 3, il Governo disciplina la durata dei Consigli nazionali, dei Consigli dei Collegi locali e degli organi degli enti previdenziali dei geometri, dei periti industriali e dei periti industriali laureati e dei periti agrari e dei periti agrari laureati in carica alla data di entrata in vigore della presente legge, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi:

    a) prevedere la proroga degli organi dei Consigli nazionali e locali dei Collegi, in carica alla data di entrata in vigore della presente legge, almeno fino al 31 dicembre del primo anno successivo a quello di entrata in vigore del decreto legislativo di cui all’articolo 1;

    b) prevedere la facoltà per i Consigli locali prorogati di indire nuove elezioni alla naturale scadenza del loro mandato, fermo restando che gli organi così eletti decadranno comunque alla data di cui alla lettera a);
    c) prevedere la proroga degli organi deliberativi e amministrativi degli enti previdenziali, in carica alla data di entrata in vigore della presente legge, almeno per un anno successivo a quello di entrata in vigore del decreto legislativo di cui all’articolo 3.
    Nessun altro documento è mai stato elaborato dai Consigli interessati che sono Enti Pubblici del Ministero di Giustizia e non circoli del tennis.
    Nel codice penale esiste un apposito articolo sul reato di procurato allarme.

  36. Come sempre d’accordo con LUX e con Gianluca.
    Caro tecnologo quello è un documento di parte elaborato anzitempo da qualche furbetto, improponibile nonchè immotivato, del resto si sa che quando si vuole ottenere 1 si deve chiedere 10.
    Ti prego di evitare di diffondere notizie false che risalgono ormai al passato e possono creare e generare danni e confusioni. Spesso l’informazione non corretta può creare più danni della realtà e noi ne sappiamo qualcosa, nell’attuale proposta, non si fa riferimento di ingegneri o architetti come è naturale che sia.

  37. gentilissimo ingegnere iunior volevo un po di chiarezza riguardo la situazione in cui oggi versiamo…dobbiamo veramente preoccuparci?ci sono novità?aspetto tue notizia.ciao a tutti

  38. Signori un consiglio a tutti, per chi ancora non lo avesse fatto, fatevi rilasciare il diploma di abilitazione o il certificato sostitutivo dove lo stato attesta la regolare qualifica di ingegnere. Ogni legale mi sta confermando che non possono togliercela.

  39. Ciao Marco,

    a proposito del tuo consiglio.
    Basta il certificato rilasciato in carta semplice dall’università?
    Io ho il classico certificato relativo al superamento dell’esame di stato.
    Basta quello?

    Grazie
    Marco Durante

  40. marco scusa, sul diploma di abilitazione o il certificato sostitutivo, cosa c’è scritto? perchè io ancora non l’ho preso.

  41. Per quanto se so io, non possono neanche negarla all’ultimo studente iscritto al primo anno della Facoltà di Ingegneria.

  42. a quanto è dato che creeranno questo albo dei tecnici laureati per l’ingegneria?

  43. Quando superate l’esame di stato l’università vi rilascia il diploma di abilitazione all’esercizio della professione di ingegnere. Siccome ci vuole un po di tempo per averlo nel frattempo chi vuole può richiedere il certificato sostitutivo che ha lo stesso valore del diploma. C’è scritto che si certifica che il sig. mario rossi, avendo superato l’esame di stato, è abilitato all’esercizio della professione di ingegnere ognuno nella sua specialità. Si richiede all’ufficio esami di stato dell’università. Tanti non lo ritirano aspettano direttamente il diploma che arriva dopo tanto tempo (6 anni di media). Ritirate il certificato sostitutivo subito, questo attesta che siete ingegneri ora e sempre.

  44. caro marco purtroppo secondo me questa volta davvero non riusciremo a difendere i nostri ideali

  45. a sto giro mi sa che verrà formato il nuovo albo dei tecnici laureati…

  46. speriamo tutti non siano così disfattisti…..

  47. speriamo tutti non sia così disfattisti….non dobbiamo mollare…nulla è stato ancora fatto….

