Accesso agli incarichi esterni anche ai soggetti privi di laurea. E’ la corte dei conti della Lombardia che con il parere 12 maggio 2008 n. 28 priva sostanzialmente il contenuto dell’articolo 7, comma 6 del dlgs 165/2001 che ha imposto in capo ai destinatari degli incarichi professionali o di collaborazione, il possesso di una “particolare e comprovata specializzazione universitaria”. La sezione Lombardia ritiene che può essere oggetto di incarico esterno anche un’attività svolta da un professionista regolarmente iscritto a un albo, per il quale, tuttavia la legge non richieda la laurea.
L’opera di abrogazione implicita della previsione normativa introdotta dall’art. 3, comma 76, della legge 244/2007 prosegue senza sosta.
Secondo il parere, la professionalità del destinatario dell’incarico non è necessariamente legata al possesso di un diploma di laurea. La “specializzazione” prevista dalla normativa può risultare “comprovata” anche con la sola iscrizione ad un albo professionale. In buona sostanza il superamento dell’esame di abilitazione, presupposto all’iscrizione è un accertamento ufficiale di un grado di elevata professionalità nell’esercizio di un’attività professionale.
Questo consente di concludere che secondo il legislatore, non sarebbe rilevante il titolo di studio universitario, quanto piuttosto, il possesso di conoscenze specialistiche acquisite ad un livello equiparabile a quello che si otterebbe con un percorso formativo universitario.
Appare piuttosto forzata la decisione di considerare che la particolare specializzazione universitaria possa prescindere dalla laurea. Come evidenziato dalla nostra categoria non si capisce da quale titolo potrebbe essere attestata una specializzazione universitaria, se non da un percorso di laurea che oggi prevede 3 anni di studi universitari.
La svalutazione del titolo di laurea prospettata da questa decisione, non trova d’accordo la categoria dei Laureati con percorso universitario triennale che dopo essere stati esclusi, da varie circolari in cui era prospettata la laurea specialistica, si vedono adesso prospettare come requisito minimo il Diploma di scuola superiore. La categoria dei Laureati che ad oggi prevede un percorso universitario triennale viene troppo spesso poco considerata, ma contesa tra Laureati specialistici (Ingegneri senior) e Diplomati (Geometri).
E’ ora che le amministrazioni si accorgessero che le classi professionali in Italia sono cambiate dall’introduzione del DPR 328/2001, dal quale sono nati i nuovi professionisti con preparazione universitaria triennale, tecnici giovani ad elevata preparazione che trascineranno questo paese verso lo sviluppo.
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no, cari amici non ci siamo, la professione di ingegnere iunior è appena nata ma ha già tutti i vizi e le supponenze delle categorie tecniche in cui ognuno ritiene la sua casta superiore alle altre.
In Italia le professioni tecniche ingegneristiche sono divise in 3 comparti: laureati specialistici, laureati triennali, e diplomati.
Non si può non tenere conto di questo, le competenze sono stabilite per legge e alla fine tra un perito elottrotecnico e un Ingegnere iunior non ci sono sostanziali diverse competenze.
Inoltre la laurea triennale è cosa recente, cosa dovremo fare dei diplomati da oltre 40 anni, che non hanno avuto la possibilità di andare all’università, perchè all’epoca non era consentito, considerali clandestini……
Suvvia il mercato è grande c’è spazio per tutti.
Peraltro la norma contestata voleva limitare il ricorso da parte degli enti locali a consulenze mascherate che nascondevano assunzioni clientelari.
Il legislatore non volendolo dire chiaramente è ricorso alla richiesta della laurea specialistica, con tutte le alzate di scudi conseguenti.
Saluti
non mi pare proprio un optional…una pubblica amministrazione si rifiuta di farmi un contratto di collaborazione perchè la professione di informatico non è regolamentata e quindi l’iscrizione all’albo non esime dal possedere la laurea specialistica. (io ho solo la triennale)