Comunicato e rassegna Stampa

COMUNICATO STAMPA CUP3
Ancora una volta ed a distanza di ben otto anni ormai dall’emanazione del DPR 328/01 ci troviamo a dover perorare la nostra causa contro coloro che invece istituzionalmente ci rappresentano.
E’ di pochi giorni fa l’emanazione da parte del Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI) di un parere assurdamente restrittivo e gravemente lesivo dei diritti degli iscritti alla sezione B dell’Albo degli ingegneri: il CNI ha di fatto sancito la fine della nostra attività professionale in ambito progettuale e di direzione lavori, creandoci un irreparabile danno economico oltre che di immagine.
L’assurdità sta nel fatto che ad oggi le UNICHE sentenze in materia disponibili sono la sentenza del TAR Campania (n.1314/2006), che ha ribadito il principio ampiamente sancito in giurisprudenza che ciò che non è espressamente vietato dalla norma è consentito, la sentenza del TAR Lazio (per l’annullamento del DPR 328/01) e, in secondo grado, la recente sentenza del Consiglio di Stato (che condannava lo stesso CNI al risarcimento di 26.000 euro di spese processuali), ed in cui viene ribadito che le “attività maggiormente caratterizzanti la professione” sono elencate a mero “titolo esemplificativo e non tassativo”).
Ancor più assurdo è che il parere del CNI contraddice anche lo studio (n.103/2008) effettuato dal suo stesso Centro Studi, il proprio parere datato 17/12/2008, in merito alle competenze degli ingegneri iuniores circa la progettazione, direzione lavori, emissione di certificato di idoneità e
collaudo per interventi di adeguamento sismico, oltre a non tener conto dell’importante richiamo ai principi deontologici che il Comitato Giuridico Consultivo della Regionale Calabria, dello scorso 28 febbraio, predisposto su richiesta della stessa Regione Calabria per la controversia legale in corso proprio in tema di competenze professionali degli ingegneri iuniores.
È del tutto evidente che il parere emanato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri, per la cui stesura non vi è stato quel necessario approfondimento (ancor meno dei curricula universitari degli ingegneri iuniores) che una siffatta delicata materia avrebbe richiesto. Oppure, il parere è solo il
primo atto di un oscuro quanto diabolico disegno che prevede la “cessione degli ingegneri della sezione B” in favore dell’istituendo Albo Unico delle professioni tecniche?
Il CUP3 certo non starà alla finestra a guardare cosa si deciderà del nostro futuro Sosterremo tutti i ricorsi che verranno attivati da un parere così irresponsabile e qualora ce ne fossero gli estremi non lesineremo a chiedere anche danni morali e materiali agli interpreti di una “non-legge”.
Il Presidente
Vincenzo Boccassini

Comunicato stampa CUP3

Italia Oggi del 01.07.09 – Ingegneri, è lite sulle competenze



STOP A SOPRUSI E RESTRIZIONI DEL CNI SULLE COMPETENZE DEGLI INGEGNERI IUNIORES

SCARICA IL FAX E INVIALO ALLO

06.68897350 (oggi funziona!!!!)

faxCLICCA SULL’IMMAGINE E SCARICA IL FAX E INVIALO ALLO 06.68897350 (oggi funziona!!!!)

“Gentili colleghi,

grazie all’attività svolta in questi giorni siamo riusciti a sensibilizzare alcuni Ordini provinciali in merito al parere fuorviante in merito alle competenze professionali prodotto del CNI.

Devo dire che la situazione non è di facile ed immediata lettura poichè il documento non è stato recepito, fortunatamente, nello stesso modo da tutte le province, ma stiamo riscontrando particolari problemi laddove eravamo a conoscenza di situazioni ostative: faccio riferimento a Pesaro e Macerata, in Calabria e parte della Sicilia.

Ora è necessario inoltrare il documento che troverete nel questo sito, al Ministero di Giustizia, unico in grado di rispondere al CNI, con parere in merito alle competenze professionali, perchè solo così si potrà palesare l’evidente forzatura del CNI.