  48. per ingegnereiunior:
    cosa ti da questa sicurezza?lo spero ovviamente per voi…

  49. Ricordo che neanche il CNI, nonostante il suo comportamento molto ambiguo nei confronti degli iscritit alla sez. B, si è mai sognato di far transitare i circa 5000 ingegneri attualmente iscritti alla sez. B verso il fantomatico albo dei tecnici laureati ecc. .
    Ripeto che la vera posta in gioco è sostanzialmente per i ragazzi che si iscriveranno ai corsi triennali in ingegneria in futuro in quanto la vera volonta di CNI e CNPI, CNG e’ di far attivare il percorso a Y, cioè una laurea teorica a ciclo unico di 5 anni per sfornare ing. della sola sez. A e una laurea triennale professionalizzante che alimenti l’albo dei tec. laur. con nessuna possibilità di connessione tra i 2 percorsi.
    Il resto è solo aria fritta per alimentare i troll che anche in questo forum ogni tanto vengono a fare rumore!

  50. Se si chiama “albo dei tecnici laureati” ci devono essere tecnici LAUREATI e non diplomati.

    Io sono a favore della separazione dai ‘dittatori’ ingegneri magistrali, che con la loro presenza predominante nei consigli ci rigirano come vogliono.

    Io sono a favore per la creazione di un “albo degli ingegneri” e per quella di un “albo ingegneri magistrali”, con ognuno i propri presidenti e con ognuno i propri consiglieri che tutelino veramente i propri iscritti.

  51. A parte il fatto che l’attuale legge in discussione (non quella del tecnologo che è una bufala) non prevede il trasferimento coatto delle sez. B a questo stupido ordine, ma comunque io sto dicendo che potrebbero anche farlo (non dimentichiamoci che questo è il paese senza vergogna, ricordo una proposta di legge di molti anni fa dove volevano il registratore di cassa per le prostitute in mezzo la strada), il punto è che non possono farlo perché tutti noi abbiamo acquisito con l’abilitazione il diritto riconosciuto dallo stato all’esercizio della professione di ingegnere e non quindi quella di tecnico laureato per l’ing. Pertanto il tutto è incostituzionale e impugnabile se abbiamo la forza di farlo. Dipende da noi !!……..cup3, sindacato, consigli b ancora niente ?? ..vabbèh !!
    Io cmq in ogni caso non mi iscriverei mai a questo ordine mentecatto e credo che nessuno lo farà dei nuovi laureati, chi studierebbe mai ingegneria per non essere ingegnere, tutti prenderebbero la magistrale arrivando cosi ad una grande cosa bella tutta italiana: All’ordine dei laureati in ingegneria ci sono tutti tranne che i laureati in ingegneria.
    L’italia (non merita la i maiuscola)……..barzelletta d’Europa !!

  52. Qualcuno si dimentica o vuole dimenticarsi che i laureati sono già all’interno dei Collegi dei Periti.
    Il DPR 328 l’ inquadra all’art.55 comma 4.
    Il loro titolo è Perito industriale Laureato.
    Il timbro professionale (tondo) porta sul perimetro la dizione “Collegio dei Periti Industriali e Periti Industroali Laureati di ………” nel centro dopo il nome, la specifica dottore in ingegneria.

  53. N.B: Coloro che con la laurea triennale conseguono l’abilitazione di perito industriale laureato hanno nel timbro la specifica Dott. Per. Ind. rispetto al perito industriale diplomato e abilitato che si firma Per. Ind.
    Per il resto non cambia niente in quanto le competenze sono le medesime. C’e’ solo il dott. che indica che il soggetto è in possesso di laurea (senza indicare il itpo in quanto a seconda delle sppecializzazioni l’art. 55 del dpr 328 consente a laureati triennali tecnico scientific anche diversi da quelli che escono da ingegneria come i chimici, informatici, biologi urbanisti ecc. di fare l’esame di abilitazione) Piu o meno la stessa cosa per geometri e perit agrari.

  54. Di questo ne sono informato in quanto un mio amico laureato triennale in fisica non avendo alcuna possibilità di iscriversi in un albo professionale come quello degli ingegneri o architetti , ha fatto l’esame di abilitazione di perito industriale (con titolo Dott. Per. Ind.) nella specializzazione di fisica industriale secondo appunto l’art. 55 del dpr 328/2001 che ricordo è il decreto che costituisce le sezioni B.

  55. e allora i giovani ingegneri triennali appena laureati dove andranno?

  56. Infatti ho sempre sostenuto la stupidità della doppia chance (collegio o ordine sez.B) che non è da meno del proposto nuovo ordine.

  57. gente potrà succedere di tutto ma la cosa certa è che siamo e resteremo dei DOTTORI IN INGEGNERIA….

  58. Ma il Dott. Per.Ind. Laureato è un tecnico laureato oppure no?
    Io credo di si, ha frequentato l’università, e se iscritto al corso di Ingegneria ha anche un diploma di laurea in Ingegneria.
    Dei laureati in Fisica o altre facoltà non entro, perchè non ingegneri e quindi fuori dai giochi.
    Ne discende a fil di logica che l’appellativo di “tecnici laureati” non è illogico.
    Per il timbro tondo e relativo regolamento, ho davanti quello di un Collegio del nord che è così composto:
    .al perimetro del bordo, collegio dei periti industriali e dei periti industriali laureati di ……….
    .al centro, Per.Ind. Laureato…………..
    .sotto, n°………. Dottore in Ingegneria Civile, ovvero Industriale, timbro che viene rilasciato solo ai laureati in ingegneria.
    Tutta questa dissertazione, non è per dire che i Periti sono uguali agli ingegneri, tutt’altro ma per sottolineare che anche gli altri hanno buone carte giuridiche da giocare che non dobbiamo sottovalutare.

  59. ribadisco che è molto stupido che un laureato in ing. sia iscritto all’albo dei periti o geometri, è l’unica cosa che ho condiviso delle contestazioni fatte dal CNI. Ma credo che un diplomato di scuola superiore che acceda ad un ordine per laureati definendosi cosi tecnico laurerato è proprio ridicolo.
    Secondo me in un paese normale si dovrebbe fare un albo unico per i tecnici diplomati e lasciare le cose come stanno per i laureati, magari definendo meglio le competenze.

  60. ingegnereiunior volevo sapere se tu, da persona più informata di noi, sapevi ulteriori novità riguardo questo albo dei tecnici laureati…

    • Per perito:
      Per ora c’è solo una proposta di legge, che non include gli ingegneri triennali all’interno del nuovo albo, ma è rivolto solo ai geometri periti e agrari anche laureati.
      Il CNI, l’assemblea nazionale dei consiglieri nazionali triennali italiani, nonche il CUP3 e il SIND.IN.AR.3 e tutte le altre associazioni dei rappresentanti degli ingegneri e architetti triennali, hanno dato parere negativo all’ingresso dei professionisti ingegneri e architetti triennali all’ingresso di questo nuovo albo.
      L’albo unico credo che si farà ma ingloberà al loro interno: geometri, periti, agrari, geometri laureati, periti laureati e agrari laureati.
      Se tu sei un perito credo che questo weblog non ti appartenga in quanto la nostra categoria sarà comunque esclusa dall’Albo unico.

  61. Caro Marco, un Ingegnere seppure iscritto al Collegio dei Periti non può essere stupido, contrasta con l’assioma della nostra categoria secondo il quale l’ingegnere è un essere superiore, di intelligenza fuori dalla norma.
    Senza poi considerare,che c’è chi ha la doppia iscrizione sia all’ordine degli ingegneri che ai Periti, che come sai è anch’essa consentita dalla legge. Sono cretini a metà? oppure a giorni alterni.
    Attieniti alle leggi vigenti e non al tuo ego.
    In ultimo ti informo che il disegno di legge sull’Albo unico ( quello vero) è stato anticipato ieri al Cnel.
    Scusa ma te la sei cercata

  62. Caro Bruno, il problema è che il fatto che io abbia giudicato stupidi gli ingegneri iscritti ai collegio dei periti o i periti stessi esseri inferiori, è il frutto della tua discutibile capacità di comprensione della quale non me ne faccio un problema. Io, come ritenevo di aver ben spiegato, ritengo stupido il sistema che prevede l’attuale doppia chance per i triennali e il fatto che sussista o sussisterà un collegio o ordine che accolga entrambe le categorie essendo queste diversificate. In quanto alla legge, essendo questo un paese democratico, ho tutto il diritto di giudicarla e non ho bisogno dei tuoi consigli.
    Scusa anche tu, ma tanto ti dovevo.