Non nascondo le mie perplessità anche su quanto espresso dal Miur che di fatto si è rifiutato di esprimere pareri sulle competenze professionali: prima istituiscono i corsi di laurea, dicendo quali sbocchi professionali hanno, poi ci fanno fare gli esami di profitto ed esami di abilitazione e alla fine dicono che non sanno nulla in materia!

Come vedete le attività da svolgere sono tali e tante che è necessario coordinarle ed avere la disponibilità di colleghi capaci e volenterosi.

Chi ha la possibilità di fare qualcosa o voglia aggregarsi alle iniziative ci dia una mano sin da ora.

Ricordo che è necessario per la sopravvivenza della categoria l’apporto della singola persona, altrimenti rischiamo di diventare succubi dei colleghi della sezione A, i quali intascherebbero le parcelle anche sui nostri lavori…

Dobbiamo mandare quanti + fax possibile al Ministero Giustizia per dire basta agli interventi denigratori del CNI nei nostri confronti.

Vi chiedo gentilmente di divulgare la notizia quanto più rapidamente possibile a tutti i colleghi, oltre a ribadire la necessità di inoltrare fax al Ministero.

Enzo Boccassini”

ALLEGATO: Fax Ministero Giustizia dai colleghi sez.B

DA INVIARE VIA FAX AL 06.68897350

…ancora sul pare del CNI.

Tratto da un commento:

Cari colleghi, mi permetto di commentare il parere del CNI.

Prima di qualsiasi considerazione sul contenuto, vorrei ricordare che la nostra professione è governata da due entità operanti in modo pressochè indipendente. Cito dal sito istituzionale del CNI:
“L’apparato d’autogoverno della categoria professionale degli ingegneri funziona a due diversi livelli autonomi: da un lato opera il C.N.I., dall’altro i 106 Ordini provinciali. E’ preciso compito del C.N.I., attraverso l’emanazione di pareri e direttive, uniformare l’attività dell’apparato sul territorio nazionale, ferme restando le necessarie differenziazioni d’attività legate alle diverse collocazioni territoriali e relative esigenze economico/sociali.”
Ciò vuol dire che il nostro ordine (io sono iscritto a Roma) ha piena competenza per esprimere parere avverso a quello del CNI, motivandolo, ad esempio, con le precisazioni del Presidente uscente (e sicuramente rieletto con plebiscito di tutti gli ingegneri A e B che a Roma grazie a lui sono diventati un unica grande coesa corporazione) Ing. F.Duilio Rossi.

Veniamo al contenuto del documento in questione.
Dal punto di vista della regolarità esso è palesemente incongruo e probabilmente incostituzionale: esso cioè pretenziosamente nega ad una categoria professionale una competenza che la legge e l’università prima, e la prassi poi e fino adora, gli hanno a pieno merito attribuito. La prescrizione del CNI , in via del tutto utopica, potrebbe applicarsi al massimo a coloro che  successivamente alla data della circolare si iscrivono all’università, si laureano e si iscrivono ad un ordine e alla sezione, non è retroattiva, e non può applicarsi a chi già esercita secondo legge.
Per capirci: immaginatevi se oggi il presidente del CNI con un’altra circolare delle sue escludesse da i compiti degli ingegneri la progettazione  architettonica riservandola ai colleghi architetti, o che il presidente dell’omologo organismo per gli architetti, li escludesse (sez.A e sez.B) dalla progettazione strutturale perchè riservata agli ingegneri: non sarebbero atti legittimi.
Solo la giurisprudenza primaria può arrogarsi il diritto ed il potere di intervenire sulle categorie professionali attraverso la costituzione, il DPR, o decreti del ministero della giustizia( che a loro volta non hanno possibilità di cambiare le carte in tavola con troppa facilità, poichè debbono sempre esprimere principi nei limiti della costituzione). Un consiglio nazionale che perpetra da mesi una vana, ingiusta ed incomprensibile battaglia (contro una parte della categoria che rappresenta) non ha alcuna valenza legislativa.