  63. io la smetterei di disinformare e forviare le persone con supposizioni che non hanno nulla di ufficiale…fatevi spiegare meglio cosa realmente sta succedendo.

  64. Caro ingegnere iunior Marco, hai scritto “è molto stupido che un laureato in ing. sia iscritto all’albo dei periti o geometri”
    La mia capacità di intendere l’italiano è sicuramente superiore alla tua, che vedo è approssimativa , come la tua logica, e non ti permettere più di offendere i colleghi.
    Tieni le tue offensive opinioni per te e tieni a freno la penna.

  65. Ragazzi…mi permetto di proporre di impiegare le nostre già esigue risorse per difendere i nostri diritti e non per “scornarci” tra di noi…
    Credo sia poco edificante per la nostra categoria dare questo tipo di immagine.

    Marco Durante

  66. Gentile sig. Bruno, l’unica cosa che si può ritenere offesa dalle Sue deduzioni è l’intelligenza umana. Non Le starò certo a rispiegare il tutto perché capisco che con soggetti come Lei sarebbe del tutto inutile. In quanto all’italiano non mi giudichi Lei, non Si renda ridicolo. Non aggiungerei altro alla vicenda perché non è per questo che è stato creato questo blog.

  67. ce ne sono novità?come procedono le cose circa la creazione dell’albo dei tecnici laureati?le posizioni del cni quali sono?

  68. Ciao a Tutti. Fermo restando lo straordinario lavoro del CUP3, SIND.IN.AR.3 e fino ad arrivare a colui che a costituito questo splendido Blog, mi chiedo quali sono le azioni concrete che le varie rappresentanze e il CNI hanno intenzione di intraprendere.
    Credo che sia urgente farsi sentire a fronte delle innumerevoli azioni di pressione che i periti e i geometri stanno conducendo in questi giorni, ovvero:

    1) Il noto incontro del presidente nazionale dei geometri (a nome di tutte e tre le categorie dei tecnici diplomati) con il Ministro della Giustizia Alfano per promuovere l’albo unico dei “tecnici laureati per l’ingegneria”;

    2) E’ in fase avanzata la realizzazione della proposta di legge sull’ordine dei “tecnici laureati per l’ingegneria” che i tre presidenti nazionali hanno intenzione di presentare al Ministro entro Aprile;

    3) Il Presidente nazionale dei periti industriali Giuseppe Jogna ha partecipato nel giorno 03-03-2009 al convegno Cnel su tematiche riguardanti la sicurezza e le professioni tecniche, e in tale occasione a sollecitato l’istituzione dell’albo unico dei tecnici….. al Ministro dell’Università Gelmini e la Ministro del Lavoro Sacconi, intervenuti anche loro al convegno;

    4) il giorno 18-03-2009 il presidente nazionale dei periti industriali andrà al Parlamento Europeo insieme all’eurodeputato Zappalà (ricordo, che Zappalà e stato l’europarlamentare che ha contribuito in modo imponente alla cosiddetta direttiva Zappalà, sul riconoscimento delle professioni tra i paesi membri dell’unione europea, consentendo ai diplomati tecnici di stare sul nostro stesso livello ai fini della libera circolazione dei vari professionisti all’interno dell’Unione Europea) al convegno dell’EURETA dove si discuterà a 360° su tematiche riguardanti le professione dell’ingegnere in Europa.

    Credo che queste quattro iniziative, insieme ad altre che per brevità non riporto, sono sufficienti a mostrare la serietà e la caparbietà con cui perseguono il loro obbiettivo, alla quale dobbiamo rispondere con altrettanta decisione.

    A tal proposito noi dell’Ordine della Provincia di Chieti avremo la possibilità di incontrare venerdì 17 aprile tre rappresentanti del CNI tra cui il rappresentante della Sez. B.

  69. mi associo a quantoo detto da francesco…avete novità?mi appello anche alla risposta del come sempre gentilissimo ingegnereiunior….

  70. io direi che a questo giro ci fregano tutti.saremo tutti tecnici

  71. Sposo completamente quanto pubblicato da LUX che, vedo, conosce bene la situazione.

  72. con questi silenzi la nostra figura scomparirà del tutto..ormai è questione di tempo..saremo tutti nell’albo dei tecnici.