Fin qui le considerazioni sulla legittimità del documento emesso dal CNI. Ma vediamo se è possibile trovarne una logica: un laureato in ingegneria civile con indirizzo strutture, seppur triennale ha fatto propri strumenti analitici e fisici quali il calcolo integrale e differenziale che nel biennio specialistico non vengono approfonditi nè ribaditi, sono comuni a tutti gli ingegneri, tri o quinquennali; per di più nei tre anni ha sostenuto esami quali: tecnica delle costruzioni, scienza delle costruzioni, costruzioni in zona sismica, teoria della trave, geotecnica, fondazioni, strutture per le costruzioni civili, etc. che lo hanno reso un esperto conoscitore della progettazione strutturale, e nel biennio approfondisce il campo scelto: ponti, strutture in sotterraneo, difesa dei suoli, etc. Al contrario, un laureato specialistico in ingegneria delle infrastrutture viarie, ad esempio, che abbia scelto l’indirizzo trasporti, non ha invece la minima idea di cosa sia un carico distribuito, essendo specializzato in reti o studi di traffico (argomento complesso peraltro).

Secondo la circolare in questione il primo, da oggi (e prima??) non ha la possibilità di guadagnarsi da vivere mettendo al servizio della comunità le proprie conoscenze, non potrebbe (il condizionale è d’obbligo) progettare strutture in zona sismica!! (in che zona sismica? zona 1, o zona 1 e 2? o tutte le zone??)

Il parere del CNI rimarrà un mero parere (aggiungerei personale del suo incompetente presidente) dal contenuto CRIMINALE per il danno ingiustificato che rischia di arrecare a migliaia di professionisti in un momento così difficile.
Fortunatamente non potrà che essere tacciato di illegittimità, vedrete. La legge è chiara.

Tratto da una guida del Percorso di Laurea in Ingegneria Civile Facoltà di Messina (3 anni – http://ww2.unime.it/ingegneria/new/index_1024.php):

L’offerta didattica è orientata alla formazione di un professionista che, pur non essendo uno specialista, possieda una solida preparazione delle scienze di base e una adeguata conoscenza dei contenuti delle discipline prettamente ingegneristiche, con particolare riguardo a quelle dell’ambito civile (Scienza e tecnica delle costruzioni, Geotecnica, Idraulica e costruzioni idrauliche, Infrastrutture viarie). Gli insegnamenti riguardano in particolare:
• gli aspetti connessi con la progettazione di elementi strutturali degli edifici, delle opere civili ed infrastrutturali in genere;
• le problematiche relative alla progettazione degli edifici e degli elementi costruttivi realizzabili con tecniche tradizionali o innovative;
• gli aspetti propri della conduzione e della sicurezza del cantiere nonché della gestione del processo costruttivo.
La struttura del quadro formativo si articola in un biennio comune e in un terzo anno, opportunamente differenziato nei seguenti due orientamenti:
Strutture e Protezione Sismica;
• Infrastrutture e Difesa del Territorio.
In particolare, l’orientamento “Strutture e Protezione Sismica” ha lo scopo di fornire le conoscenze di base per l’analisi del comportamento delle strutture soggette, in generale, alle più comuni sollecitazioni e, in particolare, a quelle derivanti dalle azioni sismiche. L’orientamento “Infrastrutture e Difesa del Territorio”, ha lo scopo di fornire le conoscenze di base per svolgere attività professionale nel campo della progettazione, costruzione e controllo delle infrastrutture territoriali (strade, acquedotti, fognature, ecc.).

P.S. (da un collega sez. A)
Da quando ho visto quell’imb..le del mio presidente nazionale in TV ho perso gli ultimi lumi di speranza che qualcosa potesse cambiare nella nostra professione; il documento sugli ingegenri junior mi sembra paradigmatico.
Morale: siamo ancora impegnati a litigarci le briciole che il sistema ci lascia.

CNI in confusione… un parere al giorno

MAPPA SISMICA 08

Il CNI ormai rilascia un parere al giorno. Non si sa da chi vengano redatti questi pareri e su che basi, cioè attraverso quali considerazioni di carattere tecnico, e professionale.

Abbiamo recuperato un recente parere del 17/12/2008, nel quale il CNI dichiarava testuali parole “ai sensi della disposizione citata – a parere del Consiglio Nazionale – la progettazione antisismica può essere di competenza autonoma dell’ingegnere iunior solamente quando essa sia relativa a costruzioni civili semplici, con l’impiego di metodologie standardizzate.” In questo parere il CNI dichiara che le competenze degli ingegneri iunior rientrano nel campo della progettazione antisismica.

Successivamente si aggiunge che “Non è quindi di competenza degli ingegneri iuniores la progettazione antisismica (e relativa direzione lavori, collaudo, ecc.) quando essa comporti, ai sensi della vigente normativa tecnica, l’analisi strutturale dinamica, che è da considerarsi quale “metodologia avanzata”. Neanche qui non si fa riferimento alle fonti per le quali una analisi strutturale dinamica sia considerata una metodologia avanzata e non standardizzata.

Da una analisi di questo recente parere del CNI si nota già una pesante contraddizione con l’ultimo parere del 17/06/2009. Ormai il CNI fa una grande confusione tra metodologie standardizzate e avanzate e non riesce a capire a 10 giorni dell’entrata in vigore delle Norme Tecniche per le Costruzioni (DM 14/01/2008) che non ha senso parlare di progettazione in zona sismica, in quanto l’Italia è tutta sismica ad eccezione della regione Sardegna.

Ricordiamo che (fonte Centro Studi CNI):

Per “PROCEDURA STANDARDIZZATA”, si intende una procedura conforme ad un insieme di regole (siano esse tecniche, metodologiche, pratiche o giuridiche) generalmente applicate in casi analoghi a quelli trattati dal professionista, e dallo stesso adottate per l’espletamento della sua prestazione.

Una riflessione sorge spontanea generalmente nel calcolo e verifica di strutture si applica una analisi strutturale dinamica?

Parere CNI ONLINE 08/12/2008

SUL PARERE DEL CNI…..passiamo al contrattacco

Questo il parere del presidente uscente dell’ordine di Roma. Veramente, a mio parere, un grande ingegnere e sopratutto una grande persona.

Ritengo che lo stato di costruzione semplice e procedura standardizzata siano indipendenti dal tipo di sollecitazione che possa agire sulla struttura che se è semplice lo è per ogni condizione di carico cui è sottoposta e un procedura se è standardizzata lo è altrettanto a prescindere dal carico che agisce sulla struttura.
Quindi si dissente dalla interpretazione del Consiglio Nazionale degli Ingegneri che esclude “tout court” l’ingegnere iunior da una attività cardine della nostra professione.
Viene da chiedersi in quali aree, ad avviso del CNI possa esercitare la professione il collega iunior atteso che il territorio italiano è nella massima parte classificato come sismico.
Sarei curioso di prendere visione della “ampia e approfondita” discussione che si sarebbe tenuta al Consiglio Nazionale – così riporta la nota del cni – per giungere ad una conclusione così tranciante.
Forse una richiesta di accesso agli atti di tutti i colleghi iuniores di Roma non sarebbe una idea sbagliata: la misura del CNI, cari amici, vi colpisce pesantemente nell’esercizio professionale.
Se gli atti non dovessero riportare la “ampia e approfondita discussione” sarebbe interessante conoscere le motivazioni che hanno dato corso alla decisione del CNI.

tratto da un commento di Marco

P.S. Cari colleghi non si scherza sul futuro delle persone ed è per questo che noi non resteremo a guardare, anche se abbiamo perso una piccola parte della battaglia, non pensiamo minimamente di abbandonare il campo, anzi questa volta andiamo avanti con tutte le forze, ci hanno procurato un danno e questa volta qualcuno dovrà pagare.

A giorni vi comunicherò le iniziative da intraprendere.