  73. Ciao a tutti. Voglio condividere con voi l’ennesima “porcata” fatta a nostro danno. I fatti sono (fonte il sito ufficiale del CNPI sezione Documenti): E’ stato indetto in questi giorni, un bando della Regione Toscana, a firma del Dirigente Responsabile Ing. Giancarlo Fianchisti, per la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 200 kWp presso Scarpia, alla quale potevano partecipare SOLO gli Ingegneri quinquennali. A questo punto il Collegio dei Periti Industriali della Provincia di Firenze è intervenuto facendo correggere il bando (che potete scaricare del sito del CNPI) con il seguente risultato: SONO AMMESSI AL BANDO SOLO GLI INGEGNERI QUINQUENNALI E I PERITI INDUSTRIALI!!!!!.
    Mi chiedo MA DOV’ERA L’ORDINE DEGLI INGEGNERI DI FIRENZE!!!!!
    I rappresentanti del CNI devono avere proprio una bella faccia fresca per andare in giro nei vari ordini provinciali, anche con i nostri soldi, a raccontarci ancora la favoletta del DPR 328, il ruolo dell’ing. Ir e varie ed eventuali.
    Scusate lo sfogo.
    A dimenticavo, A.P.E. ma che fine ai fatto!!!

  74. Devo correggere quanto scritto in data 06/03/2009. La data dell’incontro all’ordine di chieti NON è il 17 aprile, come ho scritto ma il 13 marzo, come è scritto nel Blog. Scusate.

  75. Lux questo è il paese del più prepotente e di quello che alza di più la voce. Noi che siamo una minoranza abbiamo voce bassa e non abbiamo speranza ne adesso ne mai in quanto le nuove generazioni non si fermano alla triennale e quindi gli ingegneri triennali saranno sempre in minoranza.

    Un consiglio a tutti i colleghi triennali: cercate di prendere la magistrale, che secondo me è l’unica soluzione per uscire da questa mer..a!

  76. A proposito dell’esclusione dal Bando della Regione Toscana, chiedo un intervento immediato del nuovo Presidente del CUP3 e di INARSIND3 al fine di far correggere nuovamente il bando. Voglio far presente che l’esclusione di una figura professionale da un bando è assolutamente anticostituzionale.

    Grazie

  77. Vedo dai commenti di parecchi colleghi che abbiamo tristemente gettato la spugna. Alla faccia del sindacato ecc.. ecc.. Vabbèh, è diventato tutto deprimente in questo blog per cui lasciamo stare.

    • Nessuno getta la spugna e per primo io che sono il fondatore di questo weblog.
      Da notizie avute dobbiamo puntare tutti sul CUP3 vero organo che si sta muovendo per proteggere la nostra figura.
      Per la riforma delle professioni è tutto da vedere, presto ci saranno le prese di posizione ufficiali del CUP3 e del CNI.
      Vi prego di non fare molto affidamento al SIND.IN.AR.3 che poco e niente sta facendo come tutela nei nostra categori confronti ma collaborare col CUP3 sia in ordine di iniziative che di contributi monetari.

  78. Non è questione di gettare la spugna, anzi…!!! E’ proprio in queste occasioni che dobbiamo avvelerci delle istituzioni che ci rappresentano e dimostrare quali sono i nostri diritti.
    Credo sia opportuno che l’ing. Picardi in prima persona si debba muovere in quanto è lui che ha l’onore e l’onere di rappresentare una categoria professionale.

  79. Concordo peienamente sul fatto che l’unica vera e forte rappresentanza della nosta categoria è attualmente il CUP3.
    Per quanto riguarda il mio appello all’A.P.E. era per vari motivi sarcastica.
    GETTARE LE SPUGNA? MAI!!!!!!!. è ancora tutto da fare e simo legittimamante appartenenti alla categoria professionale degli ingegneri.

  80. Ingegnereiunior infatti io ho contribuito per il cup3 e non credo al sindacato e questo blog, per il quale tutti dobbiamo ringraziarti, deve mostrare la nostra determinazione. Commenti del tipo “ormai ci hanno fregati”, “saremo tutti tecnici” ecc.. di certo non aiuta in questo senso. Sò per certo che il blog viene letto anche da chi ci è contro.