CNI parere DPR 328/01

LA PROFESSIONE DI INGEGNERE IUNIOR NON ESISTE PIU.

teschio

E’ con grande rammarico che apprendo del parere ufficiale del CNI in merito al Calcolo, Verifica e Direzione Lavori di edifici in zona sismica.
Ho sempre sperato che questo documento non sarebbe mai uscito. Mi sbagliavo, è lo stesso CNI che ci impedisce di svolgere la professione di ingegnere iunior negandoci qualunque progettazione strutturale, in considerazione del fatto che tutta l’Italia è SISIMICA anche alla luce delle nuove normative in vigore dal 1 Luglio 2009.
Con questo parere si chiude ufficialmente bottega, non mi resta che iscrivermi veramente all’ordine dei Geometri tanto che cambia? Nulla, non cambia nulla, ora siamo a tutti gli effetti paragonati ad un Geometra, anzi per di più noi siamo sbeffeggiati da loro in quanto noi come stupidi ci siamo fatti 3 anni di università studiando materie che non possiamo applicare sul campo, una vera e propia PERTITA DI TEMPO.
Mi rivolgo all’Ing. Picardi Antonio che ho conosciuto di persona, chiedendogli perchè non ci ha informati di questo parere? che penso conosca in quanto componente del CNI. Come è possibile aver permesso la diffusione di un tale parere senza informare tutti i colleghi?
Che fine farà a questo punto il ricorso al TAR Catanzaro che era in discussione ieri? le conclusioni le ha già tratte il CNI.
Caro Enzo Boccassini, a questo punto il sito ingegnereiunior.it non ha senso di esistere come tutta la professione di ingegnere iunior, come non ha senso aver sprecato tempo e denaro per un ricorso al TAR che alla luce del parere del CNI è perso di diritto.

Il ricorso lo dobbiamo fare contro il CNI, chiedendo i danni professionali e morali, in pratica ancora una volta dobbiamo farci ricorso contro noi stessi.

CHIEDO UFFICIALMENTE A PICARDI E A BOCCASSINI COSA POSSIAMO FARE A QUESTO PUNTO, VI CHIEDO, CI SONO SPERANZE, SI PUO’ FARE RICORSO O DEVO CONSIDERARE DEFINITIVAMENTE MORTA LA PROFESSIONE DI “INGEGNERE CIVILE AMBIENTALE IUNIOR” ?

Con estrema delusione,
Marco Sabatini
www.ingegnereiunior.it

Non rimaniamo a guardare, organizziamoci, aspettiamo la sentenza, convochiamo riunioni in tutte le province, coinvolgiamo gli Ordini, molti dei quelli sono con noi, e l’Università e FACCIAMO STA CAUSA CONTRO IL CNI per danni alla professione anzi per la distruzione della professione.

ALBO UNICO? NO GRAZIE

stefanelli

Dopo le false notizie di “ITALIA OGGI”, ecco il vero pensiero del nostro  presidente Stefanelli. Per il presidente, l’ipotesi di creare una casa “comune” per laureati triennali di matrice tecnica insieme a periti e geometri è un vero controsenso, per la conseguente svalutazione delle competenze e dequalificazione professionale degli iuniores.

La vera posizione ufficiale della categoria, dopo le dichiarazioni dell’Onorevole Luigi Vitali nell’intervista rilasciata al quotidiano ITALIA OGGI il 13 febbraio 2009, si desume dall’intervista al presidente Stefanelli rilasciata sul periodico L’Ingegnere Italiano di marzo 2009.

Stefanelli afferma nell’intervista che l’unione di laureati e diplomati sarebbe una dequalificazione professionale per gli ingegneri e per tanto è impensabile metterli assieme. Una domanda rivolta all’intervistatore sorge spontanea, chiedendogli: se diplomato e laureato sono la stessa cosa, ma perché mai dovrei impegnarmi e faticare per laurearmi?

Sull’albo unico fa una precisazione: “I tecnici diplomati non ci hanno mai chiesto di dar vita ad un unico Ordine. Loro lo vorrebbero fare solo con i laureati triennali. E’ chiaro il vantaggio che ne avrebbero i diplomati, che acquisirebbero competenze superiori alle loro possibilità. In tal senso, invito i triennali a ribellarsi a tale ipotesi, vedrebbero vanificati i loro anni di studio.

Noi caro presidente ci ribelleremo con tutte le nostre forze.

Successivamente l’argomento cade sulla questione previdenziale, per il quale Stefanelli afferma: ” Ecco il vero problema. I geometri, i periti industriali ed agrari non hanno i soldi per pagarsi la pensione: le loro casse sono vuote. Ecco dunque la soluzione: inglobare gli ingegneri iunior, farli entrare a far parte del loro ente previdenziale. In tale maniera i giovani pagherebbero le pensioni ai più vecchi. Il disegno economico è chiarissimo.

Tratto dall’INGEGNERE ITALIANO n. 347 – marzo 2009

Chissà se ITALIA OGGI e se la nostra amica Benedetta P.Pacelli finalmente e alla luce delle dichiarazioni di Stefanelli la metteranno di scrivere falsi articoli sull’Albo Unico nei quali si lascia intendere la volontà di poter inglobare i laureati iuniores.

Cara Benedetta P.Pacelli te lo dico una volta per tutte: Tutta la categoria dei Tecnici Laureati iscritti agli ordini professionali degli Ingegneri, compresi tutti i vertici del CNI, non è mai stata interpellata per la costituzione dell’Albo Unico e non ha nessuna intenzione di entrare in un fantomatico Albo di tecnici diplomati, quindi da oggi in poi quando intendi scrivere articoli sull’ Albo Unico riferisciti solo ed esclusivamente ai diretti interessati, Geometri, Periti Industriali e Agrari. Grazie.

I laureati stranieri snobbano l’Italia.

Giorni fa è stato pubblicato un articolo sul Corriere della Sera che esamina le cifre sulla competizione per la manodopera altamente qualificata.

Alcune frasi riassuntive e significative tratte dall’articolo di Gian Antonio Stella:

“”I laureati italiani che se ne sono anda­ti a lavorare nei 30 paesi Ocse sono 395.229. Quelli che hanno fatto il percor­so inverso 57.515. Con un saldo negati­vo di 337.714 «dottori». Saldo che, an­che ad aggiungere gli 84.903 laureati arri­vati da paesi non Ocse, resta altissimo: ci mancano 252.811 «teste».”"

“”E i nu­meri, che sono sì del 2001 (ultimo censi­mento disponibile) ma sono inediti per­ché elaborati in questi mesi, ci fanno ar­rossire.”"

“”Con le nostre università piene di mogli, figli e cognati.”"

“”I nostri Ordini sbarrati con i catenacci verso i giovani «intrusi».”"

“”una società ermetica­mente chiusa e protetta non so­lo dalle motovedette ma anche dai vigilantes degli orticelli scientifici e professionali”"

“”Peggio di noi stanno solo la Corea, il Messico e la Polonia.”"

“”E solo 7 su mille (sette su mille!) hanno scelto la penisola di Leonardo Da Vinci, Antonio Meucci, Enrico Fermi che non a caso forse se n’erano andati loro pure all’estero.”"

E il nostro CNI attraverso il presidente Stefanelli propone di abolire il 3+2 per tornare al ciclo unico riportando l’Italia indietro di 10 anni???!!!! Ecco cosa succedeva 10 anni fa quando possiamo dire che non esistevano le lauree triennali (il DPR 328 è del 2001), i dati sopra analizzati sono del 2001. L’italia deve ringraziare le lauree triennali che forse oggi nel 2009 hanno sicuramente migliorato la situazione. Nel 2001 quale laureto arrivato dall’estero, proveniente da un percorso triennale si azzardava a avvicinarsi al sistema italiano? A distanza di 10 anni si continua nonostante tutto ancora ad ostruire i laureati triennali con tutte le forze attraverso “”i nostri Ordine sbarrati con i catenacci verso i giovani “intrusi” e attraverso una società ermeticamente chiusa e protetta dai vigilantes degli orticelli professionali”".