  81. Vorrei dire a ingegnereiunior di intervenire circa l’esclusione dal bando della Regione Toscana, sollecitando direttamente il collega Boccassini o, meglio, il collega Picardi affichè venga preso ufficialmente un provvedimento. Voglio dire che la politica del silenzio non serve proprio a niente (dalle mie parti di dice che chi tace acconsente…). Mi pare che delle iniziative a nostro favore abbiano avuto esisti del tutto favorevoli, quindi non vedo perchè non si intervenga in maniera più decisa e decisiva (passatemi il termine). Del CNI facciamo parte anche noi, e Picardi è consigliere del CNI.

  82. Ingegnereiunior sono felice nel leggere questa frase “Nessuno getta la spugna e per primo io che sono il fondatore di questo weblog.” Ora tocca ai nostri rappresentanti difenderci e far valere i nostri diritti.
    Mi appello soprattutto a tutti voi consiglieri di sez. B al CUP3 nella persona del presidente ing. Picardi.
    Ragazzi teniamo duro e non scendiamo a compromessi limitativi, il dpr 328 è chiaro sulle competenze, ogni giorno facciamo un piccolo passo avanti nella giustizia. Nelle discussioni che verranno portate avanti come quella all’ordine ingegneri di Chieti va ribadito, che:
    Per primo che “UNICAMENTE LE LEGGI (nonché i regolamenti da esse previsti) possono specificare le competenze delle categorie professionali”.
    Comunque sia, il comma 1 è comune a tutti, in particolare all’iscritto della sez. A spettano le attività oltre che quelle del comma 3, che implicano l’uso di metodi avanzati sperimentali innovativi ecc. nella progettazione, ecc. Per la sez. b oltre alle attività indicate nel comma 3, spettano le rimanenti attività indicate nel comma 1 che ovviamente non vengono ampliate all’uso di metodi innovativi, per le quali tuttavia non sono previste limitazioni aldilà di quelle dettate dal comma 3 per le sole attività di progettazione, ecc..

  83. Ciao sono da poco laureato in ingegneria civile (3) e devo fare l’esame per l’abilitazione alla professione di ingegnere. Ho chiesto un pò in giro a persone che già lavorano ingegneri A geometri e periti, leggendo sui giornali e poi su internet, sono rimasto molto molto deluso.
    Ne ho letto di tutti i colori che chi ha la laurea triennale ha qualche conoscenza in più di un diplomato che non ha capicità, non può progettare che non serve a niente ecc.
    In pratica anche parlando con altri tutti mi hanno detto che se non proseguo gli studi, in teoria e sulla carta sono ingegnere, ma in pratica sono solo un ottimo geometra.
    Questo perchè sia chi ti rappresenta, se pur poi progettare, e anche i tuoi stessi colleghi di sez. A nelle p.a. ti negheranno e non ti faranno progettare con una scusa qualsiasi e ogni volta dovrai sempre star dietro con un avvocato perdento tempo clienti e soldi. Se ti fermi i tuoi studi non ti serviranno granchè perchè finirai di fare le stesse cose di un geometra.
    Poi sono venuto a conoscenza di questo sito e ho visto il ricorso per la calabria, in precedenza il caso toscana ma allora è tutto vero ?
    non so cosa fare a me sembrava chiara la distinzione tra A e B, così come ci hanno detto più volte anche all’università stessa, A in esclusiva metodi avanzati ed innovativi, B metodi standard per il resto tutto uguale e invece…..
    .Per esempio una palazzina a 8 o 10 piani mi sembra molto semplice almeno per le mie conoscienze e per quello che io ho studiato e se raffrontate anche alle altre opere complesse “da verificare se lo sono” come (grattacieli NY, grandi dighe e ponti come quello sullo stretto ecc.) se una palazzina pluripiano non fosse semplice queste opere sarebbero irrealizzabili.
    Ingegnere iunior mi puoi dare un consiglio ?

    • Purtroppo se rubi lavoro a qualcuno, quello ti perseguita. Ecco che succede per noi ingegneri iunior, siamo perseguitati da colleghi che lavorano negli uffici pubblici. Tutto questo finirà nel momento in cui anche noi saemo presenti negli uffici pubblici cosa che sta gia accadendo. Il mio consiglio è quello di lavorare in quello che ritieni di aver studiato e sulla base delle indicazioni che ti hanno dato in facoltà.
      Saluti

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