Che dire, “”Peggio di noi stanno solo la Corea, il Messico e la Polonia.”"
Link:

La mobilità intersettoriale nell’albo degli Ingegneri

Tratto da un commento di un visitatore:

Egr. collega,

è da non poco tempo che partecipo e seguo con piacere agli argomenti presentati mediante sito internet da Lei creato nonché gestito. La contatto in quanto ho un documento da sottoporre alla Sua attenzione e ritengo di immediata divulgazione nonché pubblicazione. Detto documento riguarda un’attenta analisi, redatta in maniera più che lodevole, da un Nostro collega ing., circa la mobilità intersettoriale nell’albo degli ingegneri che dimostra come sentenze e pareri sbagliati, che ad oggi creano disordine nella corretta interpretazione del DPR 328/01, non interessano in alcun modo il nostro ordinamento professionale.

Detta faccenda mi sta molto a cuore, non solo per questioni personali, così come potrà notare dai miei interventi sul forum, dove ho sempre promosso la necessità di attivarci circa la grande limitazione impostaci, dai legislatori e successivi interpreti, che vede coinvolti noi ingegneri, prodotti a partire da D.P.R 328 del 2001, rispetto ai non poco fortunati del precedente regolamento. Mi riferisco alla facoltà di non poter operare/accedere, alla stregua degli ing. VO, in tutti i settori della sez. di appartenenza ma solo a quello il cui accesso, addirittura dopo le ultime vicende giuridiche “sentenza del TAR e parere del CS”, risulta vincolato allo specifico corso di laurea. Inoltre, La informo che i futuri ing. , ad oggi ancora studenti del vecchio ordinamento, proprio per non incombere nei nostri problemi hanno attivato una raccolta di adesione, al fin di tutelare il loro magnificus status, tramite un gruppo creato su facebook, proprio perché a partire da gennaio 2010 saranno anch’essi travolti dal nuovo esame di stato e dalla ripartizione in settori. Detti furboni non essendo ancora sazii delle infinite proroghe, a partire dal 2001 e a tutt’oggi concesse, chiedono al governo un’ulteriore proroga, addirittura fino a saturazione dei laureandi con il V.O. e successivo accesso al relativo esame di stato nonché albo. Tale richiesta, qualora venga accolta, rappresenterà l’ennesima dimostrazione di quanto lo Stato ed il CNI non ci tutelino nonché una promulgazione di fratture e distinzioni nel ambito della stessa classe di professionisti e con medesimo titolo di studio “ad esempio tra un ing. quinquennale e uno specialista informatico oppure elettronico, stesso titolo di studio con la differenza che il primo firma o potrà firmare progetti strutturali pur non avendo fatto nessun esame specifico mentre il secondo si accontenterà di non poter firmare nulla, di non poter esprimere la sua professionalità in tutte le forme e modi lì dove egli ritiene opportuno nonché capace, di non poter partecipare ai bandi di concorso dove richiedono l’iscrizione in tutti i settori “sembrano fatti ad hoc per i VO” e non infine di pagare le tasse al relativo ordine per avere un timbro da conservare sulla scrivania ed il suo nome in una colonna talvolta deturpato con la dicitura iunior. TUTTI VOGLIO TUTELARE I LORO DIRITTI SOLO NOI NON RIUSCIAMO A FARLO. A valle di quanto esposto, ritegno opportuno che in contro risposta si passi all’azione, magari anche sfruttando lo stesso facebook per richiedere adesioni da sottoporre alle massime cariche dello Stato, alle Autorità garanti della concorrenza e del mercato nonché ai Nostri Ordini al fine di una razionale revisione del DPR 328/01 nei punti che interessano la mobilità intersettoriale per una corretta, trasparente, equa e libera concorrenza di mercato. E’ tempo di dire basta.!

Porgo distinti saluti. Beppe

LA MOBILITÀ INTERSETTORIALE NELL’ALBO DEGLI INGEGNERI

Regione Liguria: elenco certificatori

La Regione Liguria ha emanato specifica circolare in merito all’iscrizione nell’elenco dei certificatori energetici. Sono inclusi, senza la condizione di partecipazione e del superamento della verifica finale di appositi corsi,  tutti gli iscritti della sezione A e B, dei settori civile ambientale ed industriale. Attualmente restano esclusi gli iscritti del settore dell’informazione.

Lettera Regione Liguria per iscrizione elenco certificatori del 07/05/